L'ANALISI
29 Gennaio 2026 - 16:06
CREMONA - Un festival diventato una grande festa. Nelle intenzioni degli organizzatori c’era proprio questo desiderio da realizzare. E non poteva debuttare nel migliore dei modi la prima edizione (in realtà una sorta di data zero) dell’Italian Metal Alliance che si è svolto nel fine settimana al Music Factory di Cremona. Un nuovo progetto che ha visto undici band sul palco del locale grazie all’unione organizzativa di quattro festival: Luppolo in Rock - del fondatore Massimo Pacifico e della presidente Giovanna Gaudenzi - , Isola Rock, Padova Metal Fest e Rock Inn Somma, oltre alla collaborazione di Metal For Emergency.
Un buon afflusso di pubblico e bancarelle a tema sono stati gli altri due ingredienti (oltre alle band) decisivi per la buona riuscita dell’iniziativa, da sommare ai gestori del locale, pronti a esaudire ogni singola esigenza, anche piccola, del pubblico.
E poi le band, con una panoramica a 360 gradi sul metal italiano e sulla piccola, ma gloriosa storia tricolore del genere, costruita con passione, abnegazione e dedizione e sviluppata con scelte musicali, in taluni casi, coraggiose e innovative.
Come per i grandi Dark Quarterer e il loro originalissimo epic metal progressive, oppure gli Screamin’ Demons con il loro heavy/groove metal che guarda sia le origini che le direzioni future dello stile. Poi il prog metal dei Dark Ages che hanno presentato anche due brani del prossimo album in uscita entro l’anno. Infine il lato estremo del metal tricolore ha colorato la domenica con i coheadliners del calibro degli storici Node e dei devastanti (il nome è già di per sé un manifesto) Distruzione.
«Stanco, ma molto soddisfatto — dice l’ideatore della manifestazione e membro del Luppolo in Rock, Matteo Gobbi — del risultato del festival, perché è stato centrato in pieno l'obiettivo che ci eravamo posti, cioè quello di creare una rete di collaborazione. Sì è creato un mood bellissimo, c'è stata molta armonia e tutto si è trasformato in una grande festa, che alla fine era quello che speravo di vedere, sia con le band che con le tante persone che hanno partecipato, tra cui molti musicisti e addetti ai lavori. C’è stata un’atmosfera molto spensierata e mi ha colpito e piaciuto il fatto che in tanti hanno ringraziato e hanno detto di essersi divertiti e di aver trascorso due giorni piacevolissimi. Credo che lo spirito del festival sia stato soprattutto questo, cioè di vivere questa bellissima sensazione di stare insieme e di vivere una passione tutti insieme».
Anche Angela Busato, tastierista dei Dark Ages e membro de Isola Rock, ha voluto esprime su Facebook le sue sensazioni: «Collaborare significa investire economicamente in parti uguali, dividersi i compiti, aiutarsi, mediare, accettare i compromessi. Nessuno ha interessi personali, nessuno mette sé stesso al primo posto e soprattutto tutti hanno lo stesso obiettivo. In un’epoca dove l’egoismo e il profitto imperano, devo dire che personalmente è stato davvero bello lavorare con persone trasparenti, che pensano al bene comune, che veramente sono proiettate a un fine più grande. Un fine utopico se vogliamo, destinato solo ai sognatori».
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