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Racchetti, notte del liceo: danza, musica e i ‘classici’

Anche il vescovo Gianotti tra gli ospiti, il preside Venturelli: «Formiamo cittadini liberi»

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

28 Marzo 2026 - 08:19

CREMA - La dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, con il quadro coreografico Homo sum della Mosaico dance art school di Silvia Illari, ha aperto l’ottava edizione della notte del liceo classico Racchetti, organizzata ieri nell’ambito della manifestazione nazionale.

Centinaia i presenti, per seguire le performance delle nove classi: genitori, ma anche amici degli studenti e poi i docenti, molti dei quali hanno lavorato fianco a fianco con gli allievi.

A fare gli onori di casa il dirigente scolastico Claudio Venturelli. Ospiti il vescovo Daniele Gianotti, Giuseppe Bonavita per l’ufficio scolastico provinciale, l’assessora all’Istruzione Emanuela Nichetti e Pietro Martini, presidente dell’associazione degli ex alunni del ginnasio Racchetti.

«L’interrogativo su cosa significhi essere uomini oggi caratterizzerà la serata, in una fase in cui ciò che accade umilia l’essere umano — ha ricordato il preside —: quest’anno il colore della manifestazione è il rosso, il fil rouge dell’amore che è in tutte le rappresentazioni dei ragazzi».

Poi, ha aggiunto con orgoglio: «Siamo un liceo moderno che forma cittadini liberi, con coscienza critica che collaborano al miglioramento della polis».

Un preludio canoro (Esseri umani di Marco Mengoni) ha concluso la parte iniziale nel cortile dell’istituto. Quindi l’ingresso al liceo per seguire le rappresentazioni delle classi che, distribuite nelle diverse aule, hanno offerto una varietà di spettacoli capaci di dialogare con i classici in modo originale, passando da riletture del mito come il processo ad Artemide, fino a riflessioni morali e contemporanee come Inside out: quando il caos delle emozioni sceglie il bene.

Sen­za dimenticare interrogativi profondi come Il giorno del giudizio: chi vuoi salvare? o suggestioni poetiche come Capovolgere il cielo e Feroe.

Momenti di pausa come gli intermezzi musicali hanno offerto spazi di ascolto con esecuzioni pianistiche e vocali, che hanno arricchito l’esperienza.

Come da tradizione degli ultimi anni, la parte conclusiva è stata dedicata al DanteDì, dove il laboratorio teatrale ha portato in scena Il volto oltre il confine, offrendo una riflessione intensa sulla figura di Dante e sul valore del suo messaggio.

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