L'ANALISI
L'INIZIATIVA. LE FOTO
13 Marzo 2026 - 16:37
CREMONA - Nei primi giorni di marzo, mentre l'orrore della guerra invadeva la nostra quotidianità con l'esplodere del conflitto in Medio Oriente, gli studenti del liceo Manin hanno partecipato al viaggio studio promosso dal comitato «In Treno per la Memoria» insieme ai sindacati Cgil e Cisl
La delegazione del liceo, composta da circa quaranta studenti, tre insegnanti - Ilaria Spotti, Barbara Dondi e Alberto Maffini - e alcuni accompagnatori, ha visitato tre luoghi della storia del nazismo: Monaco di Baviera, Norimberga e il campo di concentramento di Dachau.
A Norimberga i ragazzi si sono recati allo Zeppelinfield, il grande stadio progettato per le adunate del regime. Poco distante, nel Palazzo di Giustizia, gli studenti sono entrati nell' Aula 600, dove si svolse il Processo di Norimberga: il primo grande tentativo della comunità internazionale di giudicare i responsabili dei crimini contro l'umanità.
Lo storico Carlo Saletti sottolinea: «La visita all' Aula 600 è un punto fondamentale del percorso, proprio lì furono stabiliti i principi giuridici del diritto internazionale nel secondo dopoguerra. Oggi viviamo una fase in cui quei principi sembrano nuovamente essere messi in discussione». Un cortocircuito inquietante: il passato che rischia di ripetersi.
La professoressa Ilaria Spotti spiega: «Gli studenti aderiscono su base volontaria e provengono da classi diverse. In questo modo si crea una comunità composta da ragazzi motivati e consapevoli di vivere un' esperienza diversa da una normale gita scolastica».
Oltre alla preparazione storica ci si è dedicati alla dimensione emotiva. L'educatrice Chiara Bilardo ha lavorato con laboratori e momenti di riflessione collettiva: «Sono emersi i temi della responsabilità individuale e collettiva e il valore del dissenso inteso non solo come capacità di dire no, ma anche di proporre alternative».
Il percorso non si conclude con il viaggio, durante la Notte Nazionale del Liceo Classico, venerdì 27 marzo, i ragazzi racconteranno la loro esperienza.
Fabio Parmesani, studente del liceo classico, descrive così i giorni in Germania: «Abbiamo avuto la possibilità di sentire il peso della storia e di trovarci negli spazi che hanno ospitato la storia del nazionalsocialismo e quella dell'Europa. È stato un viaggio di emozioni, ma anche di conoscenza».
Per le studentesse del linguistico Elena Filini e Lidia De Stasio visitare questi luoghi ha avuto un impatto profondo: «Studiare questi eventi sui libri è molto diverso dal trovarsi nei luoghi in cui sono accaduti. Studiando tedesco abbiamo avuto l'opportunità di approfondire la storia già affrontata in classe e la cultura di un popolo che porta ancora il peso della memoria. È stato molto toccante e, a tratti, anche commovente».
Molti studenti raccontano il senso di angoscia provato durante la visita al campo di concentramento. Uno di loro ricorda il momento dell'ingresso nella sala del forno crematorio: «Quando siamo entrati in quella stanza ho sentito davvero il peso di quello che è successo. È un'angoscia che forse dovremmo provare tutti, per assicurarci che questo non accada più».
Boccotti e Fortunati, della classe 4B del linguistico, descrivono la sensazione avvertita visitando i dormitori del campo: «Vedere gli spazi in cui i deportati vivevano ammassati ti fa capire cosa significa la disumanizzazione». Inoltre, raccontano di essere rimasti colpiti nel vedere come alcune categorie di vittime, come gli omosessuali o gli «asociali», non siano sempre rappresentate nei monumenti commemorativi. «Ci ha provocato rabbia vedere come alcune persone siano state a lungo escluse anche dal ricordo».
Patrizia Rancati, componente della segreteria CISL Asse del Po, sottolinea: «Una grande opportunità per gli studenti perché permette di conoscere i luoghi della deportazione e di comprendere il valore profondo della democrazia che abbiamo il dovere di difendere e custodire».
Per Angela Tolassi, componente della segreteria organizzativa CGIL Cremona, è stato: «Un importante viaggio, in cui direi che sono i ragazzi ad aver accompagnato noi. Non dobbiamo mai dare per scontati i diritti e le libertà di cui godiamo oggi, perché sono il risultato delle lotte e dei sacrifici di chi ci ha preceduto.»
Ecco, dunque, il senso di questa esperienza: ricordare il passato e trasmettere alle nuove generazioni l'idea che la violenza e la distruzione si possono evitare e che la responsabilità individuale e l'impegno civile possono fare la differenza. Bisogna provarci, come fecero i giovani della Rosa Bianca, il gruppo di resistenza studentesca attivo all' Università di Monaco negli anni Trenta. Proprio sul foglio presenze del memoriale, al termine della visita, qualcuno ha scritto una frase, un messaggio nella bottiglia lanciato nel mare dell'indifferenza e dell'assuefazione alla violenza: «Ciao a tutti, siamo dei viaggiatori del tempo: sta scoppiando la Terza guerra mondiale».
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