L'ANALISI
06 Marzo 2026 - 19:38
CREMONA - Sono state 350 le donne che hanno partecipato all’Open Week dedicata alla salute femminile promossa dall’ASST di Cremona, svolta dal 2 al 6 marzo 2026 tra gli Ospedali di Cremona e Oglio Po e i servizi territoriali. Un’adesione significativa che conferma quanto il tema della prevenzione sia sentito e quanto sia importante offrire occasioni concrete, accessibili e gratuite per effettuare controlli e ricevere informazioni corrette.
Durante la settimana sono stati offerti pap test, visite ginecologiche e senologiche, consulenze psicologiche, colloqui informativi sui vaccini e valutazioni del rischio trombotico. Numerose cittadine si sono inoltre rivolte all’info point dedicato agli screening per ricevere orientamento.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività di prevenzione promosse da Regione Lombardia ed è stata organizzata in concomitanza con la Giornata internazionale della donna e la Giornata mondiale per la lotta contro l’HPV, con il patrocinio del Comune di Cremona del Comune di Casalmaggiore e la collaborazione di ATS Val Padana, AIPA, APOM, ANDOS e Amici dell’Ospedale Oglio Po.
Coinvolti numerosi professionisti e servizi — tra cui ginecologia e ostetricia, oncologia multispecialistica, senologia, radiologia, consultori, centro vaccinale, centro emostasi e trombosi e psicologia clinica — per offrire alle cittadine un’opportunità concreta di informazione, prevenzione e presa in carico integrata.
Il messaggio che arriva da questa settimana è chiaro: la prevenzione non è un evento straordinario, ma un percorso continuo.
Il Papillomavirus (HPV) è responsabile di circa il 99% dei tumori della cervice uterina ed è molto diffuso: si stima che 8 persone su 10 entrino in contatto con il virus nel corso della vita.
«La buona notizia è che oggi possiamo prevenirlo in modo efficace», spiega Annalisa Abbiati, direttore pro tempore dell’Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Cremona. «La vaccinazione contro l’HPV e l’adesione regolare allo screening con Pap test e HPV test permettono di individuare precocemente eventuali lesioni e ridurre in modo significativo il rischio di tumore del collo dell’utero. Lo screening, rivolto alle donne tra i 25 e i 64 anni, è proposto tramite invito personalizzato. Aderire ai controlli significa prendersi cura della propria salute e prevenire una malattia che oggi può essere evitata o trattata con successo».
Fondamentale anche il ruolo della vaccinazione. «In 19 anni di utilizzo in Italia, il vaccino contro l’HPV ha ridotto dell’86% l’incidenza del tumore della cervice», sottolinea Antonella Laiolo, direttore della SC Vaccinazioni e Sorveglianza Malattie Infettive dell’ASST di Cremona. «La vaccinazione è offerta gratuitamente agli adolescenti nel dodicesimo anno di vita ed è raccomandata sia alle ragazze sia ai ragazzi. Non sostituisce però lo screening: anche le donne vaccinate devono continuare ad aderire ai controlli».
Durante l’Open Week pap test, visite ginecologiche e colloqui psicologici sono stati offerti nei consultori familiari di Cremona, Casalmaggiore e Soresina, punti di riferimento territoriali per la prevenzione e l’ascolto delle donne.
«Il Consultorio Familiare è un servizio pubblico di libero accesso che accompagna le donne nelle diverse fasi della vita», spiega Enrica Mantovani, responsabile del Consultorio di Casalmaggiore.
«Rappresenta un punto di riferimento per la salute sessuale, riproduttiva e psico-relazionale di donne, coppie e adolescenti», aggiunge Beatrice Malcontenti, coordinatrice del Consultorio di Cremona. «La presenza di un’équipe multiprofessionale — ostetrica, ginecologo, psicologo, assistente sociale, educatore e assistente sanitaria — permette di offrire percorsi di prevenzione e cura integrati con i servizi del territorio».
«In Italia il tumore della mammella è la neoplasia femminile più frequente, con circa 55mila nuove diagnosi ogni anno. Grazie alla diagnosi precoce e ai progressi terapeutici, oggi la sopravvivenza supera l’88% a cinque anni», spiega Daniele Generali, direttore Oncologia multidisciplinare di Patologia mammaria. «Aderire ai programmi di screening e ai controlli raccomandati è fondamentale per individuare la malattia nelle fasi iniziali, insieme all’attenzione ai segnali del proprio corpo e a uno stile di vita sano. Per questo la collaborazione con il dipartimento di prevenzione dell’ATS Val Padana diretto da Amelia Anghinoni è decisiva.» Le visite e le consulenze sono state garantite in collaborazione con i chirurghi senologi Sergio Aguggini, Ignazio Ciliberto, Carlo Azzini, Robert Sabag, Stefano Bernardi e con il supporto diagnostico dell’équipe di radiologia diretta da Laura Romanini.
Anche quest’anno il Centro Emostasi e Trombosi dell’ASST di Cremona, coordinato da Oriana Paoletti, ha partecipato all’Open Week con un’attività di informazione e sensibilizzazione sul tromboembolismo venoso (TEV). In collaborazione con AIPA Cremona sono stati distribuiti questionari informativi negli Ospedali di Cremona e Oglio Po per aumentare la consapevolezza sui principali fattori di rischio.
«Il tromboembolismo venoso comprende trombosi venosa profonda ed embolia polmonare, condizioni potenzialmente gravi ma spesso prevenibili», spiega Paoletti. «Nelle donne il rischio può aumentare in alcune fasi della vita, come gravidanza e puerperio, o in presenza di fattori predisponenti — tra cui contraccettivi ormonali, fumo, obesità o familiarità. Per questo è fondamentale conoscere i fattori di rischio e adottare strategie di prevenzione personalizzate».
L’Open Week Donna 2026 ha confermato la forte adesione delle cittadine quando i servizi sanitari diventano più accessibili. Partecipare agli screening, informarsi sui vaccini e confrontarsi con gli specialisti sono passi semplici ma fondamentali per la tutela della salute. La prevenzione resta uno strumento essenziale, una scelta di consapevolezza per sé e per la comunità.
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