L'ANALISI
25 Febbraio 2026 - 19:18
CREMONA - Dopo due anni l’Iis Torriani è tornato a ospitare questa mattina il progetto ‘Guido sicuro responsabilmente’ del Rotary club Cremona, attuato insieme alla Polizia stradale di Cremona, alla Croce rossa italiana, alla Canottieri Baldesio e con il supporto di Ats Val Padana.
Inserita nella campagna di prevenzione per la sicurezza stradale, la lezione a più voci ha coinvolto un’ottantina di studenti degli ultimi tre anni del Liceo sportivo in procinto di acquisire la patente di guida.
Gli interventi hanno posto l’accento sul valore della vita e sul senso di responsabilità per la sicurezza propria e altrui, e sottolineato i rischi connessi ad abusi e a varie forme di distrazione al volante, a partire dall'utilizzo del cellulare, come confermato da un video-choc sulle dinamiche di una tragedia della strada.
Gli obiettivi sono stati presentati dalla professoressa Alessandra Lazzari; si è associata la presidente del Rotary Cremona, Alessia Zucchi, che ha presentato il sodalizio, centenario, e le iniziative in corso a servizio della comunità.
Alceste Bartoletti ha parlato sia come rotariano che come anima (insieme all’allenatore Roberto Bodini, presente) del Tennis in carrozzina alla Baldesio, e presentato in diverse scuole: «Parlare alle nuove generazioni — ha detto — è fondamentale per farne adulti responsabili».
Sulla prevenzione degli incidenti si è diffuso, con dati statistici e indicazioni pratiche, Matteo Mennella, assistente capo coordinatore della Polstrada, puntando non tanto sulle sanzioni quanto sull’educazione al rispetto e alla sicurezza collettiva.
Sono stati 173.364 gli incidenti nel 2024, 3.030 i morti, 233.853 i feriti (quasi 17mila con conseguenze permanenti). Dire 3.030 – ha rimarcato – non è parlare di numeri ma di persone, perlopiù ragazzi tra i 15 e i 29 anni «fino ad arrivare a Davide».
In dialogo con gli studenti, Mennella ha avvertito che scenari più frequenti degli incidenti sono le strade urbane, non le autostrade lungo le quali la soglia di attenzione è normalmente più alta: «Quando, uscendo dal casello, ci sentiamo già arrivati, inizia il tratto più pericoloso nel quale infrangiamo le regole».
La sicurezza, ha concluso, è fatta di tre fattori: strade, veicoli, uomo. Agli studenti l’invito a farsi protagonisti del rispetto delle regole senza le quali non c’è vera libertà.
Di seguito, l’avvocato Davide Barbato, consigliere della Cri, si è soffermato sull’attivazione dei soccorsi dopo un incidente e sulla necessità di evitare azioni avventate. La prima cosa da fare — ha detto — è chiamare il 112 indicando dove ci si trova (utile l’app Where ARE U'), ciò che si vede e, se possibile, il tipo di impatto; non rimuovere il casco a un motociclista prima dell’arrivo dei soccorritori; stabilizzare i feriti perché ogni movimento può aggravarne le condizioni. Se non si è sicuri che altri lo abbiano fatto, meglio ripetere la chiamata al 112: «È tempo speso per salvare vite». E sia dal Rotary che dalla Croce Rossa è venuta agli studenti la proposta di opportunità concrete di volontariato.
La mattinata si è conclusa, nella palestra, con la testimonianza della tennista in carrozzina Elisabetta Barbieri, 27 anni, che si è reinventata con coraggio dopo un incidente domestico che le ha fatto perdere l’uso delle gambe. Alcuni studenti hanno provato a giocare dalla carrozzina; altri hanno partecipato alla simulazione di un percorso stradale in stato di ebbrezza; altri ancora hanno svolto attività interattiva, con la guida di Angela Manco, assistente sanitaria di Ats per la promozione della salute e la prevenzione dei fattori di rischio comportamentali e dello psicologo Fabio Pertusi.
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