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Rose gialle e blu per Macalli: «I veri valori tramite lo sport»

Dirigenti ed ex calciatori in cattedrale ai funerali dell’84enne Mario, storica guida della Lega di Serie C

Dario Dolci

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05 Gennaio 2022 - 08:16

CREMA - Un cesto di rose gialle e blu e una maglia del suo Pergulet, con impresso il suo nome, ai piedi della bara. La squadra che amava e il mondo che ha vissuto da protagonista hanno accompagnato nel suo ultimo viaggio Mario Macalli, scomparso domenica a 84 anni, dopo una lunga malattia contro la quale ha combattuto con la grinta che mai gli ha fatto difetto. Nella sua vita dedicata al calcio è stato vice presidente della Federcalcio e della Pergolettese e per 18 anni presidente della Lega di serie C. Il suo legame col mondo sportivo è stato ricordato nell’omelia da don Franco Crotti, parroco di Ripalta Cremasca, comune dove Macalli risiedeva, che ha celebrato il rito funebre affiancato da don Angelo Frassi e da don Emilio Lingiardi. «Mario era una persona genuina – ha affermato il sacerdote rivolgendosi alla sorella Lia e alle nipoti Laura e Elena – dal carattere forte e deciso, di grande onestà intellettuale e schivo da ogni compromesso. Ma era dotato anche di una grande sensibilità e umanità. A Natale, mentre era ricoverato in ospedale, ha voluto che i suoi cari si ritrovassero nella sua casa di San Michele, come sempre e come se lui fosse presente».

Don Crotti ha poi spiegato come Macalli intendesse lo sport: «Nel calcio ha ricoperto cariche importanti, ma soprattutto ha sempre voluto che emergesse l’obiettivo di educare le giovani generazioni secondo i veri valori della vita. Finché la salute glielo ha consentito, ha sempre partecipato alla messa domenicale e dopo la morte della moglie Mariola ha fatto celebrare un officio ogni mese e di recente mi ha chiesto di continuare a farlo anche quando lui non ci sarebbe più stato». E proprio nell’ultimo più difficile periodo, Macalli ha dato prova della forza che lo ha sempre contraddistinto. «Anche quando la malattia ha preso il sopravvento – ha concluso don Crotti –Mario non si è ma pianto addosso, ha combattuto fino alla fine con caparbietà, mostrando un grande attaccamento alla vita». Con Mario Macalli se ne va un pezzo di storia del calcio, nazionale ma soprattutto locale. E con lui, nella sua ultima dimora del cimitero Maggiore cittadino, se ne va anche qualche segreto che, forse, non conosceremo mai.

I VERTICI DEL CALCIO

C’erano i vertici del calcio italiano a dare l’estremo saluto a Mario Macalli. Dal presidente federale Gabriele Gravina all’ex Giancarlo Abete, dal presidente di Lega Pro Francesco Ghirelli con il segretario generale Emanuele Paolucci al consigliere del Comitato regionale Figc Gianlauro Bellani, oltre a Damiano Tommasi, ex presidente dell’Assocalciatori. Personaggi con i quali Macalli ha condiviso il suo cammino. Ma c’era anche tanto Pergo. Quello dell’altro ieri, con Dino Imberti, Clemente Togni e Natalino Ghiozzi e con gli ex dirigenti Adolfo Bruschi, Renzo Casoli e Agostino Maccalli. Quello di ieri, con Roberto Andreini, Giorgio Veneri, Beppe Ruggimenti e Renzo Ciulli. E quello di oggi, con la segretaria Anna Micheli, i dirigenti Marino Bussi e Walter Pellegrini, l’allenatore Stefano Lucchini e i calciatori Kevin Varas, Matteo Lucenti e Mattia Morello. E infine c’erano il past president del Panathlon Fabiano Gerevini, con il segretario Gianni Ghezzi, l’assessore Cinzia Fontana e il sindaco di Ripalta Cremasca Aries Bonazza.

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