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SONCINO

Dagli scavi spuntano antichi scheletri: intervento della Soprintendenza

Scoperto un cimitero durante i lavori di Padania Acque a Isengo di fronte al sagrato della chiesa, nel cuore della minuscola frazione

Andrea Arco

Email:

andreaarco23@gmail.com

14 Dicembre 2021 - 18:54

SONCINO - Stanno sistemando le tubature e trovano un antico cimitero scomparso da secoli, con tanto di scheletri. La clamorosa ed emozionante scoperta l’hanno fatta nei giorni scorsi gli operai di Padania Acque, al lavoro per collegare la rete idrica di Isengo a quella del capoluogo. Di fronte al sagrato della chiesa, nel cuore della minuscola frazione famosa proprio per la ricchezza di reperti, sono affiorati i resti di due esseri umani morti prima della riforma napoleonica. Gea, team archeologico d’eccellenza, è arrivato da Parma ed è già al lavoro. Massima sinergia tra il gestore della rete idrica, che non sarà costretto a fermare i lavori, e la Soprintendenza che condurrà parallelamente le indagini per far luce su questo affascinante mistero che ha già rapito cuore e menti dei rivieraschi cremonesi. Le ossa saranno recuperate e analizzate per la datazione ma la ricerca continua.

SONCINO COME ROMA. Nell’ambiente dei ricercatori è una battuta piuttosto diffusa: «Soncino è, molto in piccolo, come Roma. Dovunque si scavi, si finisce per trovare qualcosa sepolto da secoli o millenni». E non è un’esagerazione. Tanto che, come spiega la Responsabile del Patrimonio Archeologico di Cremona per la Soprintendenza Nicoletta Cecchini: «Ormai esiste un protocollo condiviso con Padania Acque che permette di avviare gli studi senza interrompere o causare rallentamenti nei lavori. Non è infatti la prima volta che nell’ambito di un cantiere del gestore idrico ci troviamo di fronte a scoperte di questo tipo. Negli ultimi due anni era già successo a Dovera quando emersero diverse sepolture, poi consegnate al Labanof, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell'Università degli Studi di Milano, per tutti gli accertamenti del caso. Proprio per queste ragioni, infatti, già dall’avvio dei lavori era stata predisposta una squadra archeologica pronta a intervenire a Soncino».

Scelta saggia e ben ponderata perché, alla fine, una scoperta inattesa è arrivata per davvero. E la notizia è subito corsa per bar, strade e piazze trasformandosi di volta in volta. C’è chi parlava di «casse da morto interrate», chi ancora di «resti molto piccoli, simili a quelli di bambini». Ovviamente e inevitabilmente, col sistema del passaparola, le versioni si trasformavano e diventavano sempre più esotiche e bizzarre. Ma la realtà qual è? Cos’hanno davvero scoperto gli archeologi?  Cecchini aiuta a far chiarezza: «Nel corso dei lavori sulla rete idrica, a Isengo, sono emersi in prossimità della chiesa alcune sepolture e due scheletri, rinvenuti in fosse di nuda terra. È prematuro ipotizzare una datazione precisa, che necessita di analisi approfondite, ma possiamo ragionevolmente dedurre dalla posizione che si tratti di reperti antecedenti alla riforma cimiteriale di Napoleone e, per la medesima ragione, che si tratti di sepolture cristiane».

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