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CORONAVIRUS. LA SOLIDARIETA'

Crema intitola il piazzale ai medici cubani, Bonaldi: «Testimoni dei nostri lutti come persone di casa»

L’abbraccio commosso tra il sindaco e l’ambasciatore di Cuba in Italia sancisce la gratitudine dei cremaschi: «Si è creato un ponte fra i cuori dei cubani e i vostri cuori»

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

29 Ottobre 2021 - 17:32

CREMA - L’abbraccio commosso tra il sindaco Stefania Bonaldi e l’ambasciatore di Cuba in Italia José Carlos Rodriguez Ruiz è l’immagine simbolo della giornata di oggi, che ha sancito per sempre la gratitudine dei cremaschi nei confronti dei 56 medici e infermieri cubani accorsi in aiuto dei colleghi dell’ospedale Maggiore tra il marzo e il maggio 2020, il drammatico periodo della prima ondata del Covid 19. 

I nostri fratelli cubani della brigata Henry Reeve ci hanno aiutato a erigere un muro contro ciò che ci minacciava, sono stati testimoni dei nostri lutti, come persone di casa

Alla brigata Henry Reeve – uno dei membri purtroppo non c’è più, il medico Gracilano Bartolo Diaz, morto di Covid all’Avana la scorsa estate – è stato dedicato il piazzale adibito a parcheggio del nosocomio cittadino.

LA CERIMONIA. Alla cerimonia, organizzata questa mattina, oltre al sindaco e all’ambasciatore sono intervenuti il console generale di Cuba a Milano Llanio Gonzalez Perez, il vice prefetto Teresa Gandolfo, il direttore generale dell’Asst di Crema Ida Maria Ada Ramponi, il Presidente dell’Associazione nazionale di amicizia Italia Cuba Marco Papacci, e il segretario del circolo di Crema Fausto Lazzari.

IL SINDACO BONALDI. Con loro numerosi cittadini, immigrati cubani e alcuni dipendenti dell’ospedale. «I nostri fratelli cubani della brigata Henry Reeve ci hanno aiutato a erigere un muro contro ciò che ci minacciava – ha ricordato il sindaco –: sono stati testimoni dei nostri lutti, come persone di casa. Con il piazzale che oggi intitoliamo alla brigata, aggiungiamo un luminoso capitolo al libro cremasco dei ricordi, ma nello stesso tempo esaltiamo il presente, perché siamo ancora qui, insieme, a ricordare ciò che va ricordato».

L'AMBASCIATORE CUBANO. L’ambasciatore ha aggiunto: «Si è creato un ponte fra i cuori dei cubani e i cuori dei cittadini di Crema. Il mio appello ora si rivolge ai Paesi più ricchi per aiutare tutte le popolazioni povere del mondo a sconfiggere la pandemia». Ramponi ha ricordato il comune impegno del personale ospedaliero e dei cubani, mentre Papacci ha sottolineato come «non esista in nessun Paese del mondo, dove hanno operato le brigate mediche cubane, un luogo a loro dedicato. Crema è stata la prima città occidentale del cosiddetto primo mondo ad aver raccolto la Brigata». Infine, un altrettanto emozionato Lazzari. «Celebriamo oggi un’amicizia che ci fa sentire orgogliosi e per sempre grati. Un’unione che sarà per sempre nel cuore di tutti».

FOTOGALLERY: FOTOLIVE/MASSIMO MARINONI

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