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CREMONA. FORUM IN REDAZIONE

Padania Acque: piano di investimenti da 84 milioni

Le sfide del gestore idrico nel quadriennio 2020/2023. Il presidente Chizzoli: «Non investire significa lasciare un debito sulle spalle di chi verrà dopo che si troverà a doverli decidere al posto nostro»

Massimo Schettino

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mschettino@laprovinciacr.it

03 Agosto 2021 - 20:08

CREMONA - «Non fare gli investimenti significa lasciare un debito sulle spalle di chi verrà dopo che si troverà a doverli decidere al posto nostro». È con questa consapevolezza ben chiara in mente che il neo presidente di Padania Acque Cristian Chizzoli presenterà ai soci della Spa idrica, l’amministrazione provinciale e i 113 sindaci del territorio che si dividono i 33.749.473,16 di capitale sociale, il piano da 84 milioni di investimenti nel quadriennio 2020/2023.

Quarantotto anni, residente a Capergnanica, Comune del quale è stato sindaco dal 2004 al 2009, laureato in Economia e Commercio con dottorato di ricerca in Business administration and management, dal 2005 Chizzoli è professore del Dipartimento di Marketing all’università Bocconi di Milano, dove insegna nei corsi graduate di marketing strategico e di marketing management. E questo pomeriggio Chizzoli, accompagnato dall’amministratore delegato Alessandro Lanfranchi e dal direttore generale Stefano Ottolini, ha preso parte ad un forum organizzato da La Provincia sul tema della gestione dell’acqua con il direttore Marco Bencivenga, i giornalisti Luca Puerari, Massimo Schettino e Piero Zanoni e il presidente della Società Editoriale Cremonese, della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi e di Confagricoltura Lombardia, Riccardo Crotti.

Gli investimenti sono una parte importante del bilancio di Padania Acque: «Va in questo capitolo — è stato spiegato nel corso dell’incontro — metà dei 240 euro l’anno che costituiscono l’importo medio annuale della bolletta dell’acqua per le 155 mila utenze servite in provincia di Cremona. E vengono reinvestiti e non distribuiti ai soci anche tutti gli utili, 4 milioni nell’ultimo bilancio».

Un livello di investimenti che nel tempo ha ridotto le perdite di rete al 22% contro il 33% di media lombarda e il 48% nazionale. E che, però, nei prossimi anni rende necessario un aumento del 4% della tariffa che attualmente con 1,8 euro a metro cubo è molto bassa se confrontata per esempio ai 2,2 di Brescia o ai 2,4 di Piacenza o Reggio Emilia. «Con un importo medio di 20 euro al mese — ha sottolineato Lanfranchi —, un incremento del 4% equivale a 80 centesimi: nemmeno un euro al mese».

Ma nel futuro della utility cremonese ci sono anche altre sfide, dallo sviluppo della digitalizzazione dei sistemi di controllo e gestione da remoto dei 4.500 chilometri della rete di acquedotti e fognature, all’ampliamento dello spettro dei servizi offerti aumentando la filiera.

Fra i temi da sviluppare c’è infatti l’idea di prendere in carico dai Comuni anche i 3 mila chilometri della rete di raccolta delle acque meteoriche, la gestione dei fanghi da depurazione e una tariffazione speciale per le aziende agricole e le industrie, alle quali Padania Acqua potrebbe offrire anche la consulenza dei suoi tecnici per la miglior e più efficace gestione della risorsa idrica. Proseguiranno poi i progetti relativi all’informazione e all’educazione nelle scuole. E alle circa 70 case dell’acqua già installate, se ne aggiungerà un’altra trentina.

Ma la priorità del piano di investimenti sono le poche situazioni da pre-infrazione europea ancora presenti sul territorio e che proprio perché è già pianificata la loro soluzione, non si trasformano in sanzioni.

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