L'ANALISI
18 Marzo 2026 - 12:49
La rassegna “Salotti Musicali – Musica Notturna. L’anima della notte dal Romanticismo a oggi” si pone l’obiettivo di rendere la musica d’arte un’esperienza condivisa, non elitaria, capace di stimolare curiosità, ascolto attivo e passione per lo studio musicale.
È un primo passo concreto per avvicinare neofiti e appassionati all’offerta educativa dell’Istituto Folcioni, rafforzando il ruolo della scuola come cuore pulsante della vita culturale della comunità.
Saranno quattro incontri di un’ora ciascuno in data 9 e 23 aprile, 7 e 21 maggio, dalle ore 20,00.
Gli appuntamenti si svolgeranno presso la Sala Anelli del Civico Istituto Musicale “Luigi Folcioni” di Crema.
Cos’è un notturno?
Nato ufficialmente all’inizio dell’Ottocento grazie all’irlandese John Field (che lo inventò come pezzo per pianoforte solo, evocativo e sognante), il notturno è una composizione breve, lirica, solitamente per pianoforte, che cerca di catturare l’atmosfera della notte: calma apparente, mistero, malinconia, introspezione, a volte anche inquietudine. Melodie morbide e cantabili galleggiano su un accompagnamento fluido e ondulante, come pensieri notturni. Chopin ne fece il proprio genere simbolo, portandolo a vette di perfezione romantica. Nei secoli successivi il notturno si trasformò, passando dall’intimità del salotto ottocentesco all’orchestra, al linguaggio impressionista, fino alle sperimentazioni del Novecento e contemporanee.
IL PROGRAMMA
9 aprile
Le origini romantiche: da John Field alla Parigi di Chopin
La nascita del notturno nel primo Ottocento. John Field, l’irlandese che inventò il genere con pezzi sognanti e cantabili per pianoforte solo, apre la strada al Romanticismo. Entriamo poi nel cuore della Parigi bohémien con Frédéric Chopin, che elevò il notturno a espressione suprema dell’interiorità, della malinconia e del lirismo.
23 aprile
Frédéric Chopin: Il canto della notte
Un intero appuntamento dedicato al maestro polacco-francese, vertice assoluto del notturno romantico. Esploriamo la sua produzione per pianoforte attraverso una selezione dei notturni più rappresentativi, analizzando l’evoluzione del suo linguaggio: dalle melodie semplici e cullanti alle armonie più intense e drammatiche.
7 maggio
Dall’Impressionismo a Scriabin: la notte si fa colore ed estasi
Fine Ottocento e inizio Novecento: il notturno esce dal salotto e si trasforma. A Parigi, Claude Debussy rivoluziona il genere con i Trois Nocturnes per orchestra e coro femminile (1897-1899): “Nuages”, “Fêtes” e “Sirènes”. Alla linearità del canto succedono nuvole di suono, vibrazioni atmosferiche, impressionismo puro.
Poi Alexander Scriabin, al confine tra romanticismo tardivo e modernità, porta la notte verso una visione mistica e sinestetica.
21 maggio
Il notturno nella modernità: da Bartók a oggi
Il genere sopravvive e si rinnova nel XX e XXI secolo. Partiamo da Béla Bartók e la sua Musica notturna (da Out of Doors, 1926): una notte inquietante, popolata di rumori naturali, stridori e mistero, lontana dal lirismo romantico. Proseguiamo nel Novecento e nel contemporaneo, esplorando atmosfere sospese, frammenti sonori e luci lontane.
INFO info@folcioni.com
T. 0373.85418
Minimo 10 partecipanti (massimo 20)
Costo per quattro incontri:
€ 80,00 – tariffa intera
€ 60,00 – tariffa ridotta (alunni Folcioni / convenzioni Proloco Crema e Uni Crema)
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