L'ANALISI
JUKEBOX GRIGIOROSSO. IL VIDEO
15 Marzo 2026 - 12:00
CREMONA - La Cremo mette l’elmetto. No, non l’elmetto da soldato, a fare la guerra ci pensano già altri. Parlo dell’elmetto da minatore. Perché dopo Lecce alla Cremo non resta che infilarsi nella miniera rappresentata dalle ultime dieci giornate di campionato.
Dieci partite, trenta punti, quanto basta in teoria per riscrivere da cima a fondo la stagione e la corsa salvezza. E allora i grigiorossi hanno il sacrosanto dovere di scendere in questa miniera e provare a uscirne stringendo in pugno quelle benedette tre pepite d’oro.
Però attenzione, la miniera ti può regalare il filone d’oro che ti cambia la vita, ma ti può anche crollare addosso seppellendoti insieme ai tuoi sogni. Il minatore si gioca tutto a ogni picconata. E alla Cremo tocca proprio prendersi questo rischio, dato che per la prima volta dopo Lecce si ritrova fra le dita il cerino acceso del terz’ultimo posto da sola.
La prima picconata sui calli la Cremo prova a darla alla Fiorentina, che guarda caso è l’avversaria che la classifica mette a teorica portata di sorpasso. I numeri che hanno fatto precipitare la Cremo nel pozzo nero sono noti a tutti, ripeterli sarebbe inutile accanimento. Certo c’è una realtà da rivoltare con uno scatto collettivo di cui chissà se i nostri sono capaci.
Si trovano di fronte due squadre specializzate nello sbagliare le partite chiave. Nello scontro diretto d’andata la Cremo in questa specialità tutta al negativo è stata, fra sanguinose virgolette, più ‘brava’ dei viola, facendosi beffare alla fine.
Adesso, con la forza della disperazione, proverà a risucchiare la Fiorentina nel calderone dal quale i viola hanno appena messo il naso fuori per la prima volta nella stagione.
Partita da nervi spasmodicamente tesi, come corde di violino tirate tanto al limite che o ne escono accordi alla Paganini o si spezzano con lo schiocco di un colpo di frusta. La Cremo ci arriva cercando di ritrovare compattezza, mentre alla Fiorentina l’impegno europeo ha permesso di scaricare un po’ la tensione senza toglierle troppe energie. E poi vincere ha sempre il suo gusto.
Un gusto che la squadra di Nicola ha dimenticato da un pezzo. E non per caso. Tenuta difensiva e incisività in attacco sono valori che il tecnico grigiorosso è chiamato a rifondare, e sono francamente curioso di conoscere le sue scelte. Perché da un pezzo ormai le sue dichiarazioni d’intenti e le sue scelte, o quantomeno gli effetti sul campo delle sue scelte, vanno d’accordo come suocera e nuora.
Ancora senza Baschirotto (assenza pesante soprattutto se Vanoli recuperasse Kean), vedremo se sul serio Nicola cambierà l’impostazione tattica passando al 4-4-2, magari riciclando Okereke laterale.
Lo Zini è il campo centrale della miniera salvezza, dato che la Cremo ci gioca sei delle ultime dieci partite. E allora, grigiorossi, su l’elmetto e giù in miniera. Vi aspettiamo un po’ col cuore in gola, sperando di vedervi venirne fuori con le facce annerite di terra polvere e carbone, ma stringendo in pugno quelle benedette tre pepite d’oro.
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