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TROMBOSI SOSPETTE

«Sì» ad AstraZeneca, ma con qualche riserva

All'hub di CremonaFiere prevale la linea della fiducia, anche se i vaccinati con il siero anglo-svedese non nascondono i timori

Riccardo Maruti

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rmaruti@laprovinciacr.it

07 Aprile 2021

CREMONA (7 aprile 2021) - La vicenda AstraZeneca continua ad alimentare dubbi nei vaccinandi: le autorità sanitarie rassicurano, ma allo stesso tempo confermano i sospetti sul potenziale legame tra il vaccino e i (pur rari) casi di trombosi che hanno innescato l'allarme. A Cremona prevale la linea della fiducia, nonostante qualche timore. Ad esempio Mara Franzini, insegnante, ammette: «Ci ho pensato bene prima di accettare la somministrazione. La campagna vaccinale è fondamentale, perciò ho messo da parte le titubanze». Anche Michela Feroldi, giovane allevatrice e caregiver, si è presentata all'hub di CremonaFiere con qualche incertezza: «Confesso: la notte scorsa non ho dormito. Ma ho fatto prevalere il senso del dovere». Nessun tentennamento, invece, per l'ex militare Vincenzo Capone e per il pensionato Giordano Azzoni, che affermano: «Nessuna preoccupazione. Farsi vaccinare è essenziale».

POSSIBILI LEGAMI CON LE TROMBOSI. Le trombosi rare rilevate su alcune decine di pazienti sottoposti e al vaccino anti Covid di AstraZeneca sono «un effetto collaterale potenziale sospetto» del siero «su un numero estremamente limitato» di casi. Lo ha ammesso oggi June Raine, delle Mhra, l’autorità britannica sui farmaci. Raine ha detto che «esiste la forte possibilità» di un qualche legame «anche se occorre ulteriore lavoro per provare oltre ogni dubbio» un rapporto causale. Resta comunque l'indicazione che «i benefici di AstraZeneca contro il Covid-19 e i rischi associati, di ospedalizzazione e morte, siano superiori ai rischi per la gran maggioranza delle persone».

FATTORI DI RISCHIO NON CONFERMATI. «Non ci sono rischi generalizzati nella somministrazione del vaccino di Astrazeneca, quindi non abbiamo ritenuto necessario raccomandare misure specifiche per ridurre il rischio»: così i responsabili dell’Ema in conferenza stampa. Il bugiardino sarà aggiornato. Gli eventi di trombosi cerebrale «sono effetti collaterali molto rari» del vaccino, «i benefici superano i rischi». Inoltre, «non è stato mostrato un nesso con l'età» tra gli eventi rari di trombosi e il vaccino di AstraZeneca. «Finora la maggior parte dei casi segnalati si è verificata in donne di età inferiore a 60 anni entro 2 settimane dalla vaccinazione. Sulla base delle prove attualmente disponibili, i fattori di rischio specifici non sono stati confermati».

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