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Baldocchi e le stanze digital: design e creatività nel Metaverso

La mostra «Mecanichals animals» presso la galleria PQV di palazzo Fodri. Otto opere digitali con il corrispettivo concreto in cui l’artista cremonese si divide fra realtà e virtuale

Nicola Arrigoni

Email:

narrigoni@laprovinciacr.it

05 Maggio 2022 - 21:35

CREMONA - Nell’epoca digitale le opere d’arte vivono nel cloud, sono espressioni digitali, pezzi unici che possono arrivare a quotazioni milionarie. Gli acquirenti: i giovani ricchi e rampanti della generazione Z, la valuta in cui trattarli, la crypto valuta, il modo con cui fruirne: il mondo del metaverso… «Mechanical animals, collection by SodlabStudio» è la proposta della Galleria PQV Fine art a palazzo Fodri, domani sera alle 19 il vernissage, apertura al pubblico da sabato.

«È un debutto assoluto per la città, credo – afferma Pietro Quatriglia Venneri, titolare della galleria –. Proporremo otto opere in NFT di Luca Baldocchi, digital art designer di SodlabStudio nonché pioniere nella creazione di progetti 3D a cavallo tra arte e design. Il suo percorso professionale fa leva su un ampio portafoglio di collaborazioni significative con brand di moda e studi di architettura. Il processo creativo, spontaneo e libero, mescola componenti e setup indipendenti, sconnessi che trovano armonia e concretezza nell’opera artistica, esprimendo a pieno un’emozione. Tutte le opere realizzate da Luca Baldocchi riflettono una ricerca introspettiva del Io interiore, raffigurato da un insieme coordinato e armonico di situazioni involontarie. Saranno otto opere in digitale e con il corrispettivo in concreto, la cosa interessante non è solo la quotazione che va da un minimo di 1.500 euro a un massimo di 25mila, ma soprattutto che l’autore di questi lavori è cremonese. Giochiamo, inaspettatamente in casa, l’ho scoperto mentre stavo lavorando alla mostra».

Fra le aziende con cui Luca Baldocchi, digital art designer collabora c’è la Nemo Lighting, azienda di illuminazione fondata da Franco Cassina nel 1993, acquisita da Federico Palazzari nel 2012.

baldocchi

Il gallerista Pietro Quatriglia Venneri

Oltre a produrre alcune delle opere più celebri dei maestri del Novecento come Le Corbusier, Charlotte Perriand, Vico Magistretti e Franco Albini, la realtà milanese realizza nuove icone contemporanee in collaborazione con designer e architetti di fama mondiale.

«Per la Nemo Lighting ho realizzato una serie di opere solo in digitale la cui quotazione oltrepassa il milione di dollari — afferma l’artista digitale —. Inoltre sempre per Nemo ho realizzato il loro museo virtuale, la mia attività è quella di designer di interni e mi occupo di realizzare rendering, da qui l’idea di sviluppare questa professione in una dimensione artistica e creativa».

E mentre Luca Baldocchi parla, mostra sul tablet i suoi lavori: quelle opere Nft che stanno facendo impazzire il mercato dell’arte e che sono un unicum, pezzi che non possono essere copiati e che possono raggiungere quotazioni astronomiche non solo nel mondo del metaverso.

«Io lavoro su ambienti, su teche che riempio con elementi di designer, celebri lampade, divani, poltrone di archistar che diventano elementi di un ambiente di una storia in cui molto spesso ci sono io più o meno camuffato – spiega -. Ad esempio ho reinterpretato Nuvola di Mario Bellini e Potence Pivotante di Charlotte Perriand. Ne sono nate opere d’arte dagli accenti psichedelici e pop, protagoniste della mostra digitale Not For Today con cui l’azienda ha inaugurato il suo Nemo Virtual Museum».

OTTO CAMALEONTI A PALAZZO FODRI

Ciò che Baldocchi porterà in mostra a palazzo Fodri è il ciclo di otto Camaleonti: «Nelle teche che rappresentano lo spazio all’interno del quale faccio agire le mie creazione ci sono busti, statue viste al Louvre e rielaborate, modificate digitalmente – spiega -. Di ogni opera ho prodotto anche un quadro vero 50 per 50 che sarà esposto in galleria si potranno acquistare e contemporaneamente avere il corrispettivo Nft, a fianco di ogni tela ci sarà un QR code da inquadrare per accedere alla realtà virtuale. Diciamo che le opere in Nft sono il futuro, ma la libidine per l’acquisto di opere concrete e tangibili non è ancora venuta meno, in collezionisti che vedono la realtà del metaverso come qualcosa che non gli appartiene». 

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