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LEGGENDA ROCK: IL VIDEO

I Queen are the Champions

Al Ponchielli emozionante tributo alla band di Freddie Mercury. Ovazioni per il cremonese Alessandro Marchi

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21 Aprile 2022 - 08:54

CREMONA - Una parata di musica magnifica e maestosa, un concerto che si fa omaggio e rappresentazione di una epopea pop e rock fra le più luminose di sempre. Il mito dei Queen e di Freddie Mercury più passa il tempo più sembra ingigantirsi, come un universo in espansione. Sarà che il film biografico di Bryan Singer, Bohemian Rhapsody, ha rinverdito il mito e il pubblico (anche rimodulando la figura di Freddie in un formato più ‘per famiglie’) o sarà più semplicemente che la buona musica rimane tale in ogni decennio. Sta di fatto che ieri sera un teatro Ponchielli gremito ha salutato una nuova tappa di Queen at the Opera, uno show in scena dal 2018 e reso possibile da oltre 40 straordinari performer e cantanti tra cui Luca Marconi, il cremonese Alessandro Marchi, Giada Sabellico e Valentina Ferrari.

Il cremonese Alessandro Marchi in Queen at the Opera

La scaletta - composta da una stellare serie di greatest hits ma anche da qualche brano solista di Mercury, vere e proprie gemme per cultori - è stata proposta in una inedita e coinvolgente veste rock-sinfonica mai creata prima, con gli arrangiamenti originali del maestro Piero Gallo, una scelta, questa, molto in linea con il gusto della band britannica del periodo di fine anni Settanta, quando l’immaginario di Freddie e soci si muoveva proprio fra notti all’opera, apparentamenti sinfonici, rimandi alla musica più colta e, naturalmente, una robustissima dose di rock elettrico. Come nel tour del 1986 il concerto si apre con One vision, poi in rapida sequenza A kind of magic, Headlong, Killer Queen e Bicycle race. Una scossa che travolge platea e palchi all’istante.

Lo spettacolare Queen at the Opera al teatro Ponchielli

Ma la scaletta è straripante, e abbraccia anche una versione di Barcelona da brividi, Who wants to live forever, Innuendo, Under pressure, I want to break free, The show must go on, Bohemian Rhapsody, Friends will be friends, Somebody to love, We are the champions e We will rock you. Pubblico caldissimo, poi, per il cremonese Alessandro Marchi, che - in particolare - ha regalato una interpretazione a fior di pelle di uno dei brani più intimi e lirici di Mercury: In my defence, una prova vocale straordinaria e cantata a pieni polmoni, con Marchi diviso fra il palco e la scala che conduce al corridoio centrale della platea. Per lui scoppia un applauso carico di emozione, peraltro ampiamente condivisa dal cremonese per la prima volta impegnato sul palco di casa. «In my defence è la mia canzone preferita in assoluto - aveva raccontato Marchi -. È una canzone che mi mette in difficoltà, non è dei Queen, è di Mercury solista e ogni volta mi fa commuovere».

La platea del teatro Ponchielli per Queen at the Opera


Inizialmente previsto per il 9 aprile, Queen at the Opera è stato rinviato a ieri sera: 20 aprile. Per gli appassionati di anniversari di storia del rock non si tratta di una data qualsiasi. Il destino ha infatti voluto che la data cremonese dello spettacolo cadesse a trent’anni esatti di distanza dal leggendario live del 20 aprile 1992 allo stadio di Wembley in memoria proprio del grande Freddie Mercury: una serata consegnata alla storia alla quale parteciparono, fra gli altri, David Bowie, Guns N’ Roses, Robert Plant, Metallica. Una serata carica di emozioni, canzoni intramontabili salutate anche da una standing ovation, per una delle band più amate da un pubblico di ormai tre generazioni. Un allestimento ricchissimo nella sua semplicità, e concentrato solo sulla musica.

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