L'ANALISI
19 Marzo 2026 - 18:53
CREMONA - Un servizio più vicino ai cittadini, capace di intercettare i bisogni di salute nel quotidiano e accompagnare le persone nei percorsi di cura. Nasce con questo obiettivo, in via sperimentale, l'Ambulatorio infermieristico di prossimità attivato nei locali del Centro Civico Boschetto (via Isidoro Bianchi 2/A), inaugurato nel pomeriggio di giovedì 19 marzo 2026.
Per il Comune di Cremona sono intervenuti il sindaco Andrea Virgilio e la vicesindaca con delega a Quartieri e Reti di comunità Francesca Romagnoli. Per ASST Cremona erano presenti Ezio Belleri (direttore generale), Gianmario Pedretti (dirigente delle professioni sanitarie e sociosanitarie del Polo territoriale), Eleonora Buzzone (assistente sociale), Rosa Sora (coordinatrice IfeC) insieme agli infermieri di famiglia Aldo Bellantoni, Debora Leccadito. Il parroco don Paolo Arienti ha impartito la benedizione ai nuovi spazi.
Il nuovo servizio sanitario di prossimità nasce dal confronto tra il Comune di Cremona e l’Azienda Socio Sanitaria Territoriale (A.S.S.T. di Cremona) per attivare il servizio degli Infermieri di famiglia e Comunità (IfeC) e sarà attivo all’interno del Centro Civico del quartiere Boschetto. Rappresenta un importante presidio territoriale dedicato alla prevenzione, all’orientamento sanitario e al supporto delle persone più fragili, rafforzando la rete dei servizi di comunità. L’ambulatorio situato nel Centro Civico del quartiere Boschetto, che ospitava già l’ambulatorio di un medico, è stato recentemente ristrutturato dal Comune con la creazione di un accesso indipendente.

“L’apertura di questo ambulatorio infermieristico – ha dichiarato Virgilio - è un passo concreto verso una sanità più vicina alle persone, capace di entrare nei quartieri e accompagnare i cittadini nella vita di tutti i giorni. Portare un presidio sanitario di prossimità al Boschetto significa non solo offrire servizi, ma costruire un punto di riferimento stabile e accessibile, anche per gli anziani e per chi vive condizioni di fragilità. Qui non si trovano soltanto prestazioni sanitarie, ma anche ascolto, orientamento e una presenza costante, in grado di prevenire e intercettare i bisogni prima che diventino emergenze, rafforzando al tempo stesso il senso di sicurezza e di comunità. È un modello che mette al centro la persona e che nasce da una collaborazione concreta e virtuosa tra il Comune e l’ASST di Cremona.”
“Come Servizio Quartieri e Reti di comunità – ha aggiunto Romagnoli - abbiamo pensato che portare un presidio sanitario di prossimità in un quartiere significhi rafforzare concretamente il diritto alla salute e la presenza delle istituzioni accanto alle persone nei luoghi dove esse vivono, in particolare nei quartieri, dove la comunità è una risorsa preziosa. Servizi come questo aiutano a costruire relazioni importanti di fiducia, prevenzione e cura. Da questo pensiero è nata l’interlocuzione con ASST e con gli IfeC per realizzare il servizio. L’apertura dell’ambulatorio nel quartiere Boschetto rappresenta anche un passo importante nel rafforzamento della collaborazione tra Comune e sistema sanitario territoriale, con l’obiettivo di rendere i servizi sempre più accessibili e vicini ai cittadini. Il nuovo spazio sarà un luogo di ascolto, orientamento e supporto, capace di intercettare bisogni spesso silenziosi e di contribuire alla costruzione di una sanità sempre più territoriale, inclusiva e di comunità.”

Per l’occasione l’ambulatorio è rimasto aperto sino alle ore 18.30 a disposizione dei residenti del quartiere ai quali gli infermieri di famiglia e l’assistente hanno illustrato le attività e fornito informazioni.
Il nuovo ambulatorio – che sarà attivo dal 24 marzo 2026 - è un presidio territoriale che rafforza la sanità di prossimità, offrendo informazione, assistenza, monitoraggio e educazione sanitaria direttamente nel contesto di vita delle persone. Fulcro del servizio è l’Infermiere di famiglia e comunità (Ifec), che opera a stretto contatto con i cittadini, in particolare con fragili, anziani e pazienti cronici. La sua attività integra assistenza, prevenzione e orientamento ai servizi, in raccordo con medici di medicina generale, assistenti sociali e altri professionisti.

“Questo ambulatorio nasce per essere un punto di riferimento accessibile e concreto per i cittadini – spiega Rosa Sora, coordinatrice IfeC – dove è possibile monitorare i parametri vitali, ricevere educazione sanitaria e supporto nella gestione delle patologie croniche, con un approccio continuativo e di prossimità. L’accesso è diretto (senza prenotazione) nei giorni di martedì dalle 8.30 alle 12.30 e venerdì dalle 14.30 alle 18.30.”
Tra le attività offerte:
rilevazione dei parametri vitali: pressione arteriosa, frequenza cardiaca, saturazione, temperatura e glicemia;
valutazione dello stato di salute: monitoraggio e controllo periodico dello stato clinico;
educazione sanitaria: promozione di corretti stili di vita e informazioni preventive;
supporto nella gestione delle patologie croniche: assistenza per diabete, ipertensione e altri quadri cronici, oltre a informazione e orientamento su prevenzione, screening e campagne vaccinali.
Un servizio che guarda anche alla dimensione sociale della cura, favorendo il collegamento con la rete territoriale e supportando i percorsi di assistenza domiciliare. “L’obiettivo è duplice: facilitare l’accesso alle cure e prevenire situazioni che potrebbero evolvere in ricoveri evitabili – aggiunge Pedretti - migliorando la qualità della vita delle persone e rafforzando la rete dei servizi sul territorio.”
Belleri sottolinea il valore della sperimentazione: “Questo progetto rappresenta un passo concreto verso una sanità sempre più di prossimità grazie alla collaborazione con il Comune di Cremona. L’obiettivo è intercettare precocemente i bisogni di salute, soprattutto delle persone più fragili, portando risposte direttamente nei loro contesti di vita e riducendo la necessità di spostamenti verso le strutture sanitarie.”
La figura dell’infermiere di famiglia è inserita in modo strategico nel percorso delle cure domiciliari e nella presa in carico territoriale, rappresentando un riferimento fondamentale per un’assistenza vicina ai cittadini. “Sul territorio di Cremona e Casalmaggiore operano trentuno infermieri di famiglia attivi sei giorni su sette per dodici ore al giorno, con interventi direttamente al domicilio - precisa Belleri -. Attualmente gli assistiti, su tutto il territorio cremose e casalasco, sono circa cinquecento.”
“In questo contesto - precisa il Direttore Socio Sanitario Giorgio Scivoletto - il nuovo ambulatorio è un luogo di ascolto, orientamento e presa in carico che facilita il collegamento con i medici di medicina generale e con la rete dei servizi sanitari e socio sanitari, rendendo i percorsi di cura più semplici, integrati e vicini alle persone. Il servizio è garantito durante tutto l’anno, senza interruzioni, anche nel periodo estivo, quando i bisogni di salute possono risultare più complessi e richiedere una presenza ancora più capillare.”

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