L'ANALISI
27 Febbraio 2026 - 05:25
CREMONA - Davide Barbieri aveva solo 18 anni. Ed è morto lo scorso lunedì mattina in un incidente stradale lungo via Sesto. Del suo destino, e in particolare di come a quel destino stanno provando a reagire i ragazzi come lui, gli amici di sempre piuttosto che i compagni di classe del liceo scientifico Aselli, si ragiona nella quinta puntata di ‘Stiamo in campana’, rubrica online de La Provincia di Cremona e di Crema.
Non ha dubbi, don Paolo Arienti, che allo scientifico insegna e che per questo sta osservando direttamente come la comunità scolastica affronta il momento più duro: «Mi stanno colpendo gli sguardi dei ragazzi. Chiedono condivisione, non spiegazioni. Ci domandano umanità di fronte alla morte. Empatia. Non ci mettiamo nei panni di nessuno e non possiamo provare il dolore che i famigliari stanno provando, ma abbiamo il dovere di non rimuoverlo, l’obbligo della solidarietà, la necessità di coltivare speranza affiancando e sostenendo. Consapevoli che la risposta sarà infinitamente piccola rispetto al mistero infinitamente grande di questa tragedia».
Proprio all’urgenza della cura di fronte allo smarrimento ha richiamato anche il preside del liceo, Alberto Ferrari: «Stiamo vicini il più possibile» è stato l’invito. Ed è quello che gli studenti stanno tentando di fare nella complessità di una prova complicata da superare sempre, figurarsi nella fragilità di quell’età.
«Sono scossi, come lo siamo tutti. Eppure, stanno trovando il vocabolario minimo indispensabile per dare voce alle emozioni. E con questo vocabolario possono procedere, andare avanti. Dimenticando la velocità che troppo spesso contraddistingue il nostro tempo e che, invece, in casi così va abbandonata. Messa da parte. Per ricordare e onorare». Anche con il silenzio. Per Davide, questa volta.
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