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A PESCAROLO LA 358ª EDIZIONE. IL VIDEO

Il falò che scalda i cuori

Ultimo giorno di Carnevale: in tantissimi in piazza hanno partecipato alla serata. Segno di buon auspicio per un’annata portatrice di pace e benessere per tutti

Antonella Bodini

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redazione@laprovinciacr.it

17 Febbraio 2026 - 21:53

PESCAROLO - I rintocchi delle campane, il fuoco acceso ai piedi della grande catasta di legno, la magia delle fiamme al cielo. Lo spettacolo del Falò di Pescarolo, nell’ultimo giorno di Carnevale, il martedì grasso, ancora una volta ha incantato grandi e piccoli e illuminato una piazza gremita in ogni angolo che ha atteso in religioso silenzio l’Ave Maria, osservando i rituali attorno al grande rovere.

Aspettando che le fiamme avvolgessero la maestosa catasta di legno preparata con cura dai volontari e lo spettacolo suggestivo e affascinante del fuoco scaldasse i cuori e riempisse gli occhi dei presenti.

Alle 20, al secondo rintocco delle campane, gli Amici del Falò hanno acceso le torce e poi le ramaglie dando vita al falò numero 358, una tradizione che come sempre ha visto la partecipazione di tanti pescarolesi e non solo, tutti con il naso all’insù rapiti dal crepitio dei rami e dalle fiamme che a poco a poco sono arrivate al cielo.

Poi, una volta dato il via dai volontari della Pro loco, aiutati anche dagli uomini della protezione civile Terre dell’Oglio affinché tutto si svolgesse in sicurezza, la folla ha invaso lo spazio attorno alla catasta per il consueto e scaramantico rito dei tre giri in senso antiorario, un numero probabilmente legato alla Trinità.

Un momento propiziatorio e particolarmente suggestivo legato alla tradizione contadina con protagonista il fuoco, simbolo del forte legame tra uomo e terra, ed il bagliore delle fiamme che hanno sancito l’addio all’inverno e hanno dato il benvenuto alla primavera.

E mentre le lingue di fuoco si gonfiavano e imponenti salivano lungo tutta la catasta di legno, fino a bruciare i ventiquattro ombrelli colorati in cima alla pianta, messi come segno di buon auspicio per un’annata portatrice di pace e benessere, grandi e piccoli, giovani ed anziani hanno seguito il rito che ancora una volta ha lasciato il segno nelle tante persone presenti e negli occhi soddisfatti di chi ha preparato questo evento così sentito.

E scandito da un preciso rituale. La pianta di rovere, che come sempre verrà sostituita in primavera da tre nuovi alberi piantati con l’aiuto dei bambini delle scuole del paese, è arrivata in piazza ieri pomeriggio, quando, con il mitico Landini, è stata portata in corteo per le vie del paese in festa. Un giro per le strade interrotto dal lancio di caramelle e dolciumi ai bambini. Poi la sistemazione nella buca in piazza Garibaldi e l’attesa del falò.

Un’emozione contagiosa, uno spettacolo unico tra sacro e profano che ha chiuso l’edizione 2026 del Carnevale pescarolese. Che, come sempre, ha registrato numeri da record.

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