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CREMA E SANITA'. IL VIDEO

Infermieri: «Portiamo in scena l’amore per il nostro lavoro»

Dalle corsie al palcoscenico: performance nel parco del Maggiore per celebrare la Giornata internazionale

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

13 Maggio 2022 - 09:49

CREMA - Il teatro in ospedale, in particolare nel parco esterno. Una serata unica nel suo genere, «la prima che io ricordi, e sono 38 anni che lavoro qui», ha ricordato Anna Maria Bona, dirigente del servizio infermieristico aziendale del Maggiore. In occasione della Giornata internazionale dedicata a questa categoria, un gruppo di professionisti dell’Asst ha messo in scena «La cura: un viaggio oltre», performance su un testo scritto in proprio e interpretato dopo soli due mesi di prove. Fondamentale la guida di chi nel teatro lavora da anni: Christian Raglio e Nicola Cazzalini.

PRENDERSI CURA

«Una storia come tante e forse per questo unica», aperta dalla danza leggera delle fiaccole dei protagonisti, un gioco di luci e arredi carico di atmosfera. Poi, al centro della scena prende forma l’infermiere. Nasce la via del prendersi cura: racconti di come sia nata dentro ognuno dei protagonisti l’idea di fare l’infermiere. Attori e attrici si spogliano della loro corazza e diventano ciò che hanno sempre desiderato essere. Il rapporto con i pazienti, la fatica fisica, ma anche psicologica, la voglia di non mollare, l’attaccamento a chi soffre. E poi c'è il sogno: essere molti di più, uno per ogni degente. E alla fine il messaggio «Innamoratevi della vostra professione».


Ad applaudirli un pubblico numeroso, seduto a semicerchio nel centro del parco, abbellito dalle luci colorate a fare da scenografia allo spettacolo. Curiosità anche per qualche paziente dell’ospedale, che si è affacciato alle finestre. «Dopo due anni di pandemia abbiamo raccolto dei segnali di difficoltà, di fatica e di malessere – ha ricordato Bona nel presentare la serata –. Non solo tra gli infermieri. Proprio per questo l’iniziativa è nata con l’intento di coinvolgere tutti. Credo davvero che riusciremo a realizzare dei team multiprofessionali, capaci di superare un po' quei muri che i ruoli inevitabilmente ci portano ad assumere».

Poi, il saluto istituzionale di Diego Maltagliati , direttore socio sanitario dell’Asst: «Ritengo che in questa esperienza sia importante un gruppo unito, capace di trovare delle motivazioni ludiche e extra lavorative, in comune. Un lavoro importante per creare piano piano i presupposti per un luogo di benessere. Un tempo si usava il termine marketing interno. Se chi lavora in un’Azienda socio sanitaria non è convinto di far parte di un gruppo davvero bravo, vincente e competente, non riuscirà a trasmetterlo agli utenti. Il benessere degli operatori è essenziale per esportare questo bene stare anche ai pazienti».

RIPRESE: FOTOLIVE/JACOPO ZANINELLI

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