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CREMA: LA VIDEOINTERVISTA

Carlo Bonomi: «Sanzionare Putin? Facciamogli aprire una partita Iva in Italia»

Il presidente di Confindustria al teatro San Domenico: «La tenacia cremasca è quello che ci contraddistingue»

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

06 Maggio 2022 - 19:47

CREMA - «La tenacia cremasca è quello che ci contraddistingue, che mi sono portato in tutta la mia vita professionale. Per me è una grande emozione tornare nella mia Crema, farlo da presidente di Confindustria è prestigioso ed anche una grande responsabilità». Così Carlo Bonomi, da due anni al timone dell’associazione, ha reso omaggio alla sua città Natale. Prima di salire sul palco del teatro San Domenico per l’incontro-intervista con Beppe Severgnini, ha risposto alle domande del direttore del quotidiano La Provincia Marco Bencivenga, del vicedirettore Paolo Gualandris e degli altri operatori della stampa locale.

Come presidente di Confindustria è più preoccupato per il suono della guerra o per le fibrillazioni del governo? «Sono preoccupato per gli italiani e le imprese italiane: stiamo vivendo un momento di crisi particolare che però è nato prima dell’inizio del conflitto in Ucraina. Il caro delle materie prime, i costi dell’energia che salgono sono antecedenti, sono stati accentuati dalla guerra che ha velocizzato alcuni processi. Questo comporta valutare come poter intervenire».

In merito alla riforma fiscale, avesse la bacchetta magica come interverrebbe? «Va affrontata in maniera organica, entrando nell’ottica che il fisco è una leva di competitività altrimenti rimaniamo al fatto che il fisco è un bancomat di Stato, ma non è questa la strada che vogliamo noi».

Le province hanno forse retto meglio dei grandi centri urbani l’impatto della crisi causata dalla pandemia e poi dal caro energia e dalla guerra, come si può tradurre questo messaggio che viene dalle periferie in provvedimenti concreti? «Il territorio è la grande ricchezza del nostro paese, purtroppo non lo valorizziamo. Io ho l’azienda a Mirandola che è il secondo distretto biomedicale al mondo dopo Minneapolis. Nonostante questo non abbiamo l’alta velocità e una superstrada. Mancano le infrastrutture necessarie per valorizzare territori che possono dare tanto, serve una grande visione in merito alle capacità di queste aree».

Sulle misure fiscali varate dal governo per affrontare crisi energetica e inflazione galoppante, Bonomi ha criticato la carenza di iniziative di lungo respiro. «Abbiamo condiviso – ha proseguito il presidente – gli interventi congiunturali necessari per affrontare l’emergenza. Ci lascia perplessi la mancanza di interventi strutturali, non li vediamo e non ci sembra ci sia la volontà di metterli in campo. In merito al tema molto importante dell’equità sociale, come Confindustria siamo stati i primi abbiamo fatto delle proposte ma vedo che però andiamo avanti con i bonus e gli una tantum».

La ricetta di Bonomi e degli industriali prevede invece azioni di ampio respiro, sia a favore delle aziende, sia di lavoratori, che potrebbero così aumentare il loro potere d’acquisto. «Il taglio del cuneo fiscale – ha evidenziato il presidente – da dividere poi in due terzi a favore dei dipendenti e il resto per le imprese. Va concentrato sotto la fascia di reddito di 35 mila euro. Vuol dire mettere in tasca agli italiani 1.223 euro per tutta la loro vita lavorativa. Una mensilità in più. Di fronte a questa proposta stiamo invece ancora vedendo provvedimenti una tantum». 

Il presidente di Confindustria, durante l'intervista con Severgnini, lancia una considerazione sulle sanzioni dell'occidente sul presidente russo: «Se davvero vogliamo sanzionare Putin, facciamogli aprire una partita Iva in Italia: si arrenderà subito». 

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