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IL VIDEO DA PIAZZA GARIBALDI

Crema unita per la pace, Bonaldi lancia lo slogan "Siamo tutti Ucraini"

Oltre 400 cittadini cremaschi e ucraini hanno partecipato al presidio per fermare i bombardamenti

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

26 Febbraio 2022 - 17:12

CREMA - Lo slogan «Siamo tutti ucraini!» lanciato dal sindaco Stefania Bonaldi e il grido «Gloria all’Ucraina, gloria agli eroi» ripetuto più volte dai cremaschi originari del Paese invaso dall’esercito russo. E ancora, le bandiere dell’Europa, quelle della pace, il maxi bandierone con i colori dell’arcobaleno dei marciatori di Vaiano Cremasco e i cartelli contro la guerra con scritto «Noi stiamo morendo!», «Putin assassino lascia in Pace l’Ucraina». Una piazza Garibaldi colorata, vivace e schierata contro la guerra, illuminata dal sole e dalla speranza di una rapida conclusione del conflitto.

Oltre 400 persone si sono radunate stamattina per la manifestazione in favore della pace organizzata dall’Associazione nazionale partigiani e a cui hanno aderito associazioni e gruppi di volontariato, oltre a numerosi cittadini. Anche chi si trovava in centro per l’abituale vasca del sabato o per lo shopping, ha portato la propria solidarietà. Una risposta forte da parte dei cremaschi, che chiedono, senza distinzioni di appartenenza politica, di fermare bombardamenti, carri armati. Troppa la sofferenza, troppi i morti, troppe le tragedie che si stanno consumando in Ucraina in questi primi giorni di invasione da parte dell’Armata Rossa. «La guerra non è mai la risposta, si torni alla diplomazia, si torni a parlare» hanno chiesto gli organizzatori.

Tanti gli ucraini intervenuti, tra cui molte donne, in buona parte badanti che vivono in città e nel Cremasco, accudendo anziani e disabili. Hanno lasciato i propri figli e il resto della famiglia nell’ex repubblica sovietica e adesso temono per la loro vita. «I nostri figli ci chiamano, ci dicono che hanno paura, tanti stanno scappando, le bombe cadono sotto casa e noi viviamo nell’angoscia» hanno raccontato le protagoniste della mattinata. «Cari italiani, cari cremaschi, stati vicini al popolo ucraino, fate sentire la vostra voce. Putin deve fermare l’invasione. Noi non ce l’abbiamo con i russi, per molti di noi sono come fratelli, c’è chi ha familiari o avi nati in Russia. Ma non possiamo tollerare questa invasione, dobbiamo difendere le nostre case, la nostra gente, i nostri figli». Durante la manifestazione è nata una proposta: organizzare la città e il territorio, per un’unica raccolta di viveri, vestiario, coperte e altri beni di prima necessità da inviare in aiuto alla popolazione ucraina, alle decine di migliaia di profughi causati dall’invasione russa. Il Comune potrebbe fare da collettore di queste azioni di solidarietà che sono già partite da parte di associazioni, gruppi parrocchiali e privati.

(RIPRESE RICCARDO MARUTI/MONTAGGIO RICCARDO ROSSI)

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