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Green pass scelta divisiva per estetisti e parrucchieri del Casalasco

C'è chi è convinto che non serva a proteggere dal contagio, ma altri lo considerano uno strumento efficace

Jacopo Orlo

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redazione@laprovinciacr.it

20 Gennaio 2022 - 20:31

CASALMAGGIORE - L’introduzione dell’obbligo della certificazione verde per accedere ai servizi alla persona divide gli esercenti della categoria nel territorio casalasco. Molti centri di estetica, parrucchiere e barbieri hanno preferito non esprimersi sull’argomento. Qualcuno, in forma anonima, ha espresso la contrarietà al suo utilizzo e alla verifica dello stesso nei propri avventori: «Il green pass non protegge dal contagio, e ritengo possa creare precedenti e scontri tra i clienti se qualcuno venisse a sapere dei mancati controlli».

Dunque, c’è chi si è preparato per tempo, trovando la sicurezza nel rigore dei protocolli sul luogo di lavoro. «Non ho ricevuto particolari critiche da parte della mia clientela, in quanto sono scelte che non dipendono da noi», racconta Erica Pomponio del centro estetico “Sogno”. La tracciabilità dei clienti, la sanificazione degli ambienti e l’uso rigido di guanti, mascherina e visiera «mi hanno fatto sentire sempre tranquilla nei mesi scorsi; l’accesso con il green pass forse è un passaggio in più» sostiene la Pomponio. C’è chi, invece, trova la relativa tranquillità proprio dal controllo della certificazione: «Con i giovani o nuovi clienti devo prima verificare se ne sono in possesso, però una volta appurato mi sento a posto», ha detto Renata Bellini, parrucchiera di “Dimensione Capelli”. Però poi ognuno sembra adeguare il criterio a seconda della propria clientela: «La mia è fissa da quasi cinquant’anni - spiega Bellini - conosco una persona che deve farsi il tampone, in quanto non vaccinata, per farla entrare. Ma molte delle mie visitatrici sono settimanali, mica glielo devo chiedere ogni volta, no?».

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