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Così nasce il Bella Lodi: viaggio nel ventre del caseificio

Visita negli stabilimenti di Casaletto Ceredano e Trescore Cremasco che producono il formaggio a crosta nera

Andrea Gandolfi

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agandolfi@laprovinciacr.it

13 Ottobre 2021 - 18:55

CASALETTO CEREDANO - Un ex monastero cistercense - collegato da un sotterraneo in disuso alla vicina Abbazia del Cerreto - ospita lo stabilimento di Casaletto Ceredano, rifatto secondo i criteri più moderni di sicurezza, funzionalità ed efficacia nel 2009. E nel piccolo santuario della Madonna delle Fontane una statua della Vergine seduta su alcune forme di grana nero ricorda il "miracolo" di un secolo e mezzo fa, quando il conducente di un carro a cavalli che le trasportava si salvò dopo esserne stato "sommerso" in seguito a un incidente. C'è il profumo di una tradizione anche produttiva che affonda le sue radici nel medioevo e la sostanza di un'impresa di trasformazione all'avanguardia nel quartier generale della Pozzali Lodigrana, dove Bella Lodi (tradizionale formaggio dalla crosta nera) e Grana Padano sono i prodotti di punta di un catalogo che contempla anche Raspadura, Salva Cremasco, Panerone, Laudella, Quartirolo Lombardo e conquiste le tavole in Italia e nel mondo. Alla sede produttiva di Casaletto si affianca quella di Trescore Cremasco, destinata a tutte le fasi successive fino alla stagionatura, al confezionamento ed alla spedizione verso gli sbocchi commerciali. Entrambe sono state visitate da Riccardo Crotti (presidente di Confagricoltura Lombardia, della Libera e della Sec) accompagnato dal direttore de La Provincia Marco Bencivenga e dal responsabile di PubliA Marco Aschedamini. A fare gli onori di casa, i fratelli Ivan, Francesca e Secondo Pozzali.

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