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L'INCONTRO

Prodi a Crema: "Assalto alla Cgil, scene criminali: serve una risposta severa"

L’ex premier e presidente della Commissione Europea ospite dell’associazione RinasciMenti in Aula degli Ostaggi

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

11 Ottobre 2021 - 20:53

CREMA - L’ex premier e presidente della Commissione Europea Romano Prodi è stato ospite in Aula degli Ostaggi a Crema, invitato dall’associazione RinasciMenti per un dialogo con i giovani che è stato anche l’occasione per presentare il suo ultimo libro dal titolo «Strana vita, la mia» scritto con il giornalista del Corriere della Sera Marco Ascione. "La mia è stata una generazione fortunata: abbiamo vissuto lo sviluppo, la grande speranza, la fiducia nel futuro. Dobbiamo creare le condizioni affinché i ragazzi di oggi possano trovarsi nella stessa situazione. Cerco di dare ai giovani un grande incoraggiamento, sperando che abbia frutto", ha dichiarato Prodi prima di salire sul palco.

SERVE UNA RISPOSTA SEVERA CONTRO I NEOFASCISTI

Di fonte ad una sala quasi esaurita, Prodi è stato introdotto dal presidente dell’associazione Stefania Maglio, affiancata da Luca Paesetti e Michele Cattaneo. In sala un pubblico numeroso, diversi amministratori locali e il giornalista Beppe Severgnini. Proprio l’editorialista del Corriere della Sera, verso fine serata, ha chiesto al professore un’opinione sull’assalto alla Cgil avvenuto a Roma. «Scene criminali contro le quali bisogna essere severi. Ho molta paura che, invece, finisca in niente, il che indebolirebbe la democrazia. C’è ancora nella profonda anima italiana uno spirito sovversivo». In apertura il saluto del sindaco Stefania Bonaldi e l’intervento di Ascione. «Ai miei tempi dopo la laurea ricevemmo una decina di offerte di lavoro - ha esordito Prodi -. Il lusso di poter dire di no poi è venuto meno, dobbiamo recuperare questo nell’Italia di oggi. Il clima di fiducia nel futuro che ho trovato recentemente insegnando negli Usa e in Cina. Abbiamo questa possibilità in Europa. Ma serve una spinta collettiva, il singolo da solo non può riuscire. Va ripresa la fede politica e la fiducia, per fare in modo che i ragazzi non vedano nell’estero la loro unica possibilità. I Paesi che vincono oggi non solo quelli che hanno le prime donne, ma sono quelli che sanno cantare in coro. L’esempio è la Germania».

L'IMPORTANZA DEL DIALOGO: "BISOGNA PARLARE COL LUPO"

Prodi ha ricordato l’importanza del dialogo nella politica anche internazionale, anche con i dittatori. «Spesso me l’hanno rimproverato, ma io ho sempre sostenuto che a parlare con San Francesco sono buoni tutti, la difficoltà è parlare con il lupo». Poi la storia dell’Ulivo: è ancora attuale, viste le ultime elezioni locali? «L’Ulivo nacque per una ragione molto semplice. Caduto il muro di Berlino, che divideva il nostro Paese in due, comunisti e democristiani, bisognava mettere insieme la parte del Paese che la pensava allo stesso modo sulle politiche sociali. Fu favorito dal sistema elettorale per tre quarti maggioritario. Oggi è molto più difficile c’è una legge elettorale solo in parte maggioritaria e il parlamento spinge per un ulteriore svolta proporzionale. Con tutta onestà intellettuale credo di essere rimasto il solo a volere il maggioritario. Sono l’ultimo dei Mohicani. Nelle ultime elezioni c’è un rafforzamento del Pd e un relativo rafforzamento di Fratelli d’Italia. Si è riaccesa l’ipotesi che nelle prossime politiche possa esserci partita. L’altro grande insegnamento è che i partiti che nascono da un’emozione, da un sentimento, come sono stati i Cinque Stelle, o trovano una loro dimensione e unità o quando arrivano al governo diventano un problema serio. La scomposizione di un Movimento porta alla deflagrazione, al contrario delle correnti nei partiti, governate da regole e congressi. Le persone vanno consultate tramite queste assemblee, per poi fare faticosamente un programma». 

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