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PIADENA DRIZZONA

La famiglia Bastoni testimone d'accoglienza per la Caritas

Pietro, Elisabetta e i figli Michela e Tommaso in Vaticano a sostegno del progetto APRI

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

29 Settembre 2021 - 10:13

PIADENA DRIZZONA - C’era anche una delegazione piadenese, domenica in piazza San Pietro a Roma, in occasione della Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato della Chiesa cattolica. Accompagnati dal parroco don Antonio Pezzetti, Pietro Bastoni, sua moglie Elisabetta e i loro figli Michela e Tommaso hanno partecipato all’Angelus di Papa Francesco. Con loro erano presenti i ragazzi beneficiari del progetto A.P.R.I. (Accogliere, Proteggere, Promuovere, Integrare) di Caritas Italiana residenti a Drizzona e di cui alcune famiglie piadenesi sono tutor. I ragazzi sono Sayba Cissokho (Senegal), di cui è tutor la famiglia Bastoni, Jaiteh Pakalifa (Gambia) e Mohamed Abounasser (Somalia).

Per l’occasione è stato realizzato un video, con la preziosa collaborazione di Mauro Pozzi, che Caritas Italiana ha pubblicato sulla propria pagina Facebook. Una “intervista doppia”, in cui appaiono Pietro e Michela. «Il progetto di Caritas – spiega Bastoni – è finalizzato a creare migliori condizioni di integrazione per i migranti, rafforzando il loro percorso di autonomia». Michela aggiunge che la sua famiglia è tutor di un ragazzo di 29 anni, Cissokho appunto, che «oggi ha un lavoro, la patente e l’auto, ed è ben inserito nella nostra comunità. I prossimi passi saranno di una stabilizzazione nel mondo del lavoro e la ricerca di una casa per raggiungere la completa indipendenza».

 

 

A proporre questa idea è stato don Antonio: «Il progetto è iniziato quando ancora ero direttore della Caritas e quindi volevo proprio provare in parrocchia a far vivere questa esperienza che è il modo migliore per accogliere le persone: farle incontrare, far vedere che si può stare con queste persone, aiutare loro e aiutare noi» . Michela definisce l’esperienza «inaspettata», Pietro «molto coinvolgente». «Di questa esperienza – aggiunge Michela – ricorderemo sempre Sayba, tutte le meravigliose persone conosciute in questa occasione e l’intero progetto A.P.R.I. che per noi ora significa ‘Amici per rafforzare l’integrazione’».

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