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CREMONA

Massimiliano Girardi nuovo comandante del reparto operativo dei carabinieri

Gli cede il comando il pari grado Lorenzo Carlo Maria Repetto, che aveva assunto l’incarico nel settembre del 2019

Giacomo Guglielmone

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gguglielmone@laprovinciacr.it

28 Settembre 2021 - 11:39

CREMONA - Dalla mezzanotte di domenica, il tenente colonnello Massimiliano Girardi, classe 1974, è il nuovo comandante del Reparto operativo dei carabinieri di Cremona. Gli cede il comando il pari grado Lorenzo Carlo Maria Repetto, che aveva assunto l’incarico nel settembre del 2019, in occasione della riattivazione del Reparti operativi in vari comandi provinciali italiani, tra cui Cremona. Il passaggio delle consegne si è svolto nei giorni scorsi, nei modi e nei tempi indicati dagli alti gradi dell’Arma. Dopo due anni di lavoro intenso, proficuo, caratterizzato da una serie di indagini di assoluto rilievo, tutte portate a termine in maniera impeccabile, Repetto, sempre dalla mezzanotte di domenica, andrà a ricoprire, presso il comando della Legione Piemonte a Torino, un rilevante ruolo di staff: responsabile della Motorizzazione nell’ambito dell’Ufficio Logistico, una delle componenti di Stato Maggiore della Legione. Un’altra è l’Ufficio O.A.I.O. (acronimo di Ordinamento Addestramento Informazioni Operazioni) dal quale proviene Girardi. In pratica i due ufficiali superiori danno vita a una sorta di staffetta sull’asse Cremona-Torino. Girardi e Repetto hanno peraltro già “incrociato” le rispettive carriere, sempre in Piemonte. Al suo arrivo a Cremona, Repetto proveniva dal Nucleo investigativo di Asti e in quella provincia ha guidato la compagnia di Canelli, poi comandata dallo stesso Girardi. In quel periodo Repetto ha gestito le indagini di quello che è divenuto uno degli ultimi ‘cold case’ italiani: la vicenda di Pietro Beggi, lo chef del ristorante ‘Ciabot del Grignolin’, trovato in fin di vita nel ristorante, con la testa fracassata, morto poche ore dopo il ricovero. Lo scorso maggio, ventun anni dopo l’omicidio, la cui matrice è una rapina degenerata in un’esplosione di violenza, uno degli uomini individuati come responsabili nel corso dell’indagine gestita da Repetto è stato condannato a quattordici anni di reclusione.

Il comandante provinciale Giuliano Gerbo con Massimiliano Girardi

IL NUOVO COMANDANTE

Il nuovo comandante del Reparto operativo è nato a Parma. Madre bresciana, padre militare dell’Arma, nato a Sassari ma di origini venete, Girardi, prima del comando di Torino (dal 2017) ha ricoperto una serie di incarichi di notevole rilievo. Dal 2013 al 2017 ha comandato la compagnia di Alessandria, in precedenza è stato in forza alla Scuola allievi carabinieri di Fossano (dove ha fatto anche il docente), ha guidato la compagnia di Canelli, ha operato presso il Nucleo Radiomobile di Torino, presso lo Squadrone Cacciatori Sardegna (Reparto ad elevatissima specializzazione, che condensa procedure militari e le più moderne tecniche di polizia), a presso il Nucleo Radiomobile di Palermo e per il Battaglione Mobile di Cagliari (ordine pubblico). Si tratta di un mix tra ruoli di staff e ruoli operativi che di fatto è l’orientamento sempre più seguito dagli alti gradi dell’Arma nella definizione e nella scansione delle carriere. Da rimarcare anche i risultati sportivi ottenuti da Girardi a livello sportivo: è stato per due volte campione nazionale di box thailandese (nel 2006 e nel 2008) ed ha fatto parte della nazionale di quella specialità delle arti marziali. Durante i cinque anni al comando della Compagnia di Alessandria, Girardi si è occupato (ed ha risolto) alcune indagini di assoluto rilievo, tra cui la caccia a un rapinatore seriale a lungo considerato imprendibile e una sparatoria, un agguato ad alto tasso criminale messo in atto da malviventi entrati in azione a bordo di motociclette.

Il tenente colonnello Lorenzo Carlo Maria Repetto

IL SALUTO DI REPETTO

Pressoché tutti operativi gli incarichi ricoperti finora dal tenente colonnello Repetto, che a Torino perderà i ritmi dettati dalle indagini svolte a tambur battente sul territorio per entrare nella “machina” organizzativa dell’Arma e gestirne alcuni segmenti di assoluto rilievo. “In questi due anni ho avuto un ottimo rapporto con i colleghi, con le

In questi due anni ho avuto un ottimo rapporto con i colleghi, con le istituzioni con i cittadini, con i giornalisti

istituzioni con i cittadini, con i giornalisti. Rapporti corretti, basati sul rispetto reciproco dei ruoli”. Alla gestione delle notizie, in effetti, con l’arrivo di Repetto al Reparto Operativo, è stata data sistematicità, con un’attenzione particolare ai format della comunicazione istituzionale che è stata molto apprezzata dagli operatori dei media. Tutto questo, tra l’altro, ha permesso di illustrare in maniera più puntuale l’attività svolta dall’Arma sul territorio, che poi è una mole di interventi impressionante, giorno dopo giorno, su tutti i quadranti della provincia, come si evince dai dati diffusi ogni anno in sede di bilancio. “Questi due anni sono stati una bellissima esperienza professionale – continua Repetto -. A Cremona ho trovato un ambiente splendido. Ho trovato militari eccezionali. Con i colleghi, ma non solo, si è creata una serie di rapporti umani che mi tengo stretto. E’ anche per questo – devo dirlo - che sento molto questo mio passaggio al nuovo incarico. A Cremona il lavoro non è certo mancato. Penso all’estate ‘calda’ di Crema, quella del 2020, (L’omicidio di Palazzo Pignano; la donna che si è tolta la vita con il fuoco davanti a testimoni alcuni dei quali l’hanno filmata; l’omicidio di Sabrina Beccalli; il caso Pamiro, il docente trovato cadavere nei pressi di un cantiere edile, Ndr). Penso, soprattutto, alla pandemia e a quello che per l’Arma ha comportato, dal punto di vista operativo come da quello umano. Il nostro supporto sul territorio è stato importante. Teniamo conto – prosegue Repetto – che parliamo della zona più colpita al mondo dal Covid-19. Siamo stati a lungo l’epicentro mondiale della pandemia. Ci sono stati momenti difficili. In particolare quando i colleghi si sono ammalati. Alcuni sono stati ricoverati in condizioni serie. Noi e, in generale, le forze dell’ordine, abbiamo pagato un prezzo elevato. E va detto che ancora oggi alcuni dei nostri militari non hanno recuperato al 100% dopo la malattia. Dal punto di vista umano, la cosa che mi ha colpito di più di quei mesi così difficili è stata la morte del dottor Leonardo Marchi (medico infettivologo, direttore sanitario della casa di cura San Camillo stroncato dal Covid nell’ultima decade di marzo 2020, Ndr). Ci eravamo conosciuti ai primi di marzo 2020. Davanti a un caffè era scattata subito una sintonia che a me aveva fatto molto piacere. Dieci giorni dopo ho saputo che stava combattendo contro il Covid e, a distanza di altri tre giorni, è arrivata la notizia della sua morte. E’ stato un colpo. Ed è stato anche il momento in cui ho capito che eravamo piombati in una situazione davvero pesante”.

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