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IL MEDICO RISPONDE

Tiroidite autoimmune, quando la 'pila' del corpo si scarica

L'endocrinologo Matteo Migazzi dell'Asst di Cremona illustra diagnosi e terapia

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

05 Settembre 2021 - 06:30

CREMONA - «Il medico risponde» torna per affrontare un nuovo problema di salute: questa settimana con il dottor Matteo Migazzi, endocrinologo dell’Asst di Cremona, parliamo di Tiroidite autoimmune, nota anche come Tiroidite di Hashimoto. «È una malattia in cui il sistema immunitario erroneamente monta una risposta immune contro la tiroide scambiando la ghiandola come se fosse infettata da virus, producendo così anticorpi diretti contro la tiroide stessa cercando di distruggerla». La tendenza, dunque, negli anni è quella di sviluppare un ipotiroidismo: la ghiandola diventerà con il passare del tempo atrofica, piccola e smetterà di funzionare.


«Tutta la fase di malattia, dall’insorgenza allo sviluppo di un ipotiroidismo avanzato, è asintomatica o scarsamente sintomatica - precisa il dottor Migazzi -. L’obiettivo è quello di fare una diagnosi precoce per instaurare quanto prima una terapia ormonale sostitutiva in modo tale che l’organismo possa continuare a svolgere le proprie funzioni». Le cause della tiroide autoimmune sono sconosciute, ma sono noti dei fattori di rischio, cioè delle condizioni che quando presenti predispongono la persona allo sviluppo della malattia come la presenza di famigliarità. In generale, poi, le donne sono più soggette allo sviluppo di malattie autoimmuni. E con l’avanzare dell’età è più probabile che la malattia porti all’ipotiroidismo. È tipicamente la malattia delle giovani donne, anche in età fertile, che poi con gli anni svilupperanno un ipotiroidismo, ma non è infrequente anche negli uomini».


«Pur essendo una patologia diffusa, se identificata per tempo consente un monitoraggio dello sviluppo dell’ipotiroidismo, instaurando una terapia sostitutiva quanto prima evitando così lo sviluppo dei disturbi caratteristici della malattia - sottolinea il dottor Migazzi -. Per fare diagnosi è sufficiente un prelievo di sangue e un esame ecografico, valutare la presenza di anticorpi diretti contro la tiroide e dosare l’ormone Tsh destinato a stimolare la ghiandola». 

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