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CREMONA

I ristoratori promuovono il Green pass

Il verde della 'patente anti-Covid' è il colore della speranza: "Così evitiamo un nuovo lockdown"

Riccardo Maruti

Email:

rmaruti@laprovinciacr.it

06 Agosto 2021 - 21:26

CREMONA - Pasto indigesto con il Green pass? Macché! Il certificato verde non sembra essere un peso per i clienti dei ristoranti di Cremona, che oggi — nella giornata d’esordio del lasciapassare — hanno esibito senza rimostranze il proprio QR Code all’ingresso dei locali: la maggioranza ha preferito il display dello smartphone, ma c’è anche chi si è affidato al più tradizionale foglio stampato. E per i ristoratori, più che uno spauracchio, la «patente anti-Covid» è un attestato di speranza e di buon auspicio per il prossimo futuro.


"COSÌ SCONGIURIAMO UN NUOVO LOCKDOWN"

Partenza sul velluto per Manolo Mosconi, patron dell’Osteria degli Archi di corso XX Settembre: la prima cliente della giornata è stata un’infermiera. Regolarmente vaccinata mesi fa, come verificato dallo scanner. «L’impatto è stato positivo — spiega Manolo - anche se ovviamente è necessario un fisiologico periodo di adattamento alle nuove regole. Credo che il Green pass rappresenti una soluzione efficace, in grado di scongiurare un nuovo lockdown che, senza dubbio, sarebbe insostenibile. Finalmente si sono fissate norme che non solo vanno a vantaggio degli operatori della ristorazione, ma che contribuiscono anche ad alleviare l’impegno professionale del personale ospedaliero».


CENE ALL'APERTO PER CHI NON HA IL PASS

«È filato tutto liscio — dice Elisa Meas, contitolare dell’Osteria Aporti - L’amministrazione di via Ala Ponzone —. Ci aspettavamo qualche eventuale inciampo, ma gli avventori si sono presentati già pronti, con il Green pass a portata di mano». Qualcuno, prima di muoversi, chiede comunque informazioni al telefono: «Le domande più frequenti — spiega Elisa — sono due: se è sufficiente mostrare il certificato sullo smartphone e se è possibile entrare nel locale senza mascherina. Noi abbiamo esposto un cartello all’esterno che sottolinea come anche i possessori del pass non siano esonerati dalle regole di base: mascherina, distanziamento e frequente sanificazione delle mani». La clientela contatta in anticipo i ristoranti anche per un’altra ragione: «C’è chi chiama e specifica che non è in possesso del Green pass per chiedere se è possibile cenare all’aperto. Noi, fortunatamente, disponiamo di un plateatico piuttosto spazioso».


QUALCHE RALLENTAMENTO, MA CERTIFICAZIONE OK

Simone Arcari, titolare dell’Osteria del Melograno di via Beltrami, aggiunge: «Già dal momento in cui è stato annunciato il decreto abbiamo iniziato a confrontarci con i clienti abituali per verificare il funzionamento dell’applicazione. Naturalmente speriamo che questo meccanismo ci consenta di rimanere aperti: sarebbe molto complicato reggere all’urto di un nuovo blocco». Arcari promuove l’ introduzione del Green pass: «La ratio della certificazione mi trova d’accordo, l’unico disguido sarà legato ai momenti di massima affluenza: serviranno un pizzico di pazienza e qualche attenzione supplementare per effettuare tutti i controlli necessari». Insomma: per ora è disco verde per il Green pass.

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