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VEROLANUOVA: IL VIDEO

La storia di Marqo, tetraplegico da 13 anni per una caduta al luna park

L'ex studente dell'Itis: cerco di aiutare le persone che si trovano in determinate situazioni a cambiare la prospettiva

Alessandro Botta

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redazioneweb@laprovinciacr.it

19 Luglio 2021 - 06:05

VEROLANUOVA - «Vi racconto la storia di Marqo, finito su una sedia a rotelle all’età di 16 anni per via di un incidente al luna park. Adesso ho 29 anni – spiega Marco Monteverdi di Verolanuova, ex studente all’Itis di Cremona – e dopo aver aperto

La vita mi ha insegnato che esistono sempre ragioni valide per andare avanti, se si impara a guardarla dalla giusta prospettiva. E chi si sforzerà di farlo, scoprirà di essere più fortunato di quanto crede

una scuola d’inglese, ora continuo a realizzare video online su svariati temi perché ho il sogno di diventare uno youtuber e costruire una community (comunità che segue i contenuti). La vita mi ha insegnato che esistono sempre ragioni valide per andare avanti, se si impara a guardarla dalla giusta prospettiva. E chi si sforzerà di farlo, scoprirà di essere più fortunato di quanto crede».
Il coraggio di rimettersi in gioco e di farlo con il proprio stile di sempre, tra simpatia e voglia di comunicare sé stesso e non solo agli altri: Marco Monteverdi abita a Verolanuova, ha frequentato l’Itis Torriani di Cremona e da 13 anni è tetraplegico per via di un salto finito male su un tappeto elastico. Ma il sorriso, nonostante le difficoltà, non è mai venuto meno. Anche grazie ad una grande forza di volontà che ha permesso a Monteverdi di diplomarsi al liceo delle scienze sociali a Verola, di specializzarsi 6 mesi a Milano in modo da imparare un metodo efficace per l’insegnamento dell’inglese, lingua studiata alle scuole medie frequentate a Kiev (Ucraina) durante il trasferimento con la famiglia dal 2002 al 2005. E di continuare a coltivare la passione per youtube: «Questa è la carriera che mi sono scelto, il mio progetto e grande sogno. Partendo dai momenti duri affrontati fino all’essere una persona serena, con la forza e la resilienza che da 13 anni metto per affrontare i miei mostri. Il risultato dei video, quello che piace alla gente, è frutto di queste fatiche. Ma senza mai scadere nel pietismo. Quindi grazie a youtube cerco di aiutare le persone che si trovano in determinate situazioni a cambiare la prospettiva. Un esempio? Ho sempre avuto scarsa memoria, quindi ho fatto un video per spiegare agli altri metodi efficaci per migliorare questo aspetto e ricordarsi impegni, attività e appuntamenti. Aiutare nel concreto e portare ad una crescita personale grazie all'importanza delle piccole cose».

Marco racconta dell’esperienza a Kiev, dell’incidente e del progetto imprenditoriale che l’ha visto protagonista. «Da Verolanuova all’Ucraina è stato un salto incredibile, passaggio seppur momentaneo che ha plasmato la mia visione del mondo.

Tornato in Italia ho iniziato l’Itis a Cremona, poi a marzo 2008 c’è stato l’incidente che mi ha cambiato la vita

Ho frequentato una scuola internazionale diventando madrelingua inglese. Culturalmente l’Ucraina è molto diversa dall’Italia ma è stata un’esperienza formativa incredibile. Tornato in Italia ho iniziato l’Itis a Cremona, poi a marzo 2008 c’è stato l’incidente che mi ha cambiato la vita: mentre mi divertivo facendo dei salti sono caduto male sul tappeto elastico presente al luna park del mio paese, restando tetraplegico. E dopo un anno e mezzo difficilissimo dal punto di vista della salute, sono riuscito a concludere il percorso di studi al liceo delle scienze sociali a Verola. Quindi ho tenuto un corso di inglese di 6 mesi in Comune a Verolavecchia, ho preso una certificazione a Milano per migliorarne l’insegnamento e a Verolanuova ho aperto la scuola di inglese ‘Brooklyn International School’».
Uno stop che non ha lasciato per vinto Marco. Anzi, il suo orizzonte è già rivolto verso un altro importante progetto. «Sono appassionato di youtube sin dagli albori, dal 2009 quando la piattaforma non era così conosciuta in Italia. Questo in quanto sapendo l’inglese seguivo i contenuti degli americani e vedevo il rapporto tra chi li crea e la community. Per anni mi sono detto che mi sarebbe piaciuto buttarmi in questo mondo, mi sono approcciato alla creazione di video con le riprese delle vacanze. Mi sono appassionato, i primi lavori pubblicati su Youtube hanno riscosso interesse e ora punto a realizzare un video a settimana partendo da episodi di vita vissuta, sul migliorare e sull'importanza delle piccole cose. Ho scelto il nome d’arte Marqo con la ‘q’ prendendo spunto da quanto succedeva in Ucraina, dove scrivevano marko con la 'k’ dicendo che il suono era uguale. Quindi, ora che mi conoscete, non mi resta che dirvi ‘buona visione’».

IL VIDEORACCONTO

Cappellino sulla testa, microfono fisso e voglia di condividere il proprio percorso: il video in cui Marco Monteverdi racconta il suo incidente si intitola ‘Mettermi a nudo’. Ed è proprio ciò che fa il 29enne, sempre con estro e simpatia. «Era il 2008 – racconta – avevo 16 anni e passavo le mie giornate ad impennare con il motorino. A marzo, come ogni anno al mio paese sono arrivate le giostre, ovvero il luna park itinerante. Tra le varie attrazioni c’era il tappeto elastico, una cosa che mi piaceva molto. Un sabato sera identico a tanti altri ci sono andato con un amico ed ho iniziato la mia routine acrobatica». Ma le cose non sono andate come previste e un’evoluzione è finita male. «Ho iniziato con i salti mortali, ovvero le capriole in aria. Ne ho fatti in serie e all’ultimo è arrivato lo schianto: sono atterrato sulla testa e mi si è spezzata la terza e quarta vertebra cervicale. Nel momento stesso in cui ho impattato con l’angolo del tappeto ho sentito una scossa fortissima al collo. Ho provato a muovermi ma il mio corpo non mi rispondeva più». I soccorsi sono stati immediati, la corsa in ambulanza verso l’ospedale Civile di Brescia ha anticipato l’operazione e il risveglio, giorni dopo, in rianimazione. «Ci sono stati infiniti momenti nella mia vita pre-disabilità in cui mi sono sentito infelice per svariati motivi, vedi ad esempio la pioggia il giorno che dovevo andare a Gardaland, il dovermi svegliare presto alla mattina per dover andare a scuola. Un secondo dopo essermi reso conto che sarei rimasto paralizzato tutta la vita ho realizzato che tutto ciò che davo per scontato, in realtà non lo era. Muovere le dita di una mano, affondare i piedi nella sabbia. La tetraplegia ha fatto sì che guardassi a tutto ciò dal punto di vista di chi queste piccole cose le ha perse per sempre. Insegnandome il vero valore».

Facebook: https://www.facebook.com/marqosblog

Instagram: https://www.instagram.com/immarqo

Blog: https://www.marqo.it

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