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CREMONA. AL PONCHIELLI

Pubblico innamorato, trionfo per Nek

In trenta canzoni, fedele al pop rock di sempre, l’artista infiamma il teatro. Con Se telefonando l’omaggio a Mina passeggiando tra gli spettatori in platea

Cinzia Franciò

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cfrancio@laprovinciacr.it

18 Dicembre 2019 - 08:31

CREMONA (18 dicembre 2019) - Il teatro Ponchielli esplode in un fragoroso boato, e non abbandonare le poltroncine della platea è difficilissimo quando Nek, solo sul palco - luci spioventi e chitarra a tracolla - dopo i primi versi di Tu Sei Tu Sai scende i primi gradini che conducono verso il pubblico. E da lì continua a cantare, a pochi metri dalle prime file. Di passaggio a Cremona per il suo tour europeo Il Mio Gioco Preferito, Filippo Neviani in arte Nek sfodera uno show che mette in mostra tutte quante le sue doti di performer di lunga data. Ancorato a una dimensione fieramente pop-rock che parla la stessa lingua degli esordi (influenzati da quella passione folle per i Police di Sting, di cui fu interprete nella cover band White Lady alla fine degli anni Ottanta) il cantante emiliano scommette su una scaletta inattaccabile. Poco meno di una trentina di canzoni che attingono a piene mani da un repertorio iniziato all’inizio degli anni Novanta e capace di non sbagliare un singolo da allora fino a oggi. Difficile fare passi falsi, d’altra parte, quando buona parte dei brani selezionati viene affidata direttamente al pubblico con una consultazione popolare sul web.  Laura Non C’è, il classico dei classici, arriva solo in coda, ma annegata in un trionfo che con la cover di Se Telefonando omaggia Mina (la canta passeggiando fra il pubblico), e porta dritti a un trionfo con Lascia Che Io Sia e Se Io Non Avessi Te. Per Nek un abbraccio calorosissimo da un pubblico innamorato, e letteralmente caduto ai suoi piedi.

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