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IL SONDAGGIO

Sei favorevole al ritorno delle Province?

Secondo il sindaco Sebastiano Baroni di Crotta d'Adda l'ente può dare voce ai piccoli Comuni in Regione

Daniele Duchi

Email:

dduchi@laprovinciacr.it

31 Luglio 2019 - 14:06

Sei favorevole al ritorno delle Province?

L'ingresso dell'amministrazione provinciale

Il sindaco di Crotta d'Adda, Sebastiano Baroni, ha lanciato un appello: piccoli comuni, unione o morte, chiedendo il ripristino delle funzioni dell'Amministrazione provinciale e il ritorno all'elezione diretta del Presidente della Provincia da parte dei cittadini. Sei d'accordo? 

Questo l'intervento del sindaco di Crotta d'Adda Sebastiano Baroni:

I piccoli Comuni non hanno voce, non sono ascoltati perché singolarmente possono fare ben poco. Ma in Italia ci sono 5.800 Comuni, che governano il 55% territorio nazionale. In provincia di Cremona ci sono 115 Municipalità, gran parte delle quali di piccola dimensione, come il mio Comune che conta meno di 700 abitanti. Ciò che però si dimentica è che nei piccoli Comuni ci sono gli stessi problemi, servizi da garantire, interventi da eseguire, disagi da affrontare, che hanno i grandi centri, solo che non abbiamo risorse sufficienti non dico per risolverli, ma almeno affrontarli, e così le scuole primarie man mano si chiudono, i servizi si riducono e via di questo passo. In parte è anche nostra la responsabilità perché per motivazioni se vogliamo in prima battuta comprensibili quali la difesa dell’autonomia del paese, il nome, la storia e la tradizione, ci rifiutiamo di aggregarci. Persino le Unioni faticano a decollare. Eppure c’è un paradosso: il personale dei nostri Comuni, dal segretario comunale, ad alcuni tecnici, lavorano già alcuni giorni in una amministrazione, ed alcuni in altre, realizzando già di fatto qualcosa di molto simile ad una Unione o una accorpamento di funzioni. Tocca a noi amministratori avere la lungimiranza ed il coraggio di parlare con i cittadini ed insieme capire che o gestiamo questi problemi, o li subiremo, anche perché il decremento demografico certo non aiuterà i piccoli centri. Ma per affrontare il problema è necessario che anche gli amministratori di secondo livello entrino nell’ottica di una programmazione che nasca dal basso, da noi sindaci e non nelle stanze. Siamo stati ancor più penalizzati dal fatto che le Province non sono state eliminate, ma rese completamente inattive. Hanno tolto funzioni e fondi, lasciando solo il personale. È necessario tornare ad avere un Ente intermedio di area vasta, che possa fare da raccordo tra i piccoli Comuni e Regione, dotando le Province di adeguate disponibilità finanziarie, riorganizzarne le funzioni e rendendoli in grado di interloquire attivamente con i diversi livelli di governo: 115 Comuni uniti sono una forza. Singolarmente, non esistono. Responsabilità dei sindaci, responsabilità della politica e degli amministratori di alto livello, ma anche responsabilità dei cittadini. La volontà popolare non può essere delegata e quindi va ripristinata l’elezione diretta del presidente della Provincia, in tal modo i cittadini potranno scegliere e diverranno maggiormente coinvolti.

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