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La presentazione a palazzo Cavalcabò

L’India di Govoni fra contrasti e vita martedì 22 dicembre

Betty Faustinelli

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22 Dicembre 2015 - 13:13

L’India di Govoni fra contrasti e vita martedì 22 dicembre

CREMONA — «Avevo vent’anni, era l’estate della mia vita. Ed ero malato», inizia così Uno di Nicolò Govoni, pubblicato da Genesis Publishing, presentato ieri sera alla libreria del Convegno. Del libro di Govoni si parlerà anche stasera (ore 19) presso presso Vita Privata Home Gallery a Palazzo Cavalcabò.
Perché tanto interesse? Perché il romanzo fortemente autobiografico di Nicolò Govoni racconta una bella storia, una bella storia vissuta dal ventitreenne Govoni, ex liceale del Manin, che sulla sua strada incontra il volontariato, il mondo contraddittorio dell’India fra boom economico e miseria, ma soprattutto ha incontrato i bambini ospiti del Dayavu Home «un piccolo istituto nello stato meridionale del Tamil Nadu che ospita bambini dai cinque ai ventun anni, provvedendo per il loro sostentamento ed educazione — spiega Nicolò Govoni —. Il mio rapporto con l’istituto continua, con i fondi raccolti abbiamo potuto sostenere gli studi universitari di uno dei ragazzi. C’è poi l’idea di dare vita ad una biblioteca, ma per ora è solo un progetto che condivido con Mr. Joshua, il direttore dell’orfanotrofio. I fondi che riuscirò a raccogliere con la vendita del libro andranno all’orfanotrofio».
Nicolò Govoni ha deciso di raccontare la sua avventura, nata dall’adesione ad un progetto di volontariato internazionale e approdata in India, un’India rurale in cui ha avuto la fortuna di conoscere la realtà dell’orfanotrofio di Dayavu, dove ha lavorato la terra. giocato con i bambini ospiti dell’istituto e alla fin fine compreso che la vita non finiva e non si esauriva nel giro in centro, nel capo firmato, nella quotidianità di un ragazzo del liceo cremonese. Di quel viaggio compiuto tre anni fa e della realtà dell’orfanotrofio Nicolò Govoni racconta con passione. Quell’esperienza sta all’origine del romanzo, Uno in cui il protagonista, l’io narrante grazie all’incontro con Nandini, una splendida ragazza indiana, trascina il lettore alla scoperta di un’India divisa tra i grattacieli e le baraccopoli.
Finzione letteraria e vita realmente vissuta, passione per la scrittura e quella spinta che ha portato Govoni a vivere il mondo in prima persona fanno parte di Uno, un romanzo che si legge in un fiato, una testimonianza in cui la sensibilità dell’autore ventenne si fa realtà nell’impegno reale che l’autore mette in campo quando l’università in giornalismo nella città di Shantarm glielo concede: «torno all’istituto una volta ogni mese e mezzo - racconta Nicolò Govoni —, ma ogni volta è una grande emozione e l’accoglienza dei bambini è festosa e sincera inieizione di ottimismo». Lo stesso ottimismo e la voglia di essere che si respira leggendo Uno.
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