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Ricerca, antichi libri e avanguardia

Cremona. ‘Bibliotheca medica cremonensis’. Fino al 31 dicembre

Betty Faustinelli

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09 Dicembre 2015 - 13:57

‘Bibliotheca medica cremonensis’, mostra fra ricerca, antichi libri e avanguardia

CREMONA —E’ il segno di una ricchezza bibliografica che ha pochi eguali e che fa della Biblioteca Statale un autentico scrigno di tesori. Il riferimento va alla mostra di antichi libri dal titolo: Bibliotheca medica cremonensis e allestita nelle sale della Biblioteca Statale. L’esposizione che è visitabile fino al 31 dicembre ha accompagnato il primo incontro dedicato agli uomini di scienza cremonesi, organizzato dall’associazione Gli Ex dell’Aselli, ed è stata curata da Stefano Campagnoli, Raffaella Barbierato, Francesco Cignoni e Giovanni Fasani. Quest’ultimo ha messo a disposizione della Biblioteca Statale parte della sua preziosa collezione di volumi dedicati alla medicina dell’infanzia; offrendo un viaggio a ritroso nel tempo alla scoperta delle malattie infantili e di come i medici se ne occupassero tra la fine del ‘400 e la fine del ‘600; attenzione che sarebbe poi diventata più costante dal XVIII secolo in poi. Fra le opere esposte c’è l’unica monumentale opera del cremonese e studioso di anatomia Realdo Colombo ( 15 16 -15 59 ), il De re anatomica rappresentò «una tappa fondamentale nello studio della circolazione sanguigna, in particolare per la dimostrazione dell’esistenza della piccola circolazione, che rimosse la credenza erronea della permeabilità del setto cardiaco.
Altri ambiti in cui quest'opera si dimostrò fondamentale sono quello ostetrico, in particolare per aver chiarito alcuni aspetti del meccanismo del parto.

L’opera è impreziosita da un frontespizio xilografico ricavato da un disegno attribuito al Veronese», si legge nel catalogo che accompagna la mostra. Non meno importanti sono gli scritti di Gaspare Aselli di cui la mostra espone il De lactibus sive lacteis venis quarto vasorum mesaraicorum. «Il principale contributo di Aselli alla medicinafu lascoperta nel 1622 dei vasi chiliferi. L'opera che ne dà conto uscì postuma, a curadegli amicidell’Aselli, nel 1627. Le tavole che la corredano, poste alla fine del volume, sono le prime tavole di argomento medico stampate a colori che si conoscano; sono state realizzate con una metodologia tecnica nuova(xilografia a4 legni) e rispondono alle esigenze sempre più puntuali degli anatomisti di avere materiale didattico in grado di differenziare cromaticamente i dettagli anatomici, in particolare i diversi tipi di vasi». Fra i pezzi forti della mostra c’è senza dubbio l’edizione del 1595 del Canone della Medicina di Avincenna, tradotto da Ghe - rardo Patecchio nel XII secolo, fu migliorato dal medico bellunese Andrea Alpago.


«La modernità e la fortuna di Avicenna è giustificata da molte sue felici intuizioni, come quelle che riguardano l’influenza dell’ambiente sulla salute, dell’importanza della dieta, degli anestetici orali,o dellavalenza terapeutica della musica. Fra le sezioni dellamostra si segnalano quella dedicata alla vaccinazione in Europa, tema quanto mai attuale visto la crescente diffidenza nei confronti dellecurevaccinali. Inquestocontesto e particolarmente legato alla diffusione del vaccino contro il vaiolo è il medico Luigi Careno, arciprete a Sesto Cremonese di cui si è occupato Francesco Cignoni. Il pediatra Giovanni Fasani ha curato invecelasezione dedicataaitesti di medicina per l’infanzia.
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