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Destinazioni a due passi dal fiume tra ville, castelli e panorami

Gigi Romani

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23 Gennaio 2014 - 14:34

Destinazioni a due passi dal fiume tra ville, castelli e panorami

I fiumi rappresentano senza dubbio uno dei tratti caratteristici della provincia di Cremona. Con il loro corso ne delimitano quasi ovunque i confini e con le loro acque hanno da sempre garantito un’insostituibile risorsa all’agricoltura ed all’industria. I fiumi che lambiscono il territorio cremonese, peraltro, sono tra i più lunghi corsi d’acqua italiani e nel loro scorrere toccano luoghi di grande valenza storica e naturale. Il Po, il fiume della città di Cremona, è il maggiore corso d’acqua della Penisola e scorre per 653 chilometri dal Monviso fino alla laguna veneta, bagnando, tra le altre, la città di Torino. Ma anche Adda e Oglio, lunghi rispettivamente 313 e 280 chilometri, figurano nelle prime posizioni: l’Oglio, che segna per diversi tratti il confine con la provincia di Brescia e quella di Mantova, è infatti il quinto fiume italiano per lunghezza ed è preceduto di una posizione dall’Adda. Proprio lungo il corso dell’Adda — che sgorga tra le montagne ai confini di Lombardia, Alto Adige e Svizzera, solca l’intera Valtellina, si adagia nel lago di Como e, lasciati i monti, dona la propria energia all’industria brianzola e poi le proprie acque all’agricoltura padana—si possono disegnare piacevoli itinerari ciclabili alla scoperta di particolarità naturali ed interessanti opere dell’ingegno umano. Sono percorsi validi per tutte le stagioni, alla ricerca di scorci e suggestioni a due passi da casa. Tra i centri rivieraschi, Pizzighettone è il principale della provincia: l’antica città murata accoglie, proprio sulle rive del fiume, la Torre del Guado nella quale venne rinchiuso Francesco I, rovinosamente sconfitto nella battaglia di Pavia, nel 1525. «Tutto è perduto fuorché l’onore» scrisse durante questa prigionìa alla madre. Da Pizzighettone si può scavalcare il fiume pedalando sul ponte cittadino e, raggiunta Gera, muoversi verso monte, alla volta della Tenuta del Boscone e poi di Camairago, dove ha sede un castello, oppure verso valle seguendo l’argine che si intercetta appena prima del ponte sul fiume lungo la SS234 Codognese. Si pedala così verso Maleo, anch’esso impreziosito di un antico maniero, Crotta d’Adda, dove si trova la villa Stanga Trecchi, esempio del barocco cremonese, ed infine Maccastorna, piccolissimo paese dominato dal castello dove Cabrino Fondulo sterminò i Cavalcabò che pure gli avevano donato la fortificazione. Proprio a Crotta d’Adda il fiume muove gli ultimi passi prima di confluire nel Po. Costeggiando l’argine del Po, dalle canottieri fino alla golena di Spinadesco, si può arrivare a questa confluenza con una facile pedalata in partenza dalla città di Cremona. Più a monte, invece, il fiume Adda sfiora Gombito — dove, ricevute le acque del Serio, disegna un’ansa molto accentuata—Spino d’Adda e Rivolta d’Adda. Nel territorio comunale di Spino le acque del fiume sono captate per alimentare il Canale Vacchelli, affiancato da una pista ciclabile che conduce a Crema e poi a Genivolta. Qui, tra le Tombe Morte ed i Tredici Ponti, si innesta su altri tracciati aprendo le porte verso nuove destinazioni ciclabili. Ancora più a monte, fuori però dal territorio provinciale, una pista ciclopedonale di circa venti chilometri unisce Trezzo d’Adda, il suo castello e le sue centrali idroelettriche liberty, a Brivio, appena a valle del ramo manzoniano del lago di Como: il tracciato sfiora anche il monumentale ponte in ferro di Paderno e il leonardesco traghetto di Imbersago.
Paolo Reale

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