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Dall'8 al 12 settembre - Pozzolo sul Mincio (Mn)

Sagra del luccio in salsa 2017

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09 Agosto 2017 - 12:14

Sagra del luccio in salsa 2017

Nel borgo di Pozzolo sul Mincio (Mn), in occasione della ricorrenza della festività di Maria Bambina, patrona del paese, si svolge l’annuale Sagra del luccio in salsa. Nella zona degli impianti sportivi, in riva al Mincio, le principali orchestre locali allietano i partecipanti con i loro repertori che spaziano dal liscio al latino americano, dando modo agli appassionati del ballo, di calcare la vasta pista a disposizione. 

Gli stands gastronomici, sapientemente allestiti dalla locale Polisportiva, oltre al Luccio in salsa con polenta (piatto principe della manifestazione), permettono di gustare anche altre specialità tipiche mantovane, come i tortelli di zucca, il risotto col pistum (salsiccia di suino), il risotto coi saltarei (gamberetti di fiume) e l’immancabile torta sbrisolona; il tutto accompagnato da vini di qualità, tra cui non può mancare il lambrusco mantovano d.o.p. A contorno della manifestazione, tutta una serie di eventi tra cui mercatini, giochi, esposizioni e luna park. La domenica, nella piazzetta della chiesa, si tiene ormai da alcuni anni la rassegna Madonnari a Pozzolo, che permette di ammirare l’arte effimera del gessetto, nelle opere dei più quotati artisti del genere. A disposizione ampi parcheggi e area camper attrezzata a 500 mt dall’area feste. Apertura stands gastronomici ore 19:30.

Il luccio, considerato il re dei predatori d'acqua dolce, rappresenta da sempre un bottino molto ambito dai pescatori. Presenta un corpo allungato e poco compresso ai lati, con la pinna dorsale molto arretrata, vicino alla caudale. Molto caratteristica è la forma del muso "a becco d'anatra", prominente e appiattito, la bocca assai ampia è fornita di moltissimi denti robusti ed acuminati. La colorazione può essere variabile: generalmente presenta dorso scuro, fianchi marmorizzati di macchie bianco-argentee con tinta di fondo verde, ventre bianco giallastro; le pinne sono invece di colore giallo rossastro con machie nere. Vive soprattutto nelle acque calme e limpide, dove il profilo della costa meno ripido consente un rigoglioso sviluppo della vegetazione acquatica e palustre. Predilige le acque planiziali ferme o a lento decorso di fiumi, proprio come si presentano le acque del Mincio nei pressi di Pozzolo, oltre che stagni e laghi. Il suo habitat naturale prevede fondali sabbiosi o fangosi ricchi di vegetazione, nella quale si mimetizza durante le sue battute di caccia. Si ciba quasi esclusivamente di pesci ed è considerato predatore assai vorace ed insaziabile. Tale fama è tuttavia esagerata: il luccio infatti contribuisce all'equilibrio delle popolazioni di ciprinidi, di cui si nutre, eliminando gli individui più deboli o malati. Purtroppo è sempre meno diffuso poichè oggetto spesso di pesca indiscriminata, penalizzato dal degrado del suo habitat naturale e in forte contrasto con nuovi predatori alloctoni (quali il siluro e il black bass) in diretta concorrenza nella catena alimentare.

Il luccio da sempre rappresenta un piatto prelibato presente nei menù dei ristoranti mantovani, proprio perché il pesce di fiume e di lago è sempre stato un alimento considerevolmente disponibile e a costi molto moderati. Al contrario della carne, pertanto, il pesce d'acqua dolce poteva essere consumato quasi quotidianamente e spesso la sua trasformazione in cibo non ha comportato grandi elaborazioni. Già al tempo dei Gonzaga, ma fino a giorni più recenti, non esistendo metodi di surgelazione, carni e pesci di mare esigevano molte cure, profonde metamorfosi: le salse, le spezie, il gusto deciso di alcuni frutti, sovrastavano (e spesso annullavano) il sapore dell'elemento primo, probabilmente non più freschissimo. Il pesce d'acqua dolce invece, grazie alla sua abbondanza, alla sua disponibilità, ha potuto essere cucinato rispettandone il sapore dolce e pulito. Le origini del luccio in salsa sono sicuramente molto antiche, se ne ha già notizia nel trattato dello Stefani: "Deve il luccio essere di fiume, overo di lago buono e non paludoso; fra tutti i pesci, questo dà buon nutrimento.... serviti con olio, succo di limoni e verdure; nello spiedo lardati con angiove, serviti con salsa di capperini, code di gamberi, zuccaro e aceto rosato..." (Brunetti, 1965:46). Il luccio in salsa è il "secondo" piatto che maggiormente caratterizza la tradizione gastronomica mantovana: per questo nella gran parte dei ristoranti è disponibile tutto l'anno, servito caldo o freddo, a seconda delle stagioni, ma generalmente accompagnato da fettine di polenta abbrustolita; accostamento insolito per il pesce d'acqua dolce, ma al quale i mantovani difficilmente sanno rinunciare, anche per antica necessità. Nella preparazione il luccio viene fatto bollire in acqua e poi viene spolpato, sminuzzato e lasciato a marinare nella salsa per almeno dodici ore, meglio un giorno intero. I grandi chef della cucina mantovana dicono che per preparare un eccellente luccio in salsa, si deve condire il pesce con una salsa verde preparata con olio ed un battuto fine di prezzemolo, aglio, capperi, acciughe e tanta cipolla. La salsa deve essere fatta cuocere con un po' d'aceto a fiamma moderata per 15 minuti e va poi versata a caldo sul pesce... Quasi tutto vero, ma manca ancora qualcosa per avere la ciliegina sulla torta e gustare il luccio in salsa impareggiabile della Sagra di Pozzolo....

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