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''Radicondoli Festival - Armonie, per un teatro necessario'' Dal 26 luglio al 3 agosto

Gigi Romani

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lromani@laprovinciadicremona.it

07 Luglio 2014 - 17:12

Maddalena Crippa

Maddalena Crippa

 

Il Festival di Radicondoli, giunto alla XXVIII edizione, in scena dal 26 luglio al 3 agosto, offre un intenso percorso di festa con spettacoli di teatro e danza, concerti, mostre, incontri con artisti e molte altre iniziative. Un appuntamento da non perdere anche per riscoprire un territorio ancora vergine e ricco di peculiarità naturali e artistiche, che ne fanno un unicum, pur dentro un’area già di grande e notorio pregio, come quella del senese. Il fenomeno della geotermia che caratterizza Radicondoli, e quindi l’utilizzo di fonti alternative di energia, ha avviato da tempi non sospetti uno sviluppo che è proceduto insieme alla Terra, in amicizia con le sue forze e non a suo discapito. E questa morfologia è ispirante anche per le forme della cultura del futuro, che deve essere lungimirante, armonica e ri-fondatrice, e non episodica, come spiega il direttore artistico Massimo Luconi, che intitola infatti quest’anno la rassegna: Armonie, per un teatro necessario.

In più, saranno valorizzati siti nuovi, tra arte umana e forza della natura, segno di questa sinergia.

Il festival è inoltre, fin dalla sua fondazione con l’impegno e la lunga conduzione di Nico Garrone, un punto d’incontro tra i vari linguaggi dell’arte, non solo per la sua ambizione di guardare oltreconfine: oltre i linguaggi istituzionali e oltre i confini nazionali verso nuovi mondi, ma anche perché consente di affiancare la degustazione di prodotti locali, la visita di luoghi storici a pomeriggi e serate con spettacoli e incontri con gli artisti, in un momento di grande osmosi culturale.

In questa idea di officina della cultura e di arte per il futuro, il programma presenta spettacoli e studi degli stessi che avranno per lo più qui la loro prima rappresentazione nazionale, come opportunità per poter iniziare un cammino. Per tutti avviene inoltre l’incontro con una scenografia suggestiva e peculiare del territorio.

Tra i protagonisti:

LUCA LAZZARESCHI, MILVIA MARIGLIANO, PAMELA VILLORESI, MADDALENA CRIPPA, LAURA MARINONI, FEDERICA FRACASSI, IBRAHIMA DIOUF, ARIANNA SCOMMEGNA, FABRIZIO ARCURI, SALVINO RACO, STEFANO MASSINI SERGIO PIERATTINI per la prosa,

MIRIO COSOTTINI, ARTURO ANNECHINO, MATERIALI SONORI, QUARTO PODERE, MALY DIALY CISSOKO per la musica.

Si inizia il 26 luglio con il primo dei due spettacoli ‘africani’, curati dal direttore del Festival Massimo Luconi, che da anni ha trovato proprio in Africa una patria artistica elettiva, carica ancora di un senso pieno della vita, e specchio impietoso degli errori del Vecchio continente. Si tratta in questo caso di Anatomia del continente africano di un osservatore speciale quale Ryszard Kapuscinski, che da reporter condivise la vita dei più umili, e i cui scritti daranno vita al reading di Luca Lazzareschi. Il 27 luglio in scena vedremo la nuova figura femminile di Sergio Pierattini, nel monologo Ombretta Calco, interpretata da un’attrice intensa come Milvia Marigliano e con la regia di Peppino Mazzotta (replica 28 luglio), e l’atteso concerto di un grande jazzista, Mirio Cosottini, ineditamente accoppiato a Dialy Mady Cissoko dell’Orchestra di Piazza Vittorio: il titolo è le Radici e le ali, ovvero dialogo sulla libertà e l’origine come àncora. Il 28 luglio altro appuntamento musicale con i Canti erranti, Fuori dal pozzo dell’ensemble composto da Sabina Manetti (voce, chitarra), Enrico Fink (voce, flauto, fisarmonica, electronics), Mino Cavallo (chitarre), Carlo Bigazzi (basso elettrico e acustico), Marzio Del Testa (batteria) e la partecipazione di Giampiero Bigazzi (voce, electronics). Il 29 luglio al tramonto si assisterà al concerto di uno dei Maestri della musica per la scena, Arturo Annechino, che farà dialogare, in Piano solo, il suo pianoforte con l’incanto del paesaggio, e lo stesso giorno è la volta anche di una regina della scena, Pamela Villoresi, che darà voce con Io ho visto, dal libro di Pier Vittorio Buffa, a pagine poco note della storia: come quelle delle stragi nazifasciste non di guerra ma contro la popolazione civile. Un testo forte, di denuncia, per non dimenticare. Di tema vicino, segue un altro testo necessario con altre grandissime attrici del teatro nazionale: il 30 luglio, per la prima volta insieme, Maddalena Crippa, Federica Fracassi e Laura Marinoni si confronteranno infatti con i Diari 1941-1943 della grande autrice ebrea olandese Etty Hillesum, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita, nella riduzione Deve trattarsi di autentico amore per la vita, che dà testimonianza di un percorso di illuminazione, prima sensuale infine quasi mistica, e di positività e gioia tali nei confronti della vita, da non oscurarsi neppure con la morte più nera nel campo di sterminio di Auschwitz. Il 31 luglio in anteprima nazionale Ciro Masella mette in scena il testo di Stefano Massini Gioco di specchi, segue la musica irriverente dei Quarto Podere, gruppo demenziale di rock agricolo, come si definiscono per lo stile tra Elio e le Storie tese e gli Squallor. L’1 agosto seguono tre appuntamenti di prosa: Anna Politkovskaja in memoriam di Lars Noren, diretto da Salvino Raco, un primo studio del secondo spettacolo guidato da Luconi, da Le Ceneri di Tahar Ben Jelloun che vedrà protagonista l’attore senegalese Ibrahima Diouf, già Creonte nella recente Antigone rappresentata al Fabbricone di Prato, e infine un ulteriore appuntamento con la nuova drammaturgia di Renata Ciaravino che ha scritto per l’apprezzatissima Arianna Scommegna Potevo essere io. Il 2 agosto sarà la data del Premio Nico Garrone, fondatore e ideatore del Festival, che sarà consegnato a due giovani critici distintisi nel panorama nazionale e a un maestro del teatro italiano. Si chiude il 3 agosto con due Shakespeare, nel 450esimo anniversario del Bardo, ma alla maniera di Fabrizio Arcuri e del Teatro degli Artefatti: Io Cinna e Fiordipisello. Per i giorni del Festival sarà aperta la mostra di scultura dell’artista senegalese Moussà Traorè, Visioni da Dakar, che reinventa e dà anima e vita a una strana umanità con oggetti di scarto, e saranno presentate altre iniziative dentro e Oltre il festival. 

QUI IL PROGRAMMA

 

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