L'ANALISI
BASKET, SERIE A2
06 Marzo 2026 - 11:43
Luca Bechi con Antonio Colace
CREMONA - Una sosta rigeneratrice che ha permesso di recuperare giocatori e forze in campo: non chiedeva di meglio Luca Bechi, coach della Juvi Ferraroni, che riprende il campionato a Pesaro, in casa della capolista.
«Pesaro è ovviamente un incontro di altissimo livello e di altissimo prestigio - conferma Bechi - perché parliamo di una squadra che è sempre stata indicata diciamo da seconda fila e non da favorita per la vittoria del campionato fino a che poi con la sua continuità, con il suo modo di giocare, con il suo modo di difendere e con l'atteggiamento in campo piano piano ha conquistato fiducia. Adesso nell'ultimo giro del campionato è chiaro che è diventata l'avversario da battere perché è prima in classifica con merito. E’ una squadra ricca di talento, di esperienza, un mix veramente esplosivo di gioventù dove spiccano ragazzi come Virginio, che abbiamo avuto per un breve periodo, come Bertini o Trucchetti. E poi l'esperienza di Tambone, il talento di Bucarelli e del giovane Maretto tra i più interessanti del campionato, insieme a una coppia di stranieri come Miniotas che si sta rivelando insieme a Fainke il migliore centro del campionato, oltre a Johnson appena arrivato da quattro partite e che dovrà dare quel quid in più per restare ai vertici della classifica. La squadra pesarese sta dimostrando con i fatti tutto quello che di buono è stato detto all'inizio e durante il campionato».
Quanto alla Juvi?
«La sosta è arrivata a fagiolo, perché avevamo tutta una serie di piccoli problemi fisici da risolvere. Possiamo guardare all'ultima parte del campionato con fiducia, abbiamo voglia di raggiungere il prima possibile i punti che ci separano dalla salvezza e poi come sempre passo dopo passo vedremo quali saranno gli obiettivi da poter raggiungere».
La classifica resta molto compressa sia in testa che in coda.
«La cancellazione di Bergamo ha cambiato un po' tutta una serie di equilibri, basti pensare che Livorno e Pesaro hanno perso quattro punti. Quindi al vertice ci sarebbe stata un equilibrio diverso e poi alcune squadre come la Juvi, ad esempio, hanno perso due punti. Nella terra di mezzo per evitare i playout l’assenza di Bergamo si è fatta sentire. Questo sconvolgimento a metà della stagione ha influito sulla classifica, ma c’è anche un equilibrio che si vede a ogni giornata ed è bello di questo campionato. Come dico sempre, tutti possono battere tutti e questo è ormai innegabile dopo due terzi del campionato».
Durante la pausa avete lavorato su qualcosa di particolare e la squadra ha recuperato in toto?
«La squadra sta bene perché comunque nel girone ha vinto otto gare su dieci. Questo ci ha dato fiducia e morale, c'è un equilibrio stabile ma che va mantenuto e conquistato ogni volta. Abbiamo cercato di darci degli obiettivi e soprattutto di evolvere un po' nel gioco e nelle dinamiche offensive e difensive, perché gli avversari ti studiano e provano a mettere un granello di sabbia nei tuoi ingranaggi. Quindi solo proporre nuove idee può evitare di essere prevedibili».
Della classifica si parla a bocce ferme, perché in campo c'è talmente tanto equilibrio che la Juvi gioca senza fare distinzioni squadre top e squadre in difficoltà.
«L'atteggiamento della squadra è stato sempre ottimo perché paradossalmente è più facile giocare con le squadre più forti, in cui la palla pesa meno e perché comunque se tu fai il risultato è tutto di guadagnato. In questo girone di ritorno devo dire che le partite insidiose contro Pistoia e Cento in casa sono state affrontate con il piglio giusto, soprattutto perché mancava qualche giocatore. Il bello è che i ragazzi hanno sempre trovato risorse per sopperire alle assenze e questa dal punto di vista del coaching staff è una grande soddisfazione».
Ecco cosa si aspetta dalla partita di Pesaro soprattutto alla luce della bella vittoria convincente prima della sosta contro Cento?
«La soddisfazione più grande sarebbe quella di competere contro la prima della classe, di andare a giocare la nostra pallacanestro anche se Pesaro avrà un grande seguito perché ogni partita in casa è un'occasione per avvicinarsi all'obiettivo promozione. Ci sarà una cornice di pubblico ma noi vogliamo dire la nostra, vogliamo far vedere chi siamo e vogliamo andare con grande umiltà, ma anche con grande determinazione a sfidare i migliori. La cosa importante che ci ha contraddistinto nelle vittorie più ‘prestigiose’ è stata la capacità di giocare sotto pressione e soprattutto di contenere il numero delle palle perse, quindi questo come sempre insieme ai rimbalzi sono le due voci chiave della partita. Se riusciremo a essere competitivi a rimbalzo e a sviluppare il nostro gioco senza subire la loro pressione difensiva potremo dire la nostra».
Quali sono le caratteristiche più pericolose di Pesaro?
«La loro caratteristica maggiore e migliore è la capacità di condividere la palla. Sono bravi in attacco, ovviamente ci sono degli equilibri e delle priorità, però loro sono bravissimi nella circolazione a trovare l'uomo libero. Dovremo difendere prima di tutto ma poi è chiaro che in casa loro cercheranno di imporre un ritmo alto, quindi non dovremo permettere a loro di creare dei break importanti difficili da recuperare».
Si aspetta un buon seguito di tifosi cremonesi?
«Quando vediamo che i tifosi ci seguono è una bella soddisfazione, poi da quanto ho capito ci sarà una fetta di tifo marchigiano a seguire Vecchiola, Barbante e Del Cadia e già a Rimini ci avevano fatto sentire il loro sostegno. Ci auguriamo di avere lo stesso supporto».
Coach Bechi ha parlato della gara di Pesaro ospite dello shop The Wall di Antonio Colace: «Per me - ha detto Colace - è un grande piacere ospitare il coach, fin da bambino seguo la Juvi e adesso la sostengo anche come sponsor».
Copyright La Provincia di Cremona © 2012 Tutti i diritti riservati
P.Iva 00111740197 - via delle Industrie, 2 - 26100 Cremona
Testata registrata presso il Tribunale di Cremona n. 469 - 23/02/2012
Server Provider: OVH s.r.l. Capo redattore responsabile: Paolo Gualandris