L'ANALISI
01 Marzo 2026 - 16:36
Giovanni Veronesi
CREMONA - «È un onore aver indossato per la prima volta questa maglia». Ed è una prima volta da incorniciare per Giovanni Veronesi e per una fetta di Cremona. Il tutto a Newcastle per la gara vinta contro la Gran Bretagna nella prima fase delle qualificazioni al Mondiale 2027, dopo il successo di novembre a Klaipeda contro la Lituania.
Per Veronesi è molto più di una semplice presenza a referto. È l’inizio di un percorso sognato a lungo, costruito con pazienza e lavoro quotidiano. Quando, nei mesi scorsi, era passato in redazione, lo aveva detto con sincerità: «La Nazionale sarebbe un sogno, ma ci sono tanti giocatori nel mio ruolo». Quel sogno si è materializzato all’improvviso, senza passaggi dalle giovanili azzurre, ma attraverso una crescita costante, categoria dopo categoria, fino a diventare protagonista in Serie A.
Il commissario tecnico Luca Banchi non ha avuto esitazioni: quintetto base all’esordio, accanto a Mannion, Tonut, Diouf e Niang. Una scelta coraggiosa e, col senno di poi, azzeccata. È proprio Veronesi a propiziare il brillante avvio degli azzurri, entrando subito in ritmo e dimostrando personalità. Per lui 8 punti in 13 minuti, con 3 rimbalzi e 1 assist: numeri che raccontano solo in parte l’impatto avuto sulla gara, fatto di energia, attenzione difensiva e letture mature.
A fine partita l’emozione è palpabile: «Per me è un sogno che diventa realtà». Ho fatto qualche errore e il coach me lo ha fatto notare, ma fa parte del percorso e ho il forte desiderio di migliorare. Parole semplici, ma dense di consapevolezza per Veronesi.
Anche il ct ne ha sottolineato l’atteggiamento: «Ha lavorato bene fin dal primo giorno di raduno, è protagonista nel club e ho pensato che farlo partire in quintetto potesse aiutarlo a gestire meglio il sovraccarico di emozioni. Bravi i compagni ad aiutarlo».
Ora l’attenzione si sposta sulla gara di ritorno di domani sera alle 19.30 a Livorno, ancora contro la Gran Bretagna. Per Veronesi – e per l’altro vanolino Davide Casarin – un’altra occasione per confermare che quel sogno azzurro, a Cremona, non è più soltanto un desiderio ma una splendida realtà.
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