L'ANALISI
26 Febbraio 2026 - 13:58
Morten Thorsby
CREMONA - C’è chi ai prossimi Mondiali punta ad arrivare sano e c’è chi punta ad arrivarci in forma smagliante. Anche questa motivazione ha spinto Morten Thorsby ad accettare la sfida con la Cremonese: mantenersi in una condizione atletica adeguata, alimentata allo stesso tempo dalla lotta che la corsa salvezza impone ai giocatori grigiorossi. Il centrocampista norvegese prelevato lo scorso gennaio dal Genoa è arrivato all’ombra del Torrazzo con le idee chiare: giocare con continuità e lottare per due obiettivi che richiedono impegno quotidiano, tanto lavoro e molta applicazione.
«Ho davanti a me due belle sfide - confessa Thorsby alla sua prima conferenza in grigiorosso - e io vivo per queste cose. Tengo molto alla salvezza della Cremonese e sono venuto qua per lottare. Allo stesso tempo punto anche al prossimo Mondiale che la Norvegia ha conquistato con un bel cammino. Ogni giocatore coltiva qualche ambizione e io ho queste due davanti agli occhi: prima viene la salvezza della Cremonese e poi personalmente punto a disputare anche un bel mondiale. Spero di riuscire a fare bene entrambe le cose».
Thorsby è arrivato da poco, ha segnato contro l’Atalanta e ha sfiorato il gol a Roma con un tuffo di testa. Tra la Cremonese vista contro il Genoa e quella vista contro la Roma, qual è la vera forza della squadra di Nicola?
«Penso che di questa Cremonese si potrà vedere ancora molto di più, il vero potenziale della squadra secondo me può ancora uscire. Io sono entrato in squadra da poco, oltre a me sono arrivati Luperto, Maleh e Djuric e stiamo lavorando per integrarci al meglio nel gioco. Stiamo ancora cercando di capire come giocare insieme, perché abbiamo portato qualità diverse rispetto agli altri e dunque si può solamente crescere ulteriormente come gruppo. Per trovarci al massimo servirà tempo, in più stanno rientrando tanti altri giocatori che erano fuori: io avverto sensazioni positive, sono convinto che abbiamo le possibilità di fare molto meglio di così».
Da un lungo periodo i risultati non stanno arrivando: pesano sullo spogliatoio tante gare senza vittoria?
«Il calcio è fatto di momenti e può cambiare da un momento all’altro. Adesso siamo nel momento in cui non vinciamo da tanto tempo e sicuramente coltivi più dubbi rispetto a quando sei nel momento migliore in cui i risultati arrivano, ma da questa situazione se ne esce solamente in gruppo e qua ho trovato un ambiente sano. Io sono convinto che ci sono i mezzi per uscire da questa situazione. Dobbiamo lavorare, provare e impegnarci al massimo per cambiare il momento, perché quando riesci a ottenere quello che cerchi la situazione cambia rapidamente. Ho già vissuto queste cose in passato e ogni volta c’è sempre una via d’uscita quando il gruppo ha valori buoni».
Domenica arriva il Milan, seconda forza del campionato. In carriera Thorsby ha affrontato dieci volte i rossoneri senza mai aver ottenuto un successo.
«Vero, personalmente non hai mai vissuto la gioia di battere il Milan e credo che questo sarebbe un ottimo momento per farlo».
La squadra di Allegri è una big atipica perché spesso concede il possesso palla: che gara ci si deve aspettare?
«Il Milan è una squadra che ha tanta qualità, ma ogni tanto sbaglia qualcosa. Per questo noi dovrei essere perfetti per sfruttare quella minima occasione che potrebbe capitarci. Giocheremo in casa spinti anche dal nostro tifo, ma come sempre andremo in campo per fare punti: mi aspetto una gara difficile, il Milan arriva anche da sconfitta e dunque vorrà rifarsi alla svelta ma per noi è troppo importate offrire buna prestazione per avvicinarci al traguardo della salvezza».
Thorsby è andato in gol contro l’Atalanta e in carriera di reti ne ha segnate diverse: Nicola ha chiesto di farsi vedere di più in attacco?
«Non mi ha chiesto proprio quello, ma lui sa che fa parte del mio gioco e delle mie qualità. La mia volontà è arrivare nell’area di rigore per segnare, perché per un giocatore è la cosa già bella. Chiunque vorrebbe farsi vedere in area e staccare sui cross alla ricerca del gol. Con la mia altezza il colpo di testa diventa una mia qualità e poterla sfruttare per segnare e aiutare la squadra sarebbe una cosa importante».
Thorsby si è trovato subito bene con la realtà di Cremona?
«Cremona è una città carina e io non ho bisogno di una grand città, sono cresciuto in una realtà piccola e dunque sono abituato al contatto con la gente: è la mia dimensione. Poter andare in giro per il centro mi piace e sono vicino anche per andare ad allenarmi. Qua ho trovato una vita comoda e bella».
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