L'ANALISI
BASKET: PICK AND ROLL
24 Febbraio 2026 - 10:10
Il presidente Aldo Vanoli con la Coppa Italia 2019. A destra l giovane play Tommaso Vecchiola in possesso palla
CREMONA - Con la finale che non t’aspetti (anche se ben più di qualche segnale si era palesato e non solo in campionato) e il successo di Milano degli ex biancoblu Poeta, Ricci e Mangone, anche l’edizione 2026 della Frecciarossa Final Eight di Coppa Italia Lba è andata in archivio.
È stato un periodo particolare per il popolo biancoblù, in particolare la giornata di mercoledì 17 febbraio che nella storia della pallacanestro cremonese è segnata in rosso per la fantastica vittoria della Coppa Italia 2019 (al MandelaForum di Firenze) da parte della Vanoli. Proprio martedì scorso sui social, pubblicati da più persone, sono comparsi filmati, immagini, interviste relative a quello storico ed emozionante successo, il cui stendardo assegnato al club dalla Lega Basket troviamo appeso al PalaRadi ‘ad perpetuam memoriam’. Quel giorno non avrei dovuto esserci, il compito di seguire la squadra per il giornale era stato affidato a Fabrizio, il quale però dopo la semifinale non si era sentito bene (malessere di stagione) e così scrivere di quel Vanoli-Brindisi toccò a me. In tanti anni di partite, chilometri macinati in trasferte e resoconti, quello è stato sicuramente uno degli eventi al quale sono particolarmente affezionato. Dei 6.500 presenti, i tifosi pugliesi sugli spalti erano in maggioranza, ma ricordo i tantissimi cremonesi presenti, forse lontano da Cremona non si era mai vista una partecipazione così numerosa, nemmeno ai tempi della promozione della CBM (anni Settanta) ottenuta contro Bergamo nello spareggio della Misericordia di Venezia. Non credo di svelare chissà quale segreto scrivendo che alle 22 e 14 di martedì scorso, su Whatsapp, Aldo Vanoli ha inviato con orgoglio - penso non solo a me - tre fotografie dei festeggiamenti post-vittoria di Firenze e il film della Coppa Italia 2019 (il video si trova su Youtube). Ho risposto ad Aldo e, subito dopo, da vecchio sentimentale, non ho potuto fare a meno di pensare allo stato d’animo attraversato da questo uomo-imprenditore che nell’estate del 2011, senza tentennamenti, ha salvato il club prendendo in mano il testimone lasciato da Secondo Triboldi, passando dallo status di sponsor a quello di proprietario con tutto quello che ne consegue. Ho ripensato a quanto Aldo, tra gioie e dolori, ha ‘regalato’ a Cremona, al pubblico cremonese e non solo, a quanto denaro ha investito (senza ritorni tangibili) per mantenere la serie A di basket nella nostra piccola città, in un palasport obsoleto da anni e nonostante ad aiutarlo concretamente siano stati davvero pochi. Una società che è cresciuta nel tempo anche a livello organizzativo, ammirata in Italia per la gestione oculata e i risultati ottenuti pur con budget limitati. Ho cercato di mettermi nei suoi panni, anche se è impossibile, e posso solo immaginare quali turbamenti interiori stia vivendo Aldo che, trascinato nel mondo della pallacanestro quasi per caso nel 2003, se ne è pian piano innamorato in modo irreversibile, così come lo è stato per tutta la sua famiglia. Leggo tanti commenti su quanto potrebbe accadere qualora Vanoli cedesse alle lusinghe romane di questa non ancora ben identificata Nba Europe, personalmente rimango dell’idea che Aldo – chi ama la pallacanestro non dovrebbe mai finire di ringraziarlo – prenderà la migliore decisione possibile.
Intanto, dopo qualche giorno di pausa, questa settimana torna ad allenarsi la squadra, che va sostenuta sempre, pur priva dei convocati nelle rispettive Nazionali (Casarin con Veronesi e Grant (tornato a casa per un problema muscolare) per l’Italia e Ndiaye per il Senegal), anche per proseguire all’interno del gruppo la fase di inserimento di Mattia Udom. Non è escluso che venga organizzato anche un test amichevole, in vista poi del ritorno in campionato di domenica 8 marzo a Tortona.
C’era un velato timore accresciuto man mano che ci si avvicinava all’orario di inizio del match tra Ferraroni JuVi e Sella Cento. La sconfitta pesante subita all’andata (-20), le ultime prestazioni con la squadra sembrata stanca, l’impossibilità di poter schierare l’equilibratore del gioco Kadeem Allen per un problema alle costole (colpo subito contro Scafati ma evidenziato dopo la trasferta a Cividale dove Allen aveva giocato nonostante il dolore). Insomma, al PalaRadi si temeva per una sfida ad un avversario posizionato in classifica alle spalle dei cremonesi ma comunque sempre ostico da affrontare. Tutti i timori della vigilia si sono dissolti quando dopo l’8-11 del 7° minuto, i ragazzi di coach Luca Bechi hanno di fatto preso saldamente in mano le redini dell’incontro e allungato nettamente il divario nel secondo quarto nonostante lo staff tecnico sia stato costretto a tenere per tutto il parziale Garrett in panchina causa un secondo fallo più che veniale sanzionato al termine dei primi 10 minuti. Guadagnato il ventello di vantaggio, capitan Panni e compagni sono stati bravi a rintuzzare ogni volta i tentativi di rientro da parte della compagine ospite, sino ad arrivare ai minuti finali quando per la Ferraroni JuVi si è palesata la possibilità persino di ribaltare il deficit della gara di andata (potrebbe non essere necessario al termine della stagione regolare, ma mai dire mai), missione compiuta grazie soprattutto ai canestri e alle iniziative di Garrett, Vecchiola e Bartoli ma complessivamente per pieno merito di tutto il gruppo orogranata.
Una difesa al limite della perfezione – non è certo una novità ma è diventato il marchio di fabbrica della Ferraroni di questa seconda parte di stagione – grazie all’organizzazione corale e all’impatto tecnico ed emotivo che ognuno dei giocatori mette sul parquet; a questo fondamentale che più importante non si può, si aggiunge poi una esecuzione degli schemi che mette quasi sempre i giocatori al posto giusto al momento giusto, con percentuali di realizzazione figlie dell’assenza di stress dovuto alla ricerca del canestro sotto pressione. Certo, il 6 su 8 da tre punti fatto registrare nel secondo quarto difficilmente lo si può mantenere per tutto l’arco del match (alla fine comunque la percentuale è stata del 60% con 12 su 20), ma anche all’interno dell’arco dei 6.75 non è andata niente male con 21 canestri su 33 tentativi (64%). Tutti gli atleti schierati in campo sono andati a referto, con Garrett (21), Barbante (16), Allinei (11) e Panni (10 più 8 assist) in doppia cifra. Numeri che mostrano una serenità di esecuzione, una tranquillità nell’attaccare l’avversario, anche quando dovresti essere sotto pressione, come adeguarsi all’assenza di un giocatore americano. La settimana senza l’impegno aggiuntivo ha permesso a coach Bechi e al suo staff di lavorare con maggiore serenità, recuperare gli acciacchi, pur con Allen ai box e nonostante il giocatore fosse tentato di mettersi a disposizione della squadra contro le indicazioni dei medici. Anche questo atteggiamento dimostra l’attaccamento alla maglia che questa stagione vede protagonisti tutti i giocatori cari alla famiglia Ferraroni, particolari importantissimi e grazie ai quali il team è sempre più proiettato nella salita in graduatoria, al momento in undicesima posizione e quindi, se mantenuta, con possibilità di disputare i play in ai quali accederanno le formazioni classificate dal 8° al 13° posto.
Ora il campionato di serie A2 osserverà un turno di riposo per la finestra Fiba dedicata alle nazionali, così la Ferraroni JuVi tornerà in campo domenica 8 marzo alla Vitrifrigo Arena di Pesaro, ospite della capolista Victoria Libertas, club marchigiano fortemente impegnato nell’obiettivo di riportare la propria squadra in serie A.
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