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BASKET SERIE A

Vanoli contro Cantù. Brotto non ha dubbi: "Gara che porta in paradiso oppure all'inferno"

Il coach biancoblù ospite di Gabetti: "Lo schiaffo di Sassari può servire per darci la scossa, in passato gare simili ci hanno esaltato"

Ivan Ghigi

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ighigi@laprovinciacr.it

05 Febbraio 2026 - 17:02

Vanoli contro Cantù. Brotto non ha dubbi: "Gara che porta in paradiso oppure all'inferno"

Gigi Brotto con Stefano Biaggi della Gabetti

CREMONA - Lo schiaffo incassato contro Sassari può servire da sveglia per lo scontro con Cantù (sabato al PalaRadi) che Gigi Brotto, tecnico della Vanoli, definisce molto importante per il futuro del campionato. Presso la sede di Gabetti e dell'area manager Stefano Biaggi (partner della Vanoli) il tecnico ha presentato il prossimo impegno di campionato.

«Una gara da paradiso o inferno - ha detto schiettamente il coach - perché nel giro di due punti sono racchiuse sette squadre e quindi con una vittoria resti a metà classifica, mentre con una sconfitta comincia a sentire il fiato sul collo di queste che stanno dietro».

Ad aumentare la difficoltà del prossimo match è proprio la fame che Cantù porterà con sé a Cremona.

«La salvezza resta il nostro obiettivo e Cantù è invischiata in questa lotta. Considero la sfida da circoletto rosso per le difficoltà che presenta. La Vanoli sta bene, siamo consci dell’importanza della gara e siamo chiamati a presentarci in campo per giocare il miglior match possibile sostenuti dal nostro pubblico».

Tra inferno e paradiso c’è anche il purgatorio.

«Il purgatorio non esiste - ribatte Brotto - perché dobbiamo avere in mente che questa gara è vita o morte, per cui dovremo essere estremamente efficaci».

Cosa preoccupa di più degli avversari?

«Ci aspetta una gara di nervi e di motivazioni. Quello che mi fa paura è la forte consapevolezza delle due squadre che si tratta di un match importantissimo per sopravvivere e quindi mi aspetto che Cantù avrà molta fame».

Quale reazione c’è stata alla sconfitta contro Sassari?

«La sconfitta non è stata piacevole per come è avvenuta, ma va riconosciuto che la squadra ha provato con la testa a restare in partita ma non ha tradotto in gioco quello che aveva preparato. In allenamento abbiamo messo più agonismo e abbiamo preparato un piano gara da rispettare prima di provare altre soluzioni. Per il resto contro Cantù abbiamo svolto un lavoro normale considerando che gli avversari hanno cambiato coach e quindi potrebbero avere una identità diversa e in divenire sia in attacco che in difesa. Abbiamo analizzato le loro ultime gare per capire come agiscono. Dal punto di vista fisico per adesso noi stiamo tutti abbastanza bene».

A Sassari qualche giocatore è apparso sotto tono. Siete intervenuti per motivarli o altro?

«In particolare no, cerchiamo sempre di restare sull’analisi di tutta la squadra per cui abbiamo lavorato a livello generale e non sui singoli. Sicuramente siamo consapevoli di quello che abbiamo fatto bene o male, adesso lasciamo spazio solo alla consapevolezza che serve il massimo impegno».

Quello di Sassari può essere considerato uno schiaffo salutare per ritrovare subito l’attenzione necessaria?

«La squadra risponde bene quando viene messa al muro, speriamo che anche questa volta lo schiaffo possa servire. Per spronare il gruppo ho usato proprio parole del coach di Sassari Veljko Mrsic dicendo che occorre performare e lottare. Adesso mia spetto una risposta concreta dalla squadra».

La Vanoli in passato ha trovato stimoli ed energia di fronte a gare impegnative. Sarà ancora una molla su cui spingere?

«Vero, la squadra è sempre stata sollecitata positivamente e mi riferisco a Reggio Emilia che è stata una gara molto simile a questa in arrivo. Aggiungo anche che a Trento abbiamo disputato un’altra gara importante. Contro Cantù la Vanoli deve dimostrare maturità, non è l’ultima spiaggia ma ci avvicinerebbe molto al nostro obiettivo e scapito di una diretta concorrente, per cui le risposte che ci sono state in passato confido di rivederle anche questa volta».

Cominciate a fare i conti sulla classifica visto che Treviso affronterà l’Olimpia Milano?


«No, nessuno li vuole fare, ma sicuramente contro una diretta concorrente si fa il conto solo su questa. Se fossimo in un’altra posizione di classifica chiederei di vivere la gara con lo stesso atteggiamento. Quello che cambia è l’importanza della gara per la classifica stessa delle due squadre, penserò a Treviso al momento opportuno».

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