L'ANALISI
09 Gennaio 2026 - 20:14
Carlo Campigotto
CREMONA - Domenica alle 18 la Vanoli Cremona sarà di scena al PalaCarnera per la sfida contro l’Apu Udine, snodo cruciale nella corsa alla Coppa Italia. A presentare la partita è il viceallenatore Carlo Campigotto, che racconta sensazioni, ambizioni e stato di forma del gruppo, anche in ottica degli altri due punti di penalità inflitti a Trapani sceso a quota 10 dietro alla Vanoli.
Udine arriva in un momento importante della vostra stagione. «È una partita che ci giochiamo con grande entusiasmo. A inizio stagione il nostro obiettivo era la salvezza, ora invece c’è anche una Coppa Italia in ballo. Non lo neghiamo: vorremmo partecipare. Veniamo da una buona settimana di lavoro, più ‘sana’ dal punto di vista fisico e le ultime vittorie ci hanno restituito fiducia e identità».
Il tecnico spiega le caratteristiche di Udine, essendo anche un ex: «È una neopromossa solo sulla carta. Ha un roster di assoluto livello e un palazzetto che sa spingere tantissimo la squadra. Si va verso il sold out, quindi sarà una gara intensa e bella anche da vedere. In più per me sarà speciale tornare lì da avversario».
Christon e Alibegovic sono due grandi ex e tra i pericoli principali. «Christon è un vero leader, non ha paura di prendersi responsabilità nei momenti decisivi ed è cresciuto tantissimo. Alibegovic è un giocatore che avrebbe meritato la Serie A da tempo: ora è protagonista e capitano e sono molto contento per lui anche a livello umano».
La vittoria di Reggio Emilia vi ha dato qualcosa in più: «Sì, è stata la nostra prima vera partita sporca vinta, la metterei forse alla pari di quella con Sassari come tipologia. Con Reggio Emilia la solidità difensiva ha fatto la differenza e ci ha dato uno step di maturità. Quando non fai scappare via l’avversario, poi riesci a chiudere la partita nel modo giusto».
Si è segnato poco: serve correre di più in contropiede: «Se difendi bene e prendi rimbalzi, fai più canestri facili e la partita diventa meno sporca. Le percentuali vanno e vengono, quello che fa la differenza è la fiducia. E adesso la fiducia c’è dopo un mese un po’ complesso».
Willis sta vivendo un momento particolare. «È un realizzatore puro, tutti i bomber hanno momenti di flessione. Non manca l’impegno e non è un problema fisico. Con Reggio ha segnato canestri importanti. Sono strafiducioso che ritroverà presto la sua miglior versione».
Mentalmente la squadra si era un po’ montata la testa? «La nostra base è molto giovane, soprattutto tra gli italiani, quindi questi alti e bassi sono fisiologici. Il compito dello staff è riportare tutti sui binari giusti. Tornare a difendere come a inizio stagione è la chiave. Nelle ultime partite si è visto e vogliamo aumentare sempre di più i minuti di qualità».
Com’è organizzato il lavoro dello staff alle spalle di coach Brotto? «Io mi occupo soprattutto di video e preparazione delle partite, Luca Vitali e Massimo Giubertoni lavorano di più sul campo e sul post. In base alle esigenze ognuno prende iniziativa su attacco o difesa. Nonostante il periodo complicato che abbiamo attraversato, siamo molto contenti di dove siamo: avremmo firmato col sangue per essere in questa posizione alla fine del girone di andata».
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