L'ANALISI
03 Gennaio 2026 - 13:42
Jamie Vardy
CREMONA - La Cremonese non ha mai vinto allo stadio Franchi e sa che la Fiorentina dovrà lanciare segnali positivi per dare una svolta alla propria stagione. Davide Nicola si prepara ad affrontare la Viola con grande determinazione e chiede ai suoi uomini un altro passo in avanti di qualità.
«La qualità della Fiorentina è elevata - spiega l’allenatore grigiorosso - ma le analisi sulla classifica non spettano a me. Io ho tenuto il focus solamente su noi stessi perché adesso arriva il momento in cui dobbiamo spingere ancora di più, nel senso che dobbiamo compiere il terzo salto di qualità che riguarda anche la recente gara contro il Napoli. La squadra contro i campioni d’Italia si è espressa bene, con coraggio e personalità, però per competere contro certe realtà dobbiamo migliorare ancora e questo richiede tempi e sforzi maggiori. Vogliamo migliorare la capacità di gestire la palla attraverso la ricerca del terzo uomo, vogliamo smarcare meglio gli uomini in fase offensiva e dobbiamo prenderci qualche responsabilità in più. Mancano due gare alla fine del girone di andata ed è il momento di mettere convinzione nel trovare soluzioni individuali quando ci sono pochi spazi. Dobbiamo trovare maggiore pulizia per crescere nella fase di non possesso perché si possono creare dinamiche migliori».
La Cremonese si presenta a questa sfida dopo un periodo in cui è riuscita a realizzare pochi tiri. Un problema?
«Non è un problema ma abbiamo analizzato questo aspetto: possiamo migliorare la scelta e il tempo della scelta e all’interno di questa crescita servono anche individualità. Dobbiamo godere del fatto che qualcuno possa essere risolutivo con un gesto efficace. Cose che richiedono lavoro e prova».
Dalle parole di Nicola si arriva anche alla considerazione che i grigiorossi non vanno in gol da tre giornate.
«Vero, ma è anche accaduto che in certe gare nonostante abbiamo segnato un gol abbiamo anche raccolto meno di quanto potevamo meritare. Non è facile dare una spiegazione netta a questa cosa, ma i numeri sono congrui con i nostri obiettivi. La cosa importante è capire che il gesto tecnico che chiedo ai ragazzi non è una questione di responsabilità o di coraggio ma è saper capire quando serve quel gesto invece che un altro».
Che bilancio può tracciare Nicola del suo 2025 in grigiorosso a partire dalla scelta di lavorare a Cremona?
«Credo di essermi già espresso: sono soddisfatto dell’approccio che abbiamo avuto nei confronti dell’ambiente cremonese e spero che lo stesso ambiente abbia apprezzato il nostro di approccio. Credo sia tangibile l’intento e la cultura dei valori che c’è tra noi e la società. Chiaro che il mio obiettivo massimo è riuscire a raggiungere gli obiettivi che abbiamo in testa. Questo ambiente ha potenzialità di crescita, ma si cresce in modo misurato, a piccoli passi. Vivo in un ambiente che mi fa stare a mio agio».
La Fiorentina apre un mese di gennaio in cui la Cremonese sarà attesa da quattro scontri diretti in cinque gare.
«Adesso è il momento di spingere ancora - replica Nicola - anche se in un tempo così lungo faccio fatica a proiettarmi, proprio perché so perfettamente che siamo il tipo di squadra che sta cercando di fare un percorso. Non ci piace sentirci inferiori agli altri, lo dico con grande realismo ma dobbiamo essere consapevoli che ogni squadra in Serie A può mettere in difficoltà chiunque. Concentriamo le energie sul singolo impegno e lavoriamo ogni giorno per arrivare solo alla prossima sfida. Credo che a marzo, chi si presenterà in una certa posizione potrà fare anche altre valutazioni, ma non è questo il momento di pensarci, così come è necessario adesso pensare solo alla Fiorentina».
Al Franchi la Cremonese troverà un ambiente che spingerà per ritrovare punti e sorrisi. La Viola è data in grande vantaggio.
«Come ho detto, dobbiamo solo pensare solo a noi. Certi fattori non devono preoccuparmi perché non c’è una sola gara in cui non siamo dati per sfavoriti. Siamo realisti e sappiamo che chiunque può essere superiore a noi, ma se abbiamo ottenuto quello che abbiamo oggi è perché i ragazzi sono stati bravi e stanno tirando fuori qualità. Qualcuno magari le tirerà fuori più avanti. Noi partiamo svantaggiati, ma poi serve la personalità e sappiamo bene dove andremo a giocare. Questo ci motiva, perché avremo una squadra di qualità davanti e dovremo dimostrare di essere uniti su un campo così difficile Qua c’è un gruppo di ragazzi intelligenti che si applicano. Essere perfetti è difficile, ma dobbiamo ambire alla perfezione».
La Fiorentina contro l’Udinese giocato a quattro in difesa, ma spesso ha giocato con tre uomini. Cosa può cambiare per la Cremonese questa possibile variazione?
«Credo che tutti i progetti tecnici abbiano una grande capacità di cambiare da tre a quattro. Lo fanno tutti, la capacità è allenarsi su questo perché cambiano le letture e anche su questo noi stiamo lavorando. I giocatori riescono a passare da tre a quattro perché sono preparati. Senza dimenticare che il calcio non perderà mai la sua anima di sport di strada, fatto anche di situazioni imprevedibili e gesti individuali».
La prima gara del 2026 si aprirà con un minuto di silenzio per commemorare i giovani sportivi vittime della grave sciagura avvenuta a Crans-Montana nella notte di Capodanno.
«A fronte di una conferenza stampa dove ognuno si diverte a parlare di calcio, ho apprezzato molto il minuto di silenzio che la Figc ha chiesto. Questa tragedia mi ha scosso come tutti e mi lascia senza parole. Se il mondo del calcio serve per trasmettere messaggi positivi, questa è una di quelle occasioni: giusto esprimere solidarietà alle famiglie delle vittime con il silenzio e un grande abbraccio. La Cremonese come società è molto avanti su questi temi, perché nel sociale è molto impegnata e l’empatia che riesce a trasmettere mi fa sentire orgoglioso di fare parte di questo ambiente».
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