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CALCIO. SERIE B: L'INTERVISTA

Cremonese, cresce la febbre: Pesce aspetta un’altra festa

Il mediano nelle vesti di doppio ex non dimentica la scalata del 2017 e sabato sarà allo stadio Zini

Ivan Ghigi

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ighigi@laprovinciacr.it

28 Aprile 2022 - 05:30

Cremonese, cresce la febbre: Pesce aspetta un’altra festa

L'ex grigiorosso Simone Pesce

CREMONA - La corsa sul Monza passa dal match contro l’Ascoli prima ancora che dalla trasferta a Como del prossimo 6 maggio, data assai evocativa per la Cremonese e per un ex grigiorosso come Simone Pesce che ricorda ancora con trasporto e affetto quanto accaduto nel 2017 sull’inzuppato terreno dello stadio Zini.

L’ex centrocampista grigiorosso protagonista della scalata in serie B non mancherà sabato per assistere in veste da doppio ex alla sfida tra la squadra di Pecchia e quella di Sottil. Con l’Ascoli in serie A Pesce aveva vissuto metà stagione come compagno di squadra dell’attuale allenatore grigiorosso, poi con la Cremonese ha scritto una pagina importante della storia dell’Usc.

«Prevedo una partita bella ma tesa — racconta Pesce — che sarà decisa dai dettagli, perché la Cremonese si gioca qualcosa di veramente grande e aggiungerei meritatamente. Non so se già sabato sarà il momento della festa ma lo spero. Prima ci sarà da affrontare un match duro perché l’Ascoli è in salute e si gioca la matematica certezza dei playoff. Quando c’è in palio una posta come questa tra i giocatori rischia di esserci molta tensione».

Pesce sa bene cosa vuole dire vivere nella tensione. Non è così dopo il campionato 2016/2017 giocato alla rincorsa dell’Alessandria?
«Anche se parliamo di due obiettivi diversi, direi che è possibile comparare il tipo di tensione che si può vivere. Cinque anni fa me la ricordo ancora perché inseguivamo un obiettivo che il cavaliere Arvedi e la società inseguivano da oltre dieci anni. Superare lo scalino della Lega Pro era fondamentale, per cui la tensione è identica e noto che la pizza sta vivendo con entusiasmo, calore e partecipazione questa volata che porta addirittura alla serie A. L’entusiasmo del tifo sarà al massimo, la Cremonese avrà un sostegno in più e sono sicuro che sta ripagando quanto la gente di Cremona ha saputo dare in termini di sostegno».

Può essere un peso eccessivo per i giocatori più giovani?
«Chi è abituato a vincere i campionati sa gestire meglio questi momenti, ma stiamo parlando di situazioni particolari. Ricordo che anche noi nell’ultima gara stavamo perdendo 2-1 in casa contro una Racing Roma che se avessimo affrontato altre 50 volte l’avremmo battuta senza problemi. Per affrontare un momento particolare bisogna vivere la settimana con tranquillità e lavorare con la massima serenità. La Cremonese ha dimostrato di saper fare quello che vuole guidata da tecnico bravo. In campo si va senza pensare ai calcoli, conta che è una sfida decisiva. Farlo col supporto di uno stadio intero è meglio».

Dopo resterebbe la sfida di Como del 6 maggio.
«No, non bisogna farsi distrarre dal pensiero che manca ancora un turno. La chance da sfruttare è questa. Il pensiero che tutto possa finire solo il 6 maggio è suggestivo per me e per i tifosi perché si rievocano tante cose, ma la testa deve rimanere sull’Ascoli».

Pecchia è stato compagno di squadra di Pesce.
«Ho avuto la fortuna di essere suo compagno proprio ad Ascoli. Ero giovanissimo, arrivavo dalla C1 e mi affacciavo alla serie A con i marchigiani. Pecchia era a fine carriera A ma per come si allenava e si approcciava è stato un esempio. Per i giovani è stato un punto di riferimento e io l’ho preso a modello per la mia carriera. Pecchia era un allenatore in campo, era uno che non stava mai zitto e dava sempre mille indicazioni. Si vedeva che era tagliato per allenare».

Una Cremonese che strada facendo si è aggrappata ai suoi ragazzi adesso avrà più bisogno degli esperti?
«La società e l’allenatore sono stati molto bravi ad individuare ragazzi che stanno dimostrando di avere un futuro brillante, ma comunque c’è una rosa intera che ha fatto benissimo. Ho avuto la fortuna di vedere la Cremonese all’opera più volte e ha sempre dimostrato di sapere cosa fare in campo. Direi che è fondamentale».

Gara da episodi o aperta a un bel calcio?
«Queste sono gare dove l’attenzione delle due squadre la fa da padrone e quindi la può decidere sia la giocata del singolo che una palla inattiva. Sono sfide talmente delicate che non si può prevedere cosa potrà accadere».

Pesce sente un po’ sua questa grande occasione che la squadra sta vivendo?
«Noi nel 2017 abbiamo fatto una cosa importante dopo tanti anni che la proprietà provava a superare lo scoglio della Lega Pro. Non è stato facile anche se erano strati fatti investimenti importanti. Noi abbiamo fatto quello che ci eravamo messi in testa ed è una soddisfazione ogni volta che veniamo ricordati per quella promozione. Anche se non scordo che al primo anno di B potevamo ambire già ai playoff ma il ritorno è stato meno soddisfacente causa infortuni. All’andata eravamo terzi, poi ci siamo solo salvati. I successivi due anni sono stati più tribolati, invece quest’anno le cose sono state fatte bene e i risultati si vedono. Per una proprietà come quella grigiorossa l’opportunità di tentare il salto in A deve essere colta. Io sarò a Cremona per seguire il match. Spero di poter festeggiare».

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