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INIZIATIVA EDITORIALE. DA SABATO 12

Storia dello sport: il libro di Mondoni con il giornale La Provincia

L’autore del volume: «Mi sono divertito a raccontare cose inedite e particolari sulla nostra città»

Lucilla Granata

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redazione@laprovinciacr.it

11 Marzo 2022 - 12:03

Storia dello sport: il libro di Mondoni con il giornale La Provincia

La copertina del libro e Maurizio Mondoni

CREMONA - «Ci ho lavorato molto, ho preso spunto in parte da libri precedenti che ho scritto, ma quello che mi ha più entusiasmato, è stato andare alla ricerca oltre che delle storie di sport, di quel passato che i giovani d’oggi non conoscono. Tante cose sono andate perdute».

Il professor Maurizio Mondoni, autore di «1800-1900 pillole di storia e di sport a Cremona» racconta con passione la genesi dell’ultima sua opera. La stessa passione con cui ha attuato le approfondite ricerche che stanno dietro ai racconti del suo libro.

LA GENESI DEL LIBRO.

«Ho giocato molto, ho descritto la mia città a modo mio. Ho messo insieme due cose, la storia e lo sport. Ho raccontato per esempio di Piazza Castello, che in quel periodo era la piazza d’armi dove si disputavano tante gare. Così come nei teatri di Cremona. Dal Politeama al Ponchielli, dove oltre a cantare e recitare, si faceva sport. Ho provato a creare un’opera culturale immergendola nello sport o viceversa. Ho narrato poi dei corsi d’acqua. Le gare di canottaggio sono state fatte per esempio sul Riglio che sboccava dove poi è nata la Baldesio. E il Po è un altro grande protagonista di questa storia. Ho preso spunto dalle storie del fiume per raccontare del Bar Giardino che d’estate si trasferiva sull’altra sponde del Po. Era uno dei bar più importanti di Cremona perché lì si trovavano un sacco di persone a parlare di sport. Non potevo non parlare poi dei cinematografi. Quelli di una volta erano al chiuso e all’aperto. E in quelli all’aperto si giocava a palla al cesto. Il cinema Auricchio per esempio, era un cinema all’aperto e al contempo un campo di pallacanestro. Era di fronte al bar Dondeo e vi si disputò anche una finale di campionato di serie C dell’allora definita «palla al cesto».

E poi ancora un viaggio attraverso i palazzi di Cremona, come il Trecchi, che è stata una delle sedi più importanti dell’accademia di scherma. Con Moruzzi che fu uno dei personaggi di spicco della scherma locale, nazionale e internazionale».

Mondoni va a ruota libera. I temi trattati sono davvero tanti e tutti affascinanti. «Gli stand del tiro a segno erano localizzati accanto alle chiese. Quello vicino a San Sigismondo era il più importante. Erano vicino alle chiese perché lì si tenevano le sagre, e si tirava e si scommetteva su tutto. Dal tiro alla quaglia, a quello al piccione, persino al tacchino. Non potevano mancare poi gli stadi di calcio. Prima di giocare allo Zini la Cremonese disputò un incontro su un campo con il fondo di carbonella. I commissari di allora, vedendo uscire tutti neri i giocatori, non la convalidarono. Lo Zini aveva anche una pista di ciclismo in terra battuta sopraelevata, una sorta di velodromo ufficiale. Per quel periodo una cosa straordinaria. E nello stadio, si tenevano gare di atletica e di equitazione».


Ancora le canottieri. «La prima, la Baldesio, a cui seguirono la Bissolati, e la Flora. E se la Bissolati si staccò dalla Baldesio, il Flora si staccò dalla Bissolati. Mi sono divertito a narrare storie che credo divertiranno chi le leggerà. Ho parlato di fascismo e del suo protagonista cremonese, Farinacci. Lui favorì molto gare di motonautica sul Po, di palla al cesto, di ciclismo. Le Colonie Padane furono una sua invenzione. E infine il primo tempio dello sport cremonese. Che fu niente meno che la chiesa di San Lorenzo. Una storia incredibile, da chiesa paleocristiana a regno dello sport. Palazzo Vida diventò la sede dell’istituto tecnico Beltrami prima e la sede dello scientifico Aselli e dell’istituto tecnico industriale, poi. La chiesa fu sconsacrata e divenne prima convitto per i figli dei nobili. Poi palestra per tutti gli studenti di queste scuole.

A introdurre allo sport i cremonesi fu un profugo dalmata, il prof Brazzani (Brazanovic era il suo vero nome), che insieme al soresinese Mazzolari è stato pioniere e padre dell’educazione fisica a Cremona. Sono nati tantissimi campioni dai loro insegnamenti. Mazzolari avviò anche Armelloni alla ginnastica e lui arrivò a disputare anche l’Olimpiade. Erano gli anni trenta, quelli del fascio. Quando si facevano i saggi ginnici tutti si radunavano in piazza del Duomo e davanti ai gerarchi si passava marciando. Poi si ascoltavano i discorsi fino al via alle gare e ai giochi». 

La copertina è un quadro di mia moglie dal titolo ‘le mani sulla città'

RACCONTI INEDITI E FOTO PREZIOSE.

Racconti inediti e bellissimi, ma anche tante foto che sono materiale prezioso. «Molte le avevo già quando ho scritto il libro della storia della pallacanestro cremonese e poi della pallavolo. Tantissime le ho prese da lì. Per la palla al cesto sono dovuto andare dai nipoti di Gianni Guerreschi (giocatori dei quei tempi) e di Gianfranco Maranesi. Sono tutti morti i giocatori di quei tempi e di quella squadra campione d’Italia, tranne due. Uno ha 96 anni ed è Lucio Gaia di Cremona. L’altro Sergio Zini che ha 98 anni e vive a Biella. Proprio Zini mi ha raccontato del primo americano che arrivò a Cremona a giocare. Si chiamava Primavera. L’ex chiesa di San Lorenzo aveva la navata centrale con il campo da pallacanestro. In quelle laterali, il necessario per gli altri sport».

Ma i racconti si sprecano e dovrete leggere il libro per scoprirli tutti. L’ultimo accenno è un omaggio. «La copertina è un quadro di mia moglie dal titolo ‘le mani sulla città’. Devo dire grazie a lei che mi ha dato un grande aiuto nella realizzazione di questo libro».

IN EDICOLA CON IL GIORNALE DI SABATO 12.

Da domani in edicola con il quotidiano La Provincia al prezzo speciale di 9,90 euro e presto in libreria. Il libro verrà presentato domani alle 11 nella sala dei Quadri del Comune. A moderare l’incontro, il giornalista del quotidiano La Provincia Felice Staboli. Per l’occasione non mancherà il sindaco Gianluca Galimberti, con l’assessore alla cultura Luca Burgazzi e quello dello sport Luca Zanacchi. Ha già confermato la sua presenza anche il direttore de La Provincia Marco Bencivenga.

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