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CREMONA

Petesi stroncato da un malore durante il doppio a tennis

Nazareno, 56 anni, colonna da anni della squadra in carrozzina della Baldesio: si è sentito male sotto gli occhi dei compagni alla canottieri. Vani i tentativi dei sanitari

Giacomo Guglielmone

Email:

gguglielmone@laprovinciacr.it

26 Febbraio 2022 - 08:59

 Petesi stroncato da un malore durante il doppio  a tennis

Nazareno Petesi

CREMONA - Stroncato da un malore mentre gioca una partita di doppio di tennis in carrozzina. Sotto gli occhi increduli, e poi pieni di dolore, dei compagni di cento partite. Questa, ieri sera, la sorte toccata a Nazareno Petesi, 56enne di Monticelli d’Ongina, da una dozzina d’anni membro della squadra di tennis in carrozzina della Baldesio. E proprio alla canottieri Baldesio, sulla terra rossa, Petesi ha avuto il malore.

Mancano pochi minuti alle 19 quando Petesi e Roberto Bodini, storico dirigente della squadra, affrontano altri due membri della squadra: Dario Benazzi e Constantin Mircea. È uno dei classici allenamenti serali. A un tratto Petesi dice di aver caldo. Appare molto sudato. I compagni di gioco si avvicinano, cercano di capire. Il 56enne dice anche di sentire una pressione allo sterno. A quel punto la partita viene interrotta. Petesi passa dalla sedia da gioco all’altra. Bodini e gli altri si avvicinano, capiscono che qualcosa non va. Il dolore, la pressione al petto è un segnale preciso. Infatti scatta la chiamata alla centrale operativa del 118. Nell’arco di pochi istanti sul posto arrivano automedica e ambulanza. I sanitari sono arrivati da pochi istanti quando tutto precipita.

«Proprio nel momento in cui lo stavano sistemando sulla lettiga - spiega Bodini - ha avuto l’attacco. La testa all’indietro, il corpo che non risponde. I sanitari sono subito passati alle pratiche rianimatorie». «Per un’ora e mezza hanno tentato di rianimarlo, in tutti i modi», spiegheranno poco più tardi ancora Bodini e Alceste Bertoletti, storico coordinatore della squadra di tennis in carrozzina della Baldesio, anche lui molto scosso. Medico e infermieri tenteranno per cinque volte di far ripartire il cuore di Petesi con il defibrillatore, accompagnato dalle iniezioni di adrenalina. Purtroppo ogni sforzo è stato vano. 

Nazareno era una persona sempre disponibile. Anzi, la verità è che era una persona d’oro

Negli occhi dei compagni e poi delle persone via via accorse campeggia un misto di incredulità, rassegnazione, dolore. «Nazareno era una persona sempre disponibile. Anzi, la verità è che era una persona d’oro», dice Bodini con un filo di voce mentre Bertoletti, a due passi, cerca di reagire a questa mazzata almeno per provvedere a tutte le cosa da fare in queste situazioni terribili.

Petesi era molto noto a Cremona e nel Piacentino. Lo sport è sempre stato parte integrante della sua vita. Lo dimostra quanto avvenuto decenni fa, quando, partendo dall’ospedale specializzato in riabilitazione di Villanova sull’Arda, Petesi aveva iniziato a giocare a basket in carrozzina in quella Regia Basket che sarebbe poi diventata un punto di riferimento, ottenendo risultati di assoluto prestigio. La stessa carica, la stessa passione, la stessa costanza con «i ragazzi» del tennis in carrozzina della Baldesio. Un gruppo affiatato che ovunque vada incassa vittorie, ma anche nuove amicizie e la simpatia di quanti li incontrano per la prima volta.

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