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PRIMATO DA RECORD

Il paese dei miracoli: Pizzighettone ci riprova

Anni fa la scalata del calcio fino alle porte della serie B, ora tocca alla società di basket

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24 Novembre 2021 - 08:29

Il paese dei miracoli: Pizzighettone ci riprova

PIZZIGHETTONE - A Pizzighettone può succedere, anzi è già successo. Se una ventina di anni fa era stato il calcio a sfiorare la serie B, ora tocca alla pallacanestro. E pur essendo, anche questa volta, una delle più piccole realtà del campionato, sta nascendo un sogno. Nove vittorie consecutive, primato solitario in classifica al termine del girone di andata, (nettamente) la miglior difesa per distacco ed il secondo attacco del campionato. Questi i numeri irreale della Mazzoleni Pizzighettone, regina, con pochi rivali, del girone Blu del campionato di serie C Gold. È un risultato frutto di programmazione, lavoro ed entusiasmo. Quello che si respira da sempre in una società al cui vertice sta Serafino Parmigiani, uno dei fondatori del club nel lontano 1995: «È una prima parte di campionato straordinaria a livello di risultati. La difesa è il nostro marchio di fabbrica, questo è evidente. Il nucleo è quello di sempre: solido, rodato, consolidato. Abbiamo aggiunto due giocatori funzionali, per applicazione ed intensità, come Ndiaye e Foresti. Il resto vien da se».

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Non avete mai stravolto, nemmeno nei momenti difficili. È stato complicato qualche volta?
«A Pizzighettone è sempre stato così negli anni. Chi sta bene da noi, rimane. Scegliamo prima le persone dei giocatori. Poi è chiaro che anche il livello tecnico è importante. Le figurine però non ci interessano. Il pubblico è entusiasta, ci segue, anche in trasferta. Il contingentamento è da un lato brutto, dall’altro bello perché tre volte abbiamo sfiorato il sold-out».

Più volte ha parlato di sistema Pizzi. Su che basi è costruito il modello societario?
«Prima regola è l’amicizia. Ed è qualcosa di fondamentale. Di professionisti non ne abbiamo tanti. Secondo: lavoro. Terzo: entusiasmo. Se ci si riflette sono tre concetti concatenati».

A chi deve dire il grazie più grande guardando a tutta la storia?
«A tutto il gruppo di dirigenti che è con noi da sempre. Abbiamo goduto, ma anche sofferto. Quando è andato via un grande sponsor come Walcor, potevamo chiudere, invece siamo stati in piedi. Ecco in quel momento, ho capito di aver condiviso tutto con persone speciali».

Giocate a Soresina da sempre perché Pizzighettone non ha una struttura adeguata per la prima squadra. Non stride?
«È strano, in venti anni però Soresina ci ha adottato. Ci piacerebbe giocare a casa nostra. Il mio sogno? Un campionato nazionale (la serie B, ndr) a Pizzighettone».

Il presidente Serafino Parmigiani

Siete attivissimi anche con il settore giovanile.
«Ci teniamo molto, è un lavoro di tipo sociale importantissimo. Il settore giovanile è il nostro fiore all’occhiello. Lavoriamo e investiamo molto. Abbiamo tre tecnici nazionali importanti come Baroni, Ogliari e Albertoni».

Di che numeri si parla?
«Contiamo 100 tesserati under in 7 squadre, 130 nel minibasket divisi in 7 centri, 30 atleti senior. Tra giocatori, dirigenti, allenatori e staff Pizzighettone ha circa 320 tesserati. Sono numeri importanti».

PIZZIGHETTONE SENZA PALASPORT

«Questa società è un orgoglio per il paese, rappresenta perfettamente il nostro modo di essere» parole del sindaco di Pizzighettone Luca Moggi. «La società di basket ha un ruolo importante nel nostro territorio. Sta facendo un lavoro eccezionale, al di là dei grandi risultati con la C Gold. Ha numeri importanti anche con il settore giovanile. Riesce a mantenere un clima famigliare, unendo anche l’aspetto imprenditoriale. Di questi tempi non è facile trovare le risorse per poter fare sport ad alto livello e il Basket Team sta dimostrando serietà e programmazione, nonostante la pandemia».


Una bella realtà, ma che gioca le partite casalinghe a Soresina...

«Questa è una riflessione che stiamo facendo. Negli anni Duemila sono stati fatti grandi sforzi per la squadra di calcio che in quel momento aveva bisogno di uno stadio importante per fare la serie C. Erano altri tempi, ma i mutui accesi li stiamo ancora pagando... Da noi in paese non c’è una struttura adeguata per la categoria, ne servirebbe una nuova. Parliamo di un investimento di 3-4 milioni. Io sono aperto a una riflessione, magari con una sinergia tra pubblico e provato. Non voglio però vendere sogni. Attualmente non abbiamo la forza economica per costruire un palazzetto nuovo da 5-600 posti. Era stato fatto uno studio di fattibilità in zona stadio in passato. Io sono aperto a riflessioni tecnicamente percorribili ma economicamente sostenibili, anche dopo la costruzione. Le spese di gestione infatti devono essere tenute sotto controllo per evitare rischi nel tempo. Risistemare una struttura esistente non sarebbe possibile e mi riferisco alle palestre di Regona e delle Scuole medie. Per ora godiamoci i risultati eccellenti di questi ragazzi a cui faccio un grande in bocca al lupo».

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