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CALCIO SERIE B. L'INTERVISTA

Cremonese, mister Pecchia: «E' ora di correre»

«La Reggina è squadra robusta con tanta esperienza alle spalle e sa gestire i momenti della gara. Noi stiamo bene, dovremo trovare stimoli per fare la nostra gara e riprendere il cammino in fiducia»

Ivan Ghigi

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ighigi@laprovinciacr.it

20 Novembre 2021 - 05:10

Cremonese, mister Pecchia: «E' ora di correre»

L’allenatore in seconda Antonio Porta con il tecnico Fabio Pecchia

CREMONA - Stavolta Fabio Pecchia non si è detto curioso di vedere come si comporterà la Cremonese, ma il concetto è sottinteso quando il campionato sta per ripartire con uno sprint che porterà tutti alla fine del 2021 senza più soste in programma. La serie Bkt da oggi comincerà a correre dritta fino alla prima giornata di ritorno e per i grigiorossi c’è il test a Reggio Calabria dove il ricordo dello spareggio del 1989 è ancora vivo e dove pochi si fidano del cammino a passo lento di Bianchetti e soci.

Per tenere alto il livello di agonismo e la concentrazione la Cremonese domenica scorsa si è misurata con il Padova in amichevole. Come sono le condizioni dei grigiorossi?
«A livello mentale — commenta Pecchia — quando non si gioca è complicato tenere alta la tensione e avere adrenalina in corpo, però la squadra sta bene e siamo tutti in perfette condizioni fisiche riprendere il nostro cammino».

Cremonese e Reggina arrivano alla sfida da due momenti diversi: in frenata i grigiorossi, in piena corsa gli amaranto.
«Sul discorso del rendimento in questo ultimo periodo, devo analizzare le prestazioni in un certo modo, senza farmi condizionare. La Reggina ha fatto grandi cose, è una squadra molto esperta con un bel vissuto ed è sostenuta da un ambiente caldo; è una squadra matura che sa quello che deve fare e quello che vuole. Noi veniamo da buone prestazioni e stiamo bene fisicamente».

A Reggio Calabria non si fidano della Cremonese. Secondo i media locali i grigiorossi hanno una classifica che inganna, con almeno tre punti in meno rispetto a quanto visto.
«La Reggina ha un rendimento molto simile sia in casa che fuori, al di là del tipo di gioco. Per noi è una bella sfida in un ambiente stimolante. Il Granillo storicamente è l’arma in più della Reggina ma dobbiamo prenderla con il piglio giusto perché l’ambiente che troveremo dovrà essere uno stimolo per tirare fuori la nostra personalità».

Che cosa ha portato a casa dal test con il Padova?
«È lavoro. La partita è un test importante per tutti. Qualcuno ha riposato e fatto un altro tipo di carico, ma le gare danno indicazioni per renderci conto di tutto il gruppo. È stato un buon test, l’atteggiamento deve restare sempre giusto; contro una squadra di spessore come il Padova abbiamo dato continuità al lavoro e tutti hanno bisogno di avere giusta abitudine alla gara».

Gaetano ha giocato regista basso. Una prova che ha dato indicazioni, c’è bisogno di trovargli un nuovo ruolo?
«Credo che Gianluca possa ricoprire tanti ruoli, perché ha qualità, perché sa usare due piedi e vede il gioco. Tante volte con noi le cose migliori le ha fatte dietro alla punta, però perché non provare altro? Credo sia un’alternativa in mezzo al campo ed è in grado di poterlo. È arrivato alla conclusione di più perché da trequartista, quando gli avversari si schiacciano, rischia di uscire dal gioco e di passare inosservato. Giocando dietro lo tolgo dalla pressione e Gianluca è pronto per interpretare anche il regista basso».

Quale caratteristiche della Reggina teme di più?
«Come ho detto è una squadra che ha una lunga esperienza alle spalle se guardiamo la carriera dei singoli. Riesce a gestire anche i momenti di flessione della gara e crea il giusto pericolo con giocatori forti in area».

Finora l’undici di partenza della Cremonese è sempre stato cambiato, poco o molto. Sarà così anche a Reggio?
«Non tengo conto di questi numeri, ognuno ha la sua gestione. Abbiamo voluto una rosa costruita in questo modo, cambiare interpreti serve a tenere alto livello di tutti per giocarsi una chance domenica dopo domenica. È un tipo di gerarchia meritocratica, lo faccio esclusivamente per quello. L’anno scorso questo tipo di gestione ci ha permesso di avere tanti giocatori sempre a disposizione anche mentalmente. Tante volte i cambi sono stati determinanti, quindi la porta della formazione è aperta, si entra e si esce, ma è girevole. Niente altro da aggiungere».


La Reggina gioca con il 4-4-2 con la pesante coppia Galabinov e Montalto, ma dicono che sia Bellomo l’uomo più difficile da controllare.
«Il reparto offensivo reggino è pesante supportato dall’energia di Bellomo e Rivas. Aglietti è stato mio compagno al Napoli, farà le sue scelte. So quello che hanno fatto e quello che possono dare. Se giocano con determinati giocatori in fascia o con determinate punte centrali cambiano le caratteristiche, ma noi dobbiamo pensare alle nostre caratteristiche».

Quindi che assetto sceglierà?
«Vi garantisco che non vedrete mai la difesa a tre. Questa squadra può giocare con il vertice basso o alto, passando dal tridente offensivo al trequartista. Dipende dai casi e da quello che serve. Con alcuni giocatori va bene un assetto, con altri il secondo quindi non ci si sposta dal 4-3-3 o 4-2-3-1».

Nell’ultima prova contro la Spal, Di Carmine ha giocato spesso con le spalle alla porta e se non si serve la punta è dura andare al tiro.
«Samuel deve continuare a lavorare così e noi dobbiamo insistere a cercare la giocata per lui accompagnandolo. Chiaro che sull’atteggiamento non posso dire nulla, sono contento perché si è inserito nel contesto. Deve stare sereno e vivere le gare come ha fatto a Pordenone dove non gli è andata bene. Vero che contro la Spal, dopo un quarto d’ora di livello, non ci sono stati più grandi spunti».

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