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MOTORI: IL PERSONAGGIO

Pontevichi star in Supermoto. Il campione è di Spinadesco

Il cremonese si aggiudica gli Internazionali d’Italia di S3 450cc dopo un finale al cardiopalma. «Felice, ma ora il salto di categoria in S2»

Lucilla Granata

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redazione@laprovinciacr.it

11 Ottobre 2021 - 08:48

Pontevichi star in Supermoto. Il campione è di Spinadesco

Nicolò Pontevichi in azione con la moto del Tm Team Undici

SPINADESCO - Tanto talento e grande passione. Questi gli ingredienti che hanno portato il ventiduenne cremonese Nicolò Pontevichi (Tm Team Undici) a vincere gli Internazionali d’Italia di Supermoto S3 450cc dopo un finale al cardiopalma e un un confronto diretto con Matteo Frassino (Honda Brt). I due han lottato fino alla fine trovandosi a pari punti e pari vittorie a poche gare dal termine del campionato. Nell’ultimo appuntamento di Castelletto di Branduzzo (Pavia), Frassino, è stato protagonista di una spettacolare caduta che gli è costata il titolo a favore del nostro Nikkio Pontevichi. Terzo Andrea Acetti (Husqvarna Team Undici). «Sono molto contento della vittoria e ora mi preparerò per il salto di categoria. Dalla prossima stagione infatti, si farà sul serio con i professionisti della S2» racconta Nicolò che abita a Spinadesco e dove gli è stata appesa alla porta di casa la maglia celebrativa per il titolo.

La maglia celebrativa lasciata sulla porta di casa di Nicolò Pontevichi a Spinadesco


«È stato un campionato complicato quello di quest’anno. Ho iniziato subito con un paio di cadute nelle prime gare che mi

Ho iniziato subito con un paio di cadute nelle prime gare che mi hanno fatto perdere terreno e punti, ma poi ho recuperato vincendo praticamente tutte le altre

hanno fatto perdere terreno e punti, ma poi ho recuperato vincendo praticamente tutte le altre. Adesso non correrò fino ad aprile (il campionato Supermoto si corre in sette tappe da aprile a ottobre, ndr), ma con il mio team, utilizzeremo questi mesi per mettere a punto la moto al meglio e farmi trovare preparato per la nuova stagione». Nicolò ha da poco aperto una sua attività da fabbro e manutentore con il fratello, ma la moto non l’abbandonerà neppure nei freddi mesi invernali. «In questo periodo mi allenerò sulla moto da cross. Il nostro campionato infatti, uno dei più belli in assoluto per quanto mi riguarda, è una sorta di ibrido. Per il 60% si corre sull’asfalto, ma per un 40% sulla terra battuta. Io purtroppo non posso permettermi di dedicarmi solo alla moto come fanno tanti altri piloti. Riesco ad allenarmi nel fine settimana e qualche volta la sera dopo il lavoro, ma spero un giorno di potermi concentrare anima e corpo solo su questa attività. Al momento non è possibile anche se devo ringraziare tutti i nostri sponsor che mi permettono di affrontare spese che sarebbero altrimenti insostenibili, credendo fortemente in me».
E in effetti il campionato Supermoto può arrivare anche a costare sui 40mila euro a certi livelli. Il nostro Pontevichi se l’è cavata con molto meno grazie anche ad una buona rete che lo circonda, ma non siamo ancora al salto di qualità definitivo. «Noi per il momento siamo riusciti a contenere molto i costi, arrivando a spendere circa 10mila euro, ma più saliamo di categoria, più diventa tutto complicato. Il campionato si corre in sette tappe, una al mese, che coinvolgono tutta Italia dal nord al sud. Chi vince, porta a casa poche migliaia di euro. Non ci sono tappe all’estero anche se è internazionale, perchè corro con piloti tedeschi, francesi e di altri paesi europei. Io la corsa l’ho nel sangue. Me l’hanno fatta amare mio padre e mio fratello e voglio togliermi, anzi toglierci tante soddisfazioni. Non temo il salto di categoria. Credo di essere già almeno tra i primi 5 più forti anche della S2. Ma lo vedremo in pista».

Nicolò Pontevichi con il papà Mirko

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