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L'INCONTRO

Giorgio Terruzzi a Cremona: "Vi racconto il mio amico Ayrton"

Il popolare giornalista ospite del Rotary Club Cremona Po: una vita nella scia dei big dei motori

Nicola Arrigoni

Email:

narrigoni@laprovinciacr.it

08 Settembre 2021 - 19:56

Giorgio Terruzzi a Cremona: "Vi racconto il mio amico Ayrton"

CREMONA - Un viaggio sentimentale italiano, dal Friuli alla Sicilia e ritorno, quaranta luoghi e quaranta storie per dare memoria a personaggi sorprendenti. In un tempo in cui tutto sembra sospeso, immobile, Giorgio Terruzzi, a bordo di un’auto, ha attraversato l’Italia, ha tracciato un suo personale percorso di incontri e suggestioni. Il giornalista italiano per eccellenza della Formula Uno è stato ospite del Rotary Club Cremona Po, presieduto da Stefano Ferrari. Terruzzi, nella sua ultima fatica narrativa «Atlante sentimentale» ha lasciato le piste da corsa, per intraprendere un viaggio nel bel paese. Terruzzi ha raccontato il piacere e la fatica dell’essere sempre in viaggio confessando di aver deciso di smettere di girare il mondo al seguito della Formula Uno «quando mi sono reso conto che non sopportavo più i tremendi copriletto degli hotel».


Ironico e pacato, capace di appassionare per la sua aneddotica e pronto a virare, improvvisamente, verso considerazioni di carattere generale Terruzzi ha incantato tutti e ha svelato i retroscena del mondo delle corse, le storie intime di campioni come Ayrton Senna di cui ha scritto una appassionata biografia «Suite 200 L’ultima notte di Ayrton Senna». Ma Terruzzi ha raccontato anche della determinazione di Michael Schumacher, dell’amore per le donne di Niki Lauda, oppure del fenomeno Valentino Rossi, campione per cui il tempo sembra essere un puro accidente. La rivalità fra Senna e Prost raccontata dall’interno: «Come i grandi campioni Senna e Prost si erano annusati fin dalla prima volta che si sono visti e affrontati in pista, sapevano che la partita si sarebbe giocata fra loro due. Due temperamenti e due geni differenti. Prost una persona intelligenza ma in sofferenza rispetto all’esuberanza di Senna». Una pausa e poi la consapevolezza che: «Senna parlava con Dio e Dio gli dava ragione – ha raccontato Terruzzi -. Quando Ayrton è morto io c’ero, ho dovuto aspettare che me lo dicesse la dottoressa per capire che era finito un film meraviglioso. Senna aveva un’anima esposta, doveva restituire ciò che aveva ricevuto. Era un mistico e un monaco del lavoro al tempo stesso».

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