Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

TOKYO 2020. CANOTAGGIO

Per Vale ritorno a Cremona da regina

Una stella nata e cresciuta con Gigi Arrigoni. Dal quartiere Po al tetto del mondo passando per la Bissolati

La Provincia Redazione

Email:

redazioneweb@laprovinciacr.it

31 Luglio 2021 - 06:25

Per Vale ritorno a Cremona da regina

Valentina Rodini con l'allenatore

CREMONA - Dal quartiere Po al tetto del mondo. Valentina Rodini è la nuova star di Cremona, la prima atleta cittadina a scrivere il suo nome nel panorama degli eroi olimpici cremonesi seguendo le orme dei casalaschi Farina e Raineri.

Nata e cresciuta nel Quartiere Po insieme a papà Fulvio, mamma Elisabetta ed al fratello maggiore Simone, Valentina ha frequentato le scuole vicino casa e le medie alla Virgilio. Proprio nella palestra delle scuole medie viene in contatto per la prima volta con il canottaggio. Luigi Arrigoni, tecnico della Bissolati e federale, porta nelle scuole il progetto «Remare a scuola»: piazza nelle palestre il remoergometro, meglio conosciuto come vogatore, e tanti studenti lo provano.

«Valentina — racconta Arrigoni prima di imbarcarsi sul volo che lo riporterà oggi in Italia — all’epoca faceva sport. Equitazione e arti marziali. Quando è salita sul remoergometro si è innamorata del canottaggio ed è arrivata alla Bissolati per approfondire la materia. Da piccoli il canottaggio resta soprattutto un’attività motoria che deve divertire, ma lei aveva un carattere deciso, lo si è capito subito. Quando la passione per il canottaggio è cresciuta ha capito che doveva prendere una decisione: il remo richiede dedizione totale e allora ha fatto una scelta: restare sulla barca».

Gli anni trascorrono e Valentina sviluppa muscoli e tecnica a dispetto del fisico minuto. Nel frattempo frequenta il liceo sportivo Vida.

«L’impegno giornaliero del canottaggio secondo me si sposa bene con la sua voglia di fare — racconta Arrigoni — perché se c’è una cosa difficile da fare con Valentina è tenerla ferma. La sua applicazione e le sue qualità la portano presto a farsi notare nelle rappresentative regionali. Nei Cadetti (età 14 anni, ndr) viene convocata dalla Lombardia ma fisicamente è sempre stata mingherlina e allora veniva schierata a bordo del doppio o del quattro ma mai sull’otto».

Tra i 15 e i 16 anni Rodini affronta con decisione la categoria Ragazzi.

«Ha cominciato lì a farsi notare nella nazionale».

Nel 2010 e nel 2011 Valentina Rodini è medaglia d’argento ai campionati italiani sul singolo. «Le prime prove in azzurro — racconta Arrigoni, che oltre alla Bissolati ha sempre seguito Valentina anche in azzurro come componente dello staff tecnico del settore femminile — le ha fatte tutte a bordo del quattro di coppia. Negli Junior è arrivata la consacrazione. Nel 2012 è bronzo agli Europei, ma nel 2013 centra un argento sempre agli Europei e l’oro ai Mondiali. Primo titolo della sua carriera a livello internazionale».

A 19 anni Rodini passa in Under 23, anticamera della nazionale assoluta. Dal 2014 al 2017 vince due volte il Mondiale Under 23 a cui aggiunge un argento e un bronzo sempre sul quattro di coppia ma parallelamente è la campionessa italiana indiscussa sia in doppio che in singolo.

«Valentina ha sempre avuto una grande tecnica, sulla quale ha lavorato per anni. Però bisogna prevenirla perché non si riposa mai. Lo stress fisico indebolisce e tutti gli anni a primavera ha sempre i suoi acciacchi alla gola perché arriva sfibrata. Da una parte è un pregio perché vuol dire che lavora sodo, ma poi bisogna anche gestirsi. Lei ha una soglia altissima del dolore: dove gli altri magari si fermano o rallentano lei va ancora. Lo stesso è accaduto anche prima di Tokyo, quando aveva un costola dolorante. Ha abbandonato Lucerna per farsi curare altrimenti avrebbe rischiato di saltare i Giochi. Ricordo che una volta eravamo alla Bissolati e lei era stanca. Le avevo detto di uscire dalla Canottieri e di concedersi una camminata sull’argine. Quando è uscita ha incontrato un amico che faceva triathlon. Dopo due ore è rientrata stremata perché lo ha seguito invece di scaricare. È fatta così».

Valentina ha raccontato che spesso ha pianto nel confrontarsi con Arrigoni.

«Vero, perché è orgogliosa e a lei le cose vanno dette in modo diverso. Lei fa tutto quello che le si chiede, anche di più, ma per correggerla occorre approcciarla nel modo giusto. Siamo usciti insieme tante volte per allenarci. Magari partivamo con l’idea di fare fondo ma dopo un po’ cambiava idea e voleva provare a fare i mille metri. Sperimentava tutto. Una volta doveva disputare una gara indoor al remoergometro e ha voluto provarlo a tutti i costi anche se l’obiettivo era lavorare per le future».

Quanto si è visto di questo carattere nella finale di Tokyo del doppio pesi leggeri?

«Si è visto tanto. Ho seguito la gara da un punto in cui si vedeva tutto bene, avevo un paio di tabelloni come riferimento ma io guardavo il campo gara. Rodini e Cesarini hanno sfoggiato una maestria unica nel padroneggiare il campo gara. Il vento e le acque mosse non sono state per nulla un ostacolo. Le hanno domate alla grande. Sono partite con cognizione, ovvero non hanno sparato subito le cartucce. Non hanno forzato ma hanno controllato le avversarie. Negli ultimi 500 metri erano quarte e hanno cominciato a recuperare. In quel momento ho capito che l’argento era possibile, perché c’era l’Olanda troppo avanti, quando hanno passato la Francia mi sono detto che saremmo andati a podio. Io guardavo in acqua e fissavo loro, non ho visto che l’Olanda aveva perso qualche colpo e che nei metri finali è successo il pasticcio. Quando Valentina e Federica hanno tagliato il traguardo ho esultato pensando a un bellissimo secondo posto e invece il display diceva che avevano vinto l’oro. Favoloso. Direi una gara perfetta come gestione del ritmo ma come ho detto del campo gara con cui sono andate a nozze».

L’oro olimpico di Valentina Rodini è l’omaggio più bello per il centenario della Canottieri Bissolati, che era già stato impreziosito dai risultati di Elena Sali e Susanna Pedrola.

«Il momento per il canottaggio bissolatino è davvero eccezionale. Elena Sali ha vinto il Mondiale sul quattro di coppia pesi leggeri, Susanna Pedrola è campionessa italiana Junior in singolo e partirà per fare i Mondiali di categoria sul quattro di coppia. Trovare sempre nuovi ragazzi per il vivaio non è facile ma l’oro di Valentina potrebbe essere una bella spinta per tutto il movimento».

La Bissolati si prepara ad accogliere la sua campionessa. Oggi è previsto il rientro di Rodini a Cremona con la canottieri che le farà festa per l’impresa storica che è riuscita a centrare.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400